TiFORMA (Società di formazione e consulenza) ha organizzato un corso in videoconferenza su "Det.1/DTAC/2026 - La predisposizione del PEF ARERA 2026-2029 per gli Impianti di trattamento" che si terrà nella giornata del 12 maggio 2026 dalle 09.30 alle 13.00.
L'evento si svolgerà in videoconferenza e il link di accesso sarà disponibile sulla piattaforma didattica Tiforma.academy previa iscrizione.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/185/SAEC-COM/PE del 24.04.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
TiFORMA (Società di formazione e consulenza) ha organizzato un corso in videoconferenza su "Det.1/DTAC/2026 - La predisposizione del PEF ARERA 2026-2029 per gli Impianti di trattamento" che si terrà nella giornata del 12 maggio 2026 dalle 09.30 alle 13.00.
Alla luce delle delibere ARERA, il seminario si prefigge i seguenti obiettivi:
Il seminario sarà rivolto principalmente a Direttori, Responsabili Regolazione, Responsabili Amministrativi dei Gestori degli Impianti, ai Gestori dei servizi ed ai Gestori Integrati dei rifiuti (per quanto di competenza), ed agli Enti d’Ambito del settore dei rifiuti.
L'evento si svolgerà in videoconferenza e il link di accesso sarà disponibile sulla piattaforma didattica Tiforma.academy previa iscrizione.
Per informazioni e per quanti interessati all’iscrizione si rimanda alla scheda di adesione e alla brochure evento in allegato (v. Allegati). Per ogni ulteriore informazione si rimanda alla segreteria TIFORMA.
L’ANAC ha pubblicato il Rapporto “Addensamento sottosoglia degli affidamenti diretti di servizi e forniture (2021-2024)”.
Il documento presenta i risultati di uno studio riguardante gli affidamenti diretti sottosoglia nel settore Servizi e Forniture, nel quadriennio 2021-2024.
I risultati del Rapporto evidenziano che negli appalti di servizi e forniture le stazioni appaltanti mostrano assoluta preferenza per l’affidare in via diretta gli incarichi che rappresentano il 92% del totale dei contratti.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/184/SAEC-SPL/CC del 24.04.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
L’ANAC ha pubblicato il Rapporto “Addensamento sottosoglia degli affidamenti diretti di servizi e forniture (2021-2024)”. Il documento presenta i risultati di uno studio riguardante gli affidamenti diretti sottosoglia nel settore Servizi e Forniture, nel quadriennio 2021-2024. Il fine dichiarato è quello di analizzare come sia cambiato il peso specifico di tali affidamenti sul mercato dei contratti pubblici, nonché di identificare eventuali fenomeni di addensamento degli stessi in fasce di importo di poco inferiori alle soglie legali per gli affidamenti, a seguito degli interventi normativi riguardanti gli importi di tali soglie.
Oltre al peso degli affidamenti diretti nel mercato dei contratti pubblici, nel rapporto vengono anche analizzate le principali categorie dell’oggetto degli affidamenti diretti che si addensano sottosoglia, nonché la dimensione delle Stazioni Appaltanti che fanno ricorso a tali procedure.
I risultati del Rapporto evidenziano che negli appalti di servizi e forniture le stazioni appaltanti mostrano assoluta preferenza per l’affidare in via diretta gli incarichi che rappresentano il 92% del totale dei contratti. Gli affidamenti diretti sottosoglia rappresentano una quota nettamente prevalente rispetto al totale delle procedure svolte nel settore dei servizi e delle forniture e tale incidenza è abbastanza costante nel tempo. Tali affidamenti rappresentano circa il 92% nel 2021 e nel 2024, il 94% nel 2022 e il 95% nel 2023.
Le principali categorie in cui si verifica una concentrazione degli affidamenti di importo immediatamente inferiore alle soglie previste dalla normativa sono i Servizi di ingegneria, i Servizi giuridici, i Servizi architettonici e servizi affini, i Servizi connessi ai rifiuti urbani e domestici e quelli connessi alla Programmazione di software e servizi di consulenza.
Per maggiori informazioni si rimanda al testo del Rapporto in allegato.
La Commissione europea, in considerazione dell’avvio della possibilità per gli operatori di registrarsi nel sistema digitale europeo per la spedizione dei rifiuti (DIWASS), ha reso disponibili due siti web finalizzati a supportare i soggetti obbligati.
Il primo è dedicato al sistema DIWASS in generale mentre il secondo riguarda le modalità di registrazione degli operatori obbligati in DIWASS.
Sempre in materia, Regione Lombardia ha trasmesso ulteriore nota di aggiornamento per le imprese operanti nelle spedizioni transfrontaliere di rifiuti sul territorio lombardo.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/183/SAEC-EUR/CS del 24.04.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
La Commissione europea, in considerazione dell’avvio della possibilità per gli operatori di registrarsi nel sistema digitale europeo per la spedizione dei rifiuti (DIWASS), ha reso disponibili due siti web finalizzati a supportare i soggetti obbligati:
1) registrazione diretta dell’operatore attraverso la DIWASS GUI (Graphical User Interface);
2) registrazione dell’operatore attraverso un sistema locale interconnesso a DIWASS;
3) registrazione di un operatore economico di un Paese terzo in DIWASS.
– link al sito disponibile qui.
Si ricorda, come già riportato nelle precedenti comunicazioni in materia (v. circolare Assoambiente n. 171/2026), che al momento è possibile per gli operatori solamente iscriversi al sistema DIWASS e che la trasmissione dei documenti attraverso di esso sarà operativa a partire dal prossimo 21 maggio 2026. Per le spedizioni dei rifiuti in lista verde con la procedura di cui all’allegato VII del regolamento sulla spedizione dei rifiuti sarà possibile utilizzare la documentazione cartacea, come fatto finora, in alternativa al DIWASS e senza sanzioni, fino al 31 dicembre 2026.
La Commissione europea ha fatto sapere che l'Helpdesk che ha istituito e che è accessibile attraverso le pagine internet sopra riportate risponderà esclusivamente a domande di natura tecnica relative al sistema. Per domande di natura non tecnica (ad esempio sull'attuazione di DIWASS o, più in generale, sulle spedizioni di rifiuti), la Commissione invita a contattare le Autorità nazionali competenti, di cui si allega una panoramica predisposta dalla Commissione in cui sono riportati i contatti (v. Allegato 1).
Informiamo inoltre che Regione Lombardia, per le imprese operanti nelle spedizioni transfrontaliere di rifiuti sul territorio lombardo, ha trasmesso anche ad Assoambiente una informativa relativa all'implementazione nuovo Reg.UE2024/1157 e sistema DIWASS. A riguardo rimandiamo ai file allegati (v. Allegati 2).
Schematicamente per la registrazione operatori DIWASS/SITT di competenza di Regione Lombardia:
Nell'ambito della strategia globale di ECOMONDO, Italian Exhibition Group organizza l’Italy-China Circular Economy Forum in collaborazione con Agenzia ICE.
L’evento si terrà a Shanghai, presso l’hotel InterContinental NECC, nelle giornate dell’11 e 12 giugno 2026.
L’iniziativa rappresenta un’occasione concreta per sviluppare relazioni strategiche sul mercato cinese e approfondire le dinamiche della circular economy in uno dei contesti più dinamici a livello globale.
Il PROGRAMMA prevede:
L'evento è aperto a un massimo di 10 aziende italiane: la quota di partecipazione è pari a €200 + IVA e le aziende interessate possono iscriversi tramite il sito di Agenzia ICE entro l'8 maggio 2026.
Per ulteriori informazioni contattare:
Ilaria Cevoli - International Project Manager, Italian Exhibition Group SpA – email ilaria.cevoli@iegexpo.it.
Per una nuova tappa del viaggio per la sostenibilità di ASSOAMBIENTE, Impianti Aperti on The Road si ferma da RMB il 23 maggio nell'impianto di Polpenazze del Garda (BS).
RMB è una delle principali piattaforme polifunzionali per il recupero e lo smaltimento dei rifiuti speciali in Europa. Grazie alle aziende collegate e controllate, riduce le emissioni da trasporto lavorando i rifiuti direttamente sul territorio, grazie ad un ecosistema fondato sull’economia circolare.
La Campagna ASSOAMBIENTE “Impianti Aperti on the Road” ha ottenuto il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e di ISPRA SNPA. Inoltre l'Assoaciazione aderisce al Protocollo Lombardo per lo Sviluppo Sostenibile.
Il Programma della giornata sarà disponibile nei prossimi giorni.
Si è svolta il 20 aprile all’impianto del gruppo SEVal Srl di Colico, in provincia di Lecco, la seconda tappa di "Impianti Aperti On The Road".
La tappa del viaggio per la sostenibilità, promossa insieme a SEVal Srl e in collaborazione con Erion, ha visto anche il coinvolgimento attivo di una delegazione di Parlamentari Europei interessati alle tematiche ambientali: Benedetta Scuderi del Gruppo dei Verdi/Alleanza libera europea, Pietro Fiocchi del Gruppo dei Conservatori e Riformisti europei, Gaetano Pedullà del Gruppo della Sinistra al Parlamento europeo - GUE/NGL. All’incontro hanno preso parte anche Luisa Marella Direttore e Fabrice Mathieu Vice Direttore Unità Risorse sostenibili e bioeconomia European Commission Joint Research Centre.
Il Circular Economy Act, con i diversi nodi da sciogliere per liberare innovazione e investimenti. L'economia circolare come chiave di volta tra le esigenze di competitività, e autonomia strategica, dell'industria del Vecchio Continente e gli obiettivi di decarbonizzazione. La necessità di consolidare le filiere del riciclo grazie alle quali recuperare risorse preziose (e strategiche) per l'industria, la manifattura e la transizione energetica. L’innovazione tecnologica nel riciclo delle batterie.
Sono stati questi i principali temi approfonditi oggi nel secondo appuntamento della campagna “Impianti Aperti on the Road”.
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Alcune sigle sindacali hanno proclamato uno sciopero generale di tutte le categorie pubbliche e private per il prossimo 29 maggio.
Come di consueto le motivazioni alla base dello sciopero generale, collocato in una giornata di venerdì che precede un possibile “ponte”, sono di natura politico-sociale ed economica (prevalentemente in chiave antigovernativa) in senso molto ampio (comprese le vicende belliche e le note vicende internazionali).
A seguito di invito in tal senso della Commissione di Garanzia per l’esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali, le organizzazioni proclamanti hanno escluso dall’astensione i lavoratori dei Comuni in cui si terranno le elezioni amministrative nei giorni 24 e 25 maggio.
Ritenendo di fare cosa utile alle aziende, si allega l’elenco dei Comuni interessati, come da Decreto del Ministero dell’Interno del 25 febbraio scorso.
L’Italia è chiamata a misurarsi con sfide strutturali che incidono sulla competitività del sistema produttivo e sulla qualità della vita dei territori: decarbonizzazione, sicurezza energetica, gestione sostenibile delle risorse, modernizzazione infrastrutturale. In questo contesto, la realizzazione di opere di pubblica utilità rappresenta una leva strategica per coniugare tutela ambientale, sviluppo industriale e coesione sociale.
Con la settima edizione del Premio PIMBY GREEN, Assoambiente rinnova il proprio impegno a favore di una cultura del “fare” fondata su responsabilità, innovazione e partecipazione. L’obiettivo è promuovere il superamento dell’approccio “NIMBY” (Not In My BackYard), che ostacola la realizzazione di infrastrutture necessarie, e valorizzare una visione “PIMBY” (Please In My BackYard), orientata alla consapevolezza dei benefici ambientali, economici e occupazionali che le opere di qualità possono generare nei territori.
Il Premio intende riconoscere amministrazioni pubbliche, imprese e professionisti dell’informazione che si sono distinti nei settori dell’energia, della gestione dei rifiuti e delle trasformazioni del territorio, contribuendo a rafforzare un modello di sviluppo sostenibile e inclusivo.
Categorie
1. Realizzazione di Infrastrutture Tecnologicamente Avanzate
Premia i progetti che hanno favorito l’innovazione e il progresso tecnologico nel territorio, migliorando l’efficienza, la sostenibilità ambientale e la resilienza delle infrastrutture.
2. Coinvolgimento Positivo e Responsabile dei Cittadini
Riconosce l’impegno di enti locali e pubbliche amministrazioni che hanno promosso percorsi strutturati di dialogo e partecipazione, favorendo una relazione trasparente con le comunità interessate dalle opere.
3. Informazione Trasparente e Scientifica
Valorizza giornalisti e autori che hanno contribuito a diffondere un’informazione rigorosa, basata su dati verificabili e conoscenze tecnico-scientifiche, contrastando narrazioni distorsive e opposizioni aprioristiche.
Candidature
Il termine per l’invio delle candidature per il Premio PIMBY Green 2026 è fissato per il 29 maggio 2026.
Le candidature dovranno essere inviate tramite email alla segreteria dell'Associazione: assoambiente@assoambiente.org esplicitando in oggetto “Candidatura Premio Pimby Green 2026”.
La candidatura deve essere presentata esclusivamente via email, compilando il Modulo di presentazione candidatura fornito dall'Associazione (allegato).
Premiazione
La cerimonia di premiazione del Premio PIMBY GREEN 2026 si terrà a Milano il 9 luglio 2026, presso la prestigiosa Villa Necchi Campiglio - Bene FAI, nell’ambito di una serata di Gala organizzata dall’Associazione.
Un appuntamento che rappresenta non solo un momento celebrativo, ma un’occasione di confronto tra istituzioni, imprese e stakeholder sulla necessità di rafforzare una cultura industriale e ambientale capace di trasformare le infrastrutture in opportunità di sviluppo per le comunità.
la Repubblica, La Stampa, Teleborsa, Askanews, Ricicla News, Canale Energia, Agenzia di stampa sull’Energia e le Infrastrutture - AGEEI, Oltre Energia, Tiscali, Lecco Notizie
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Italia Oggi
È stato pubblicato il Regolamento Delegato (UE) 2026/296 che stabilisce le deroghe al divieto di distruzione dei prodotti di consumo invenduti, ad integrazione del Regolamento sulla progettazione ecocompatibile per i prodotti sostenibili (ESPR).
Si ricorda che all’articolo 25, paragrafo 1, il Regolamento (UE) 2024/1781 ESPR vieta la distruzione, da parte degli operatori economici, di determinati prodotti invenduti puntualmente elencati nell'allegato VII, ma che al paragrafo 5 dello stesso, vengono previsti i casi in cui la distruzione rimane autorizzata.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/181/SAEC-EUR/FA del 22.04.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
È stato pubblicato il Regolamento Delegato (UE) 2026/296 (GUUE del 22 aprile 2026) che stabilisce le deroghe al divieto di distruzione dei prodotti di consumo invenduti, ad integrazione del Regolamento sulla progettazione ecocompatibile per i prodotti sostenibili (ESPR).
Si ricorda che il Regolamento (UE) 2024/1781 ESPR - all’articolo 25, paragrafo 1 - vieta la distruzione, da parte degli operatori economici, di determinati prodotti invenduti puntualmente elencati nell'allegato VII, ma che al paragrafo 5 dello stesso, vengono previsti i casi in cui la distruzione rimane autorizzata (v. circolare associativa n. 84 del 18 febbraio 2026).
A tal proposito il nuovo Regolamento introduce le deroghe specifiche per i prodotti elencati nell’allegato VII. In particolare, viene stabilito che la distruzione è ammessa quando i prodotti rappresentano un pericolo per la salute o la sicurezza, non sono conformi al diritto dell’UE o nazionale, oppure violano diritti di proprietà intellettuale o obblighi contrattuali. Sono inoltre previste deroghe per i prodotti inadatti al riutilizzo o alla rifabbricazione per impossibilità tecnica, per quelli danneggiati o non funzionali, nonché nei casi in cui, pur essendo stati messi a disposizione sul mercato dopo la preparazione per il riutilizzo da parte di un gestore del trattamento dei rifiuti, non sia stato possibile trovare un destinatario.
Il nuovo Regolamento definisce all’articolo 3 la documentazione necessaria a dimostrare la conformità alla distruzione, la quale deve essere conservata per cinque anni.
Per quanto di interesse segnaliamo che gli operatori economici devono fornire al gestore del trattamento dei rifiuti, a cui vengono consegnati i prodotti invenduti, una dichiarazione sulla deroga applicabile, al fine di agevolare processi di cernita più efficaci, migliorare i tassi di riutilizzo e di riciclo e ridurre i costi superflui di trattamento dei rifiuti.
Infine la norma prevede un riesame del Regolamento da parte della Commissione, anche alla luce dell’evoluzione tecnologica e dell’eventuale introduzione di nuovi prodotti, entro il 12 maggio 2031.
Il nuovo Regolamento entrerà in vigore il 12 maggio 2026 e si applicherà a decorrere dal 19 luglio 2026 per le grandi imprese, dal 19 luglio 2030 per le medie imprese, mentre le micro e piccole imprese sono escluse dagli obblighi.
Per qualsiasi ulteriore approfondimento, si rimanda al regolamento allegato alla presente.
Convertito con modificazioni il DL 19/2026 che, oltre ad accelerare la conclusione dei progetti finanziati dal PNRR in vista della scadenza della prossima estate imposta dalla UE, interviene anche sulla legislazione ambientale e sanitaria, introducendo misure in particolare su bonifiche, industrie insalubri, prodotti di plastica, Albo Gestori Ambientali e servizi pubblici locali.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/180/SAEC-NOT/CS del 21.04.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Pubblicata la legge 50/2026 di conversione del DL 19/2026 (G.U. n. n. 91 del 20.04.2026) recante ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e in materia di politiche di coesione.
La Legge di conversione, oltre ad accelerare la conclusione dei progetti finanziati dal PNRR in vista della scadenza della prossima estate imposta dalla UE, interviene anche sulla legislazione ambientale e sanitaria, introducendo misure in particolare su bonifiche, industrie insalubri, prodotti di plastica, Albo Gestori Ambientali e servizi pubblici locali.
Il provvedimento conferma le seguenti disposizioni già presenti nel testo del DL 19/2026:
Di seguito si riportano invece le principali novità introdotte dalla Legge di conversione (artt. 14, 14-bis e 26), riguardanti, per quanto di interesse:
Per maggiori informazioni si rimanda alla nota di sintesi delle disposizioni in materia di ambiente ed energia e al testo del DL 19/2026 coordinato con la legge 50/2026 di conversione, in allegato.
Il Ministero dell’Interno ha introdotto una nuova procedura operativa per gestire le segnalazioni di irregolarità nel trasporto su strada di merci pericolose.
La nuova procedura è stata definita con la circolare n. 7988 del 19 marzo 2026 e serve a uniformare, per tutte le autorità di controllo, le modalità di invio, gestione e archiviazione dei risultati dei controlli effettuati su strada.
La circolare introduce inoltre una nuova lista di controllo digitale, in formato PDF editabile, che gli operatori di Polizia devono compilare per documentare le ispezioni dei veicoli e inviare mensilmente tramite PEC, al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/179/SAEC-NOT/LE del 21.04.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Il Ministero dell’Interno - Dipartimento della Pubblica Sicurezza - ha introdotto una nuova procedura per la gestione delle irregolarità relative al trasporto stradale di merci pericolose.
In sostanza con la Circolare n. 7988 del 19 marzo 2026, la Direzione Centrale per la Polizia Stradale, ha definito una nuova procedura operativa, in attuazione dei contenuti della Direttiva (UE) 2022/1999 e della Direttiva (UE) 2025/1801, per digitalizzare l’intero processo di verifica su strada e uniformare per gli organi di controllo, le modalità di trasmissione, gestione e archiviazione delle risultanze dei controlli su strada, favorendo, al contempo, la condivisione delle informazioni tra Autorità.
Inoltre, per garantire la corretta gestione dei flussi informativi tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) e gli organi di controllo, ha predisposto, in formato “PDF editabile”, una nuova “Lista di controllo” che dovrà essere redatta e gestita in formato digitale (al conducente, al termine del controllo, dovrà essere consegnata una stampa della lista di controllo compilata) per documentare l’attività effettuata sui veicoli controllati trasportanti merci pericolose (la lista di controllo, al momento del salvataggio genererà automaticamente, in alto sulla destra, un ID univoco).
A tal fine, le predette liste di controllo dovranno essere trasmesse dalle Autorità di controllo al MIT (all’indirizzo PEC: dg.mot-div3@pec.mit.gov.it) con cadenza mensile, utilizzando la lettera di trasmissione (in particolare la lettera di trasmissione e le liste di controllo compilate dovranno essere trasmesse in due elenchi separati, il primo contenente le liste di controllo in cui sono state accertate violazioni all’art.168 C.d.S. e il secondo contenente le liste di controllo in cui non sono state riscontrate violazioni).
La Corte di Cassazione si è espressa sulla responsabilità penale di un titolare di una ditta per conto della quale veniva svolta l'attività abusiva di trasporto e smaltimento dei rifiuti.
Nella sentenza viene chiarito che il titolare dell'officina risponde delle sanzioni penali previste dal Codice ambientale se omette di adottare tutte le misure necessarie ad evitare la gestione illecita degli pneumatici fuori uso da esso generati e affida tali rifiuti a un trasportatore non abilitato.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/178/SAEC-GIU/CS del 20.04.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
La Corte di Cassazione, con la sentenza 7095/2026, si è espressa sulla responsabilità penale di un titolare di una ditta per conto della quale veniva svolta l'attività abusiva di trasporto e smaltimento dei rifiuti.
Nella sentenza viene chiarito che il titolare dell'officina risponde delle sanzioni penali previste dal Codice ambientale se omette di adottare tutte le misure necessarie ad evitare la gestione illecita degli pneumatici fuori uso da esso generati e affida tali rifiuti a un trasportatore non abilitato.
Secondo la Corte di Cassazione infatti la responsabilità penale per l'attività di gestione non autorizzata di rifiuti può essere ricondotta anche a “comportamenti che violino i doveri di diligenza” per la mancata adozione delle misure che “legittimamente si richiedono” ai soggetti preposti alla direzione dell'azienda. Sulla base degli atti del processo non risultava infatti che l'imputato avesse delegato ad altri ogni responsabilità in relazione allo svolgimento dell'attività, né che avesse adottato tutte le misure necessarie per evitare l'illecito.
Per maggiori informazioni si rimanda alla sentenza allegata.
In data 16 aprile 2026 ARERA ha pubblicato la Deliberazione 123/2026/R/RIF “Semplificazione della disciplina relativa al bonus rifiuti di cui al TUBR e disposizioni transitorie per il 2026”.
L’Autorità ha deliberato che ANCI, tramite SGAte, metta a disposizione dei GTRU territorialmente competenti i dati relativi alle DSU aggiuntive entro il 30 aprile 2026 ed ha stabilito che esclusivamente per l’anno 2026, in deroga a quanto disposto dagli articoli 10, comma 1, e 14, comma 1, del TUBR il bonus sociale rifiuti, relativamente agli utenti interessati nel menzionato flusso aggiuntivo, può essere erogato, entro il 30 settembre 2026 e successivamente rendicontato a SGAte, entro il 31 gennaio 2027.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/177/SAEC-ARE/CC del 20.04.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
In data 16 aprile 2026 ARERA ha pubblicato la Deliberazione 123/2026/R/RIF “Semplificazione della disciplina relativa al bonus rifiuti di cui al TUBR e disposizioni transitorie per il 2026”.
Si ricorda che l’Autorità con la Deliberazione 355/2025/R/rif (v. circolare Assoambiente n. 302/2025) ha approvato il Testo Unico per la regolazione delle modalità applicative per il riconoscimento del bonus sociale rifiuti (TUBR) e con la successiva Deliberazione 584/2025/R/rif (v. circolare Assoambiente n. 013/2026) ha adottato disposizioni per l’ulteriore minimizzazione dei flussi di dati relativi al bonus sociale rifiuti e per l’integrazione e la rettifica di errori materiali del TUBR.
L’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI) gestisce la piattaforma informatica denominata “Sistema di gestione di ammissione delle agevolazioni sulle tariffe energetiche” (SGAte) per la gestione automatica del bonus sociale rifiuti.
Rispetto a quanto disposto con Delibera 123/2026, si segnala in particolare:
Per maggiori informazioni si rimanda al testo della Deliberazione in allegato.
Si rende disponibile in allegato la Newsletter n. 262 del 20 aprile 2026.
Buona lettura.
Il MASE ha pubblicato il decreto direttoriale 23 marzo 2026, n. 93 recante la programmazione delle attività di definizione dei regolamenti per la cessazione della qualifica di rifiuto per l’anno 2026 in ragione dell’obbligo di cui al D.lgs. n. 152/2006 di programmare ogni anno le priorità relative alla approvazione di nuovi regolamenti EoW.
Il decreto individua i regolamenti EoW di cui il MASE si impegna a concludere l’iter istruttorio e quelli per cui lo intende avviare.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/176/SAEC-COM/CS del 20.04.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (MASE) ha pubblicato il decreto direttoriale 23 marzo 2026, n. 93 recante la programmazione delle attività di definizione dei regolamenti per la cessazione della qualifica di rifiuto per l’anno 2026, in ragione dell’obbligo, di cui al D.lgs. n. 152/2006, di programmare ogni anno le priorità relative alla approvazione di nuovi regolamenti per la cessazione della qualifica di rifiuto (EoW).
Il decreto stabilisce che nel corso del 2026 il MASE si impegna a concludere l’iter istruttorio dei procedimenti relativi ai seguenti Regolamenti EoW, inclusi nel Cronoprogramma di attuazione delle misure della Strategia Nazionale per l’Economia Circolare:
Inoltre il MASE considererà prioritario l’avvio dei lavori per i seguenti Regolamenti EoW:
Per maggiori informazioni si rimanda al decreto direttoriale in allegato.
Il Circular Economy Act, con i diversi nodi da sciogliere per liberare innovazione e investimenti. L'economia circolare come chiave di volta tra le esigenze di competitività, e autonomia strategica, dell'industria del Vecchio Continente e gli obiettivi di decarbonizzazione. La necessità di consolidare le filiere del riciclo grazie alle quali recuperare risorse preziose (e strategiche) per l'industria, la manifattura e la transizione energetica. L’innovazione tecnologica nel riciclo delle batterie.
Sono stati questi i principali temi approfonditi oggi nel secondo appuntamento della campagna “Impianti Aperti on the Road”, promossa da ASSOAMBIENTE (l’Associazione che rappresenta le imprese che operano nel settore dell’igiene urbana, riciclo, recupero, economia circolare, smaltimento rifiuti e bonifiche) presso l’innovativo impianto di riciclo delle batterie al litio di Colico (Lecco) del Gruppo Seval.
Il confronto tra europarlamentari e imprese sul Circular Economy Act
La tappa del viaggio per la sostenibilità, promossa insieme a Seval e in collaborazione con Erion, ha visto anche il coinvolgimento attivo di una delegazione di Parlamentari Europei interessati alle tematiche ambientali: Benedetta Scuderi del Gruppo dei Verdi/Alleanza libera europea, Pietro Fiocchi del Gruppo dei Conservatori e Riformisti europei, Gaetano Pedullà del Gruppo della Sinistra al Parlamento europeo - GUE/NGL. All’incontro hanno preso parte anche Luisa Marella Direttore e Fabrice Mathieu Vice Direttore Unità Risorse sostenibili e bioeconomia European Commission Joint Research Centre.
Gli europarlamentari sono stati protagonisti di una tavola rotonda nel corso della quale si sono confrontati con i promotori dell’iniziativa sugli sviluppi del Circular Economy Act, atteso entro l’anno, che dovrà sciogliere nodi cruciali per sbloccare investimenti e innovazione, accompagnando la trasformazione delle filiere del riciclo in veri pilastri della transizione energetica.
“Per accrescere la resilienza del nostro Paese e dell’Europa il riciclo dev’essere riconosciuto come leva di competitività, sicurezza negli approvvigionamenti e decarbonizzazione: in quest’ottica c’è molta attesa per l’indirizzo e le prospettive future che saprà delineare il prossimo Circular Economy Act”, ha affermato il Direttore ASSOAMBIENTE Elisabetta Perrotta, che ha poi aggiunto, “L’Italia dispone di un capitale industriale e di know-how che le consente di essere già oggi protagonista nella transizione circolare. Occorre, però, rafforzare il sostegno ai processi di recupero di materia, così da rendere maggiormente circolare la quota che opera tutt’ora secondo logiche lineari. Senza dimenticare il contributo energetico che può arrivare dai rifiuti che ad oggi non possono essere riciclati”.
"Seval ha fatto il più grande investimento della sua storia, credendo nello sviluppo del nostro paese e mettendo a disposizione la propria esperienza ventennale nel settore delle batterie. L'investimento è una grande e ambiziosa scommessa sul futuro, occorre però il supporto delle istituzioni e delle amministrazioni, attraverso norme intelligenti e pragmatiche, affinché questo investimento possa esprimere il suo pieno potenziale" ha commentato Roberto Ardenghi, Amministratore di Seval.
La visita all’innovativo impianto di riciclo di batterie al litio
L’evento è stata anche occasione per far toccare con mano il tema del riciclo delle materie prime oggi protagoniste della transizione energetica, grazie a una visita guidata all’impianto di Colico, attualmente in fase di Conferenza dei Servizi, che si appresta a diventare leader in Italia nel trattamento delle batterie al litio grazie a una capacità di gestione di 15.000 tonnellate/anno. Seval è un gruppo pioniere nel trattamento dei rifiuti tecnologici in Italia, tratta oltre 130.000 tonnellate di rifiuti, dai RAEE (frigoriferi, televisori, computer) alle pile e batterie esauste, dai cavi ai toner, fino ai rifiuti sanitari e replicherà il modello anche in Basilicata, con un secondo impianto a Balvano (Potenza). Un’eccellenza italiana che trasforma i rifiuti in risorse, sostenendo la transizione verde e l’autonomia strategica delle materie prime.
Questa tappa di “Impianti Aperti on the Road” ha ottenuto il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, di ISPRA SNPA, e si è svolta sotto l’Altro Patrocinio del Parlamento Europeo. ASSOAMBIENTE, inoltre, aderisce al Protocollo Lombardo per lo Sviluppo Sostenibile.
FEAD, la Federazione che rappresenta le imprese di gestione di rifiuti in Europa, ha condiviso con Assoambiente una Linea guida volontaria, sviluppate in collaborazione con Recycling Europe e Plastics Recyclers Europe, relative ai test per la rilevazione di PFAS nelle plastiche riciclate destinate agli imballaggi per alimenti.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/175/SAEC-EUR/FA del 17.04.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
FEAD, la Federazione europea a cui aderisce e partecipa Assoambiente, ha condiviso con l’Associazione le linee guida, sviluppate in collaborazione con Recycling Europe e Plastics Recyclers Europe, relative ai test per la rilevazione di PFAS nelle plastiche riciclate destinate agli imballaggi per alimenti.
Si ricorda che Regolamento sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR) prevede una restrizione sull'uso di PFAS negli imballaggi a contatto con gli alimenti, ai sensi dell'articolo 5.5, che entrerà in vigore a partire dal 12 agosto 2026. In tale articolo, il Regolamento stabilisce tre limiti per i PFAS:
Le linee guida predisposte sono state elaborate in conformità alla comunicazione della Commissione pubblicata il 30 marzo 2026, che chiarisce il rispetto dei limiti per i PFAS ai sensi dell'articolo 5.5. La procedura potrebbe essere applicata come segue:
Questa guida di fatto chiarisce come implementare l'approccio graduale della Commissione, fornendo un elenco di metodi analitici e standard per ciascuna fase, nonché un elenco di laboratori in grado di eseguire tali analisi. Fornisce inoltre maggiori dettagli sul campionamento adeguato.
La guida è quindi stata predisposta per aiutare gli operatori a dimostrare la conformità delle proprie plastiche riciclate ai limiti di PFAS previsti dal Regolamento sui materiali plastici riciclabili (PPWR). Sebbene l'onere della conformità non ricada attualmente sui riciclatori, ci si aspetta che i produttori di imballaggi richiedano ai propri fornitori di materiali la prova di conformità.
Si precisa che si tratta di una linea guida volontaria, elaborata da enti autonomi del settore. Gli interessati possono richiederne l’invio scrivendo all’indirizzo email g.fano@fise.org.
Con News pubblicata sul portale RENTRi viene data informazione dell’istituzione dell’apposito capitolo di bilancio: sanzioni per la mancata o irregolare iscrizione al RENTRi e per la mancata o incompleta trasmissione dei dati informativi, irrogate ai sensi dell'articolo 258, comma 10 del D.lgs. n. 152/2006 da riassegnare al MASE.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/174/SAEC-REN/LE del 17.04.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Con news pubblicata sul portale RENTRi viene data informazione dell’istituzione dell’apposito capitolo di bilancio “Sanzioni per la mancata o irregolare iscrizione al Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti (RENTRI) e per la mancata o incompleta trasmissione dei dati informativi, irrogate ai sensi dell'articolo 258, comma 10 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, da riassegnare al Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, ai sensi del comma 12 del medesimo articolo".
La news contiene inoltre le indicazioni operative per il pagamento delle sanzioni irrogate ai sensi dell'articolo 258, comma 10, del D.lgs. n. 152/2006, relative alla mancata o irregolare iscrizione al Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti (RENTRi), nonché alla mancata o incompleta trasmissione dei dati informativi secondo le tempistiche e le modalità definite dal regolamento RENTRi (D.M. n. 59/2023).
Le informazioni sono rivolte sia ai soggetti destinatari dei provvedimenti sanzionatori, per l'assolvimento del pagamento, sia agli Enti preposti all'accertamento delle violazioni e prevedono che:
Come è ormai noto, stante il continuo aggiornamento di FAQ, NEWS, e AVVISI,invitiamo gli associati interessati a monitorare costantemente le schede informative disponibili sul sito RENTRi, anche in modo autonomo, al fine di disporre di un quadro operativo di riferimento sempre puntuale e aggiornato rispetto all’evoluzione normativa.
Nel rimanere a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti, rimandiamo a successive comunicazioni di aggiornamento sugli sviluppi e sui riscontri che perverranno dal MASE a seguito dei quesiti e delle richieste di chiarimento avanzate (cfr. circolare Assoambiente n. 119/2026).
Circle Economy Foundation ha pubblicato, in collaborazione con Deloitte Global, l’edizione 2026 del Rapporto “The Circularity Gap Report 2026” che fornisce l’andamento annuale della circolarità globale, misurando lo stato dell’economia mondiale e identificando le leve chiave per la transizione verso la circolarità globale.
Una prima stima del «Value Gap» indica che esso ammonta a 25,4 trilioni di euro (± 4,7 trilioni di euro) in valore economico annuo evitabile perso a causa dell’uso lineare dei materiali, pari a quasi il 31% del PIL mondiale. Ciò significa che per ogni 3 euro di valore economico creato a livello globale, circa 1 euro viene perso a causa dell’uso lineare dei materiali.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare2026/173/SAEC-COM/CS del 17.04.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Circle Economy Foundation ha pubblicato, in collaborazione con Deloitte Global, l’edizione 2026 del Rapporto “The Circularity Gap Report 2026” che fornisce l’andamento annuale della circolarità globale, misurando lo stato dell’economia mondiale e identificando le leve chiave per la transizione verso la circolarità globale. Ai fini della comparabilità globale, il valore è definito principalmente in termini economici ed espresso in prezzi, utilizzando il PIL come proxy della creazione di valore totale. In questo contesto, la metodologia distingue tra valore funzionale — l’utilità insita nei materiali, nei componenti e nei prodotti — e valore creato, riferendosi agli impatti ambientali e sociali più ampi dell’attività economica che rimangono in gran parte esterni ai prezzi di mercato.
Le perdite di valore sono raggruppate in cinque percorsi interconnessi che riflettono sia le inefficienze a breve termine sia l’erosione del patrimonio a lungo termine: perdite di trasformazione, perdite energetiche, perdite alimentari e sprechi, rifiuti a fine vita e consumo di capitale fisso (il deterioramento di edifici, infrastrutture e macchinari). Nel loro insieme, questi percorsi rivelano come l’attuale sistema economico non solo crei valore, ma lo eroda anche, mettendo in evidenza l’ampiezza delle opportunità offerte dalle strategie circolari per preservare il valore.
Una prima stima del «Value Gap» indica che esso ammonta a 25,4 trilioni di euro (± 4,7 trilioni di euro) in valore economico annuo evitabile perso a causa dell’uso lineare dei materiali, pari a quasi il 31% del PIL mondiale. Ciò significa che per ogni 3 euro di valore economico creato a livello globale, circa 1 euro viene perso a causa dell’uso lineare dei materiali.
Il Report evidenzia che la maggior parte del valore economico non va persa ai margini a causa di isolate
inefficienze nella gestione dei materiali, ma a causa della struttura fondamentale dell'attuale economia lineare, che determina l'estrazione delle risorse, il sottoutilizzo delle risorse, l'esternalizzazione dei costi e la produzione di rifiuti su larga scala.
Panoramica dei percorsi di perdita di valore e dei meccanismi che li determinano lungo la catena del valore:
Tra le soluzioni evidenziate per affrontare la perdita di valore emerge ad esempio una riprogettazione sistemica del modo in cui i materiali vengono approvvigionati, utilizzati, conservati e fatti circolare nell'economia: un'azione coordinata lungo tutte le catene del valore. Ma soprattutto un quadro normativo coerente a supporto di questo indirizzo capace di tenere in considerazione il mercato (fair) e valutare interventi anche di natura fiscale a supporto del sistema.
Per maggiori informazioni si rimanda al testo del Rapporto disponibile qui.
Save The Date per la Tappa dedicata a SEVAL che si terrà il 20 Aprile a Colico.
La seconda tappa del viaggio ASSOAMBIENTE per la sostenibilità sarà dedicata esclusivamente ad un Gruppo di Parlamentari Europei, scelti e invitati anche grazie alla collaborazione con ERION, interessati alle tematiche ambientali.
Il Gruppo di Parlamentari avrà l’opportunità di visitare il nuovo impianto SEVAL, che si appresta a diventare leader in Italia nel trattamento delle batterie al litio.
Un’occasione unica per conoscere operativamente una realtà dell’economia circolare ed affrontare insieme gli sviluppi del futuro Circular Economy Act.
L’Impianto Seval SEVAL è un gruppo pioniere nel trattamento dei rifiuti tecnologici in Italia, con oltre 30 anni di esperienza e 9 stabilimenti, tra cui il principale a Colico (LC). Ogni anno il gruppo tratta oltre 130.000 tonnellate di rifiuti, spaziando dai RAEE (frigoriferi, televisori, computer) alle pile e batterie esauste, dai cavi ai toner.
Impianti Aperti on The Road ha ricevuto per l'edizione 2026 il Patrocinio del MASE, di ISPRA SNPA. Assoambiente, inoltre, aderisce al Protocollo Lombardo per lo Sviluppo Sostenibile.
Si informa che, anche a seguito di segnalazioni provenienti da alcune aziende associate, è stato evidenziato alle altre Associazioni Datoriali nonché alle Organizzazioni Sindacali di categoria una criticità inerente la nuova classificazione previdenziale delle attività di raccolta dei rifiuti, identificate con codice ATECO 38.11, con possibili ripercussioni anche sul Fondo di solidarietà del settore.
La problematica - emersa finora solo in alcuni territori, a seguito di verifiche e approfondimenti condotti da singoli Uffici territoriali dell’INPS - si collega alla pubblicazione del nuovo Manuale di classificazione previdenziale, nel quale l’INPS ha aggiornato la classificazione delle attività economiche sulla base della nuova classificazione ATECO 2025 predisposta dall’ISTAT (ed entrata in vigore il 1° gennaio 2025), prevedendo altresì una nuova funzionalità che riporta, per ciascun codice ATECO, anche il relativo codice statistico contributivo (CSC) nonchè gli eventuali codici di autorizzazione (CA) necessari per la corretta classificazione.
Nell’ambito di tale aggiornamento, per l’attività di raccolta dei rifiuti (codice ATECO 38.11) risulta individuato un corrispondente codice statistico contributivo riferito al settore industria (codice CSC 1.16.01) in luogo dei codici del settore terziario in precedenza assegnati.
il codice terziario è rimasto assegnato solo alle attività di gestione delle discariche (ATECO 38.22; CSC 7.04.01) e di smaltimento altri rifiuti (ATECO 38.33; CSC 7.04.08).
Tale riclassificazione non appare condivisibile, perché la raccolta dei rifiuti, per caratteristiche tecniche, organizzative e di contesto normativo, non può essere considerata attività industriale ed è infatti da sempre ricondotta all’ambito dei servizi.
Comporta inoltre effetti rilevanti sotto il profilo del regime contributivo applicabile alle imprese del settore, in quanto l’eventuale inquadramento nel settore industria determina modifiche di aliquote e regime delle prestazioni per le contribuzioni obbligatorie di maternità e malattia e, soprattutto, incide sul sistema di finanziamento degli ammortizzatori sociali per le aziende non a totale capitale pubblico, generando disallineamenti rispetto all’assetto contrattuale e agli strumenti di sostegno al reddito già previsti per il settore, in particolare l’appartenenza al Fondo di solidarietà bilaterale del settore.
Alla luce di quanto sopra, unitariamente le Associazioni Datoriali e Sindacali, hanno formalmente chiesto un confronto tecnico con la Direzione Generale delle Entrate Contributive dell’INPS, al fine di verificare possibili soluzioni che consentano di assicurare un coerente inquadramento delle imprese del comparto, in continuità con quanto sinora applicato.
La Direzione Centrale delle Entrate ha confermato la disponibilità ad un incontro, che si terrà il prossimo 6 maggio.
Seguiranno aggiornamenti.
In relazione al report reso disponibile dalla Commissione europea relativo all’incontro con il Gruppo di Esperti sulle spedizioni di rifiuti, nel quale è riportato il posticipo al 1° gennaio 2027 dell’applicazione del sistema europeo per la tracciabilità dei rifiuti (DIWASS) alle spedizioni dei rifiuti di cui all’elenco verde con allegato VII, ai sensi dell’art. 18 del Regolamento (UE) 2024/1157, il MASE ha inviato comunicazione alle Autorità nazionali competenti di spedizione al fine di allineare le modalità di gestione di tali flussi.
Per le spedizioni dei rifiuti in lista ambra e soggetti a procedura di notifica dovrà invece essere adottato il sistema DIWASS a partire dal 21 maggio 2026.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare2026/171/SAEC-EUR/CS del 16.04.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
In relazione al report reso disponibile dalla Commissione europea relativo all’incontro del 27 marzo 2026 con il Gruppo di Esperti sulle spedizioni di rifiuti, nel quale è riportato il posticipo al 1° gennaio 2027 dell’applicazione del sistema europeo per la tracciabilità dei rifiuti (DIWASS) alle spedizioni dei rifiuti di cui all’elenco verde con allegato VII, ai sensi dell’art. 18 del Regolamento (UE) 2024/1157 (v. circolare Assoambiente n. 145 del 31 marzo 2026), il MASE ha inviato comunicazione alle Autorità nazionali competenti di spedizione al fine di allineare le modalità di gestione di tali flussi.
In particolare il Ministero ribadisce, come verbalizzato dalla Commissione europea, che le spedizioni di tali rifiuti, a partire dall’entrata in vigore del DIWASS il prossimo 21 maggio 2026 e fino al 31 dicembre 2026, potranno essere effettuate, senza l’applicazione di alcuna sanzione da parte delle Autorità di controllo, sia mediante documenti cartacei che per via elettronica attraverso sistemi specifici. In entrambi i casi non viene prevista la presentazione dei documenti dell’allegato VII sul DIWASS da parte delle Autorità competenti e degli operatori. Durante questo periodo l’interfaccia grafica (GUI) del DIWASS consentirà, su base volontaria, di compilare e scaricare in formato PDF l’allegato VII. In tali casi gli operatori coinvolti nelle spedizioni in questione potranno scegliere di compilare le caselle dell’allegato VII o tramite l’interfaccia grafica del DIWASS o mediante copia cartacea del documento.
Invece per le spedizioni dei rifiuti in lista ambra e soggetti a procedura di notifica dovrà essere necessariamente adottato il sistema DIWASS a partire dal 21 maggio 2026.
Per maggiori informazioni siamo ad allegare il report finale dell’incontro del Gruppo di Esperti dove è riportata una sintesi di quanto discusso.
Pubblicate le seguenti novità sul portale RENTRi:
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/170/SAEC-REN/LE del 15.04.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Pubblicato sul portale RENTRI l’Avviso (disponibile qui) che segnala che il prossimo giorno 21 aprile 2026 tra le 18:00 e le 20:00 i servizi RENTRi non saranno disponibili per manutenzione ordinaria.
Durante la manutenzione, dovuta ad un rilascio di aggiornamenti della piattaforma informatica, con particolare riferimento all'aggiunta delle nuove codifiche ISTAT relative ai Comuni (cfr. di seguito), si verificheranno delle interruzioni e non sarà garantito il corretto funzionamento dei servizi web, mobile ed API e, pertanto, si raccomanda di non utilizzare la piattaforma nella data e fascia oraria sopra indicate.
Si informa inoltre che nella sezione “Schede Informative” è stata pubblica una nuova FAQ “Nuove codifiche Comuni dal 22 aprile 2026: modalità di utilizzo e periodo transitorio” (disponibile qui), contenente indicazioni operative in merito all’aggiornamento delle codifiche Istat dei Comuni e alla disciplina del relativo periodo transitorio.
Più nel dettaglio si segnala che:
Terminato il periodo transitorio e, quindi, a decorrere dal 23 ottobre 2026, l’utilizzo della nuova codifica diviene obbligatorio e pertanto:
La scheda informativa specifica altresì che le unità locali già iscritte non sono oggetto di aggiornamento automatico, pertanto eventuali variazioni devono essere effettuate dagli utenti mediante apposita pratica di aggiornamento anagrafico, senza alcun costo.
Le nuove codifiche saranno disponibili tramite gli specifici endpoint dell’API RENTRi a partire dal 22 aprile 2026.
Nel rimanere a disposizione per eventuali ulteriori informazioni, rimandiamo a successive comunicazioni per ogni aggiornamento o iniziativa associativa in materia.
Il MASE con decreto 8 marzo 2026 ha apportato modifiche al Piano d’azione per la riqualificazione dei siti orfani mediante sostituzione dell’allegato 2 - Misura M2C4, Investimento 3,4 del PNRR per un necessario aggiornamento del costo degli interventi e la relativa modifica del riparto delle risorse tra le regioni e province autonome.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/169/SAEC-SUO/PE del 15.04.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Il MASE con decreto 8 marzo 2026 ha apportato modifiche al Piano d’azione per la riqualificazione dei siti orfani mediante sostituzione dell’allegato 2 - Misura M2C4, Investimento 3,4 del PNRR.
Nel dettaglio, il nuovo allegato sostituisce l’allegato 2 al DM 4 agosto 2022 - già modificato dal DM 7 maggio 2024 – in virtù del necessario aggiornamento del costo degli interventi e la relativa modifica del riparto delle risorse tra le regioni e province autonome.
Per ulteriori dettagli in merito alla nuova ripartizione costi-sito orfano si rimanda al provvedimento in allegato alla presente.
La Commissione europea ha lanciato il primo ciclo di diversificazione nell'ambito del Meccanismo per le materie prime, ovvero uno strumento volontario di mercato che mette in contatto gli acquirenti dell'UE con fornitori, istituzioni finanziarie e fornitori di servizi di stoccaggio di materie prime strategiche, in conformità con le norme UE in materia di concorrenza.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/168/SAEC-EUR/FA del 15.04.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
La Commissione europea ha lanciato il primo Round di diversificazione del Meccanismo per le materie prime, ovvero uno strumento volontario di mercato che mette in contatto gli acquirenti dell'UE con fornitori, istituzioni finanziarie e fornitori di servizi di stoccaggio di materie prime strategiche, in conformità con le norme UE in materia di concorrenza (v. circolare associativa n. 46 del 30 gennaio 2026).
Il primo ciclo appena avviato si concentra su: terre rare, batterie e difesa, immediatamente o a breve disponibili. Ha l’obbiettivo di mettere in contatto acquirenti dell'UE e fornitori operativi provenienti dall'UE, dallo Spazio economico europeo, dai Paesi e territori d'oltremare e dai Paesi partner strategici.
È possibile registrarsi alla piattaforma qui. La partecipazione è gratuita e non vincolante.
Si evidenzia che al fine di illustrare meglio il processo e la partecipazione alla Piattaforma, la Commissione europea ha organizza un webinar il 23 aprile 2026 (dalle 15:00 alle 16:30) nell’ambito del quale verranno affrontati i seguenti argomenti: ambito e tempistica del ciclo di diversificazione, dimostrazione della piattaforma, consigli utili per i partecipanti.
È possibile registrarsi al webinar entro il 22 aprile 2026 alle ore 12:00, attraverso il seguente link.
Infine, per quanto di interesse, si elencano le date dei prossimi incontri:
Per qualsiasi ulteriore informazione è possibile scrivere all’indirizzo e-mail EU-RAW-MATERIALS-MECHANISM@ec.europa.eu.
Il Riformista
Il MASE ha risposto ad un interpello avanzato da un Comune campano relativo alla qualificazione degli impianti di incenerimento come impianti di recupero di energia, classificati dal D.lgs. n. 152/2006 come "impianti R1".
Il Ministero ha chiarito che il gestore di un impianto di incenerimento rifiuti con recupero energetico deve sempre rispettare l'indice di efficienza indicato nell'autorizzazione e questo dovrà essere verificato periodicamente dall'Autorità competente.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/167/SAEC-GIU/CS del 14.04.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha risposto ad un interpello avanzato da un Comune campano relativo alla qualificazione degli impianti di incenerimento come impianti di recupero di energia, classificati dal D.lgs. n. 152/2006 come "impianti R1". In particolare veniva chiesto se la qualifica di operazione di recupero energetico R1 possa ritenersi acquisita al rilascio dell’autorizzazione o necessitasse di controlli continui e se, in assenza di questa, l’impianto debba essere classificato come impianto di smaltimento. Inoltre veniva chiesto se il gestore potesse autonomamente qualificare l’impianto come coinceneritore per sottrarsi all’obbligo dell’indice R1 (che misura l'efficienza con cui l'inceneritore di rifiuti produce energia termica o elettrica).
Con la sua risposta n. 69498 il Ministero, dopo un inquadramento normativo, evidenzia come il rispetto o meno delle condizioni determina la denominazione, in sede di rilascio dell'autorizzazione, di "impianto di recupero" o "impianto di smaltimento". La formula R1, per gli impianti già esistenti, deve essere calcolata sulla base dei dati pratici di prestazione annuale dell'impianto. Per gli impianti di nuova realizzazione la qualifica sarà concessa all'inizio "sulla base delle specifiche di progettazione o costruzione, tenendo conto dei contratti di fornitura energetica, determinando successivamente l'efficienza energetica generale dell'impianto". Il gestore dell'impianto è, inoltre, obbligato a redigere ogni anno una relazione sul funzionamento e la sorveglianza dello stabilimento e inviarla all'Autorità competente.
Pertanto il gestore di un impianto di incenerimento rifiuti con recupero energetico deve sempre rispettare l'indice di efficienza indicato nell'autorizzazione e questo dovrà essere verificato periodicamente dall'Autorità competente.
Per ogni approfondimento si rinvia alla domanda di interpello e alla risposta del MASE.
In data odierna 13 aprile 2026 ARERA ha pubblicato la Determina 1/2026 – DTAC “Approvazione degli schemi tipo degli atti costituenti la proposta tariffaria per il periodo regolatorio 2026-2029 e delle modalità operative per la relativa trasmissione all’Autorità, nonché chiarimenti su aspetti applicativi della disciplina tariffaria di accesso agli impianti di trattamento, ai sensi delle deliberazioni 397/2025/r/rif e 480/2025/r/rif”.
L’Autorità ha adottato i seguenti schemi tipo per l’elaborazione della proposta tariffaria: il piano economico-finanziario per il quadriennio 2026-2029; lo schema tipo di relazione di accompagnamento; lo schema tipo di dichiarazione di veridicità del gestore.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/166/SAEC-ARE/CC del 13.04.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
In data odierna 13 aprile 2026 ARERA ha pubblicato la Determina 1/2026 – DTAC di approvazione degli schemi tipo degli atti costituenti la proposta tariffaria per il periodo regolatorio 2026-2029 e delle modalità operative per la relativa trasmissione all’Autorità, nonché chiarimenti su aspetti applicativi della disciplina tariffaria di accesso agli impianti di trattamento, ai sensi delle deliberazioni 397/2025/r/rif (v. circolare Assoambiente n. 310/2025) e 480/2025/r/rif (v. circolare Assoambiente n. 409/2025).
L’Autorità ha ritenuto opportuno adottare, in attuazione delle previsioni recate dal comma 9.4 della Deliberazione 397/2025/R/RIF, i seguenti schemi tipo per l’elaborazione della proposta tariffaria:
L’Autorità ha inoltre chiarito che “I soggetti competenti provvedono, per ciascun impianto di chiusura del ciclo “minimo” ovvero “intermedio” qualificato come “minimo”, di propria competenza, alla trasmissione degli atti, dei dati e della documentazione di cui ai commi 7.2 e 7.3 della deliberazione 397/2026/R/RIF, tramite apposita procedura resa disponibile via extranet sul sito internet dell’Autorità, anche con compilazione di maschere web e caricamento di moduli reperibili sul sito, nonché degli ulteriori atti e informazioni richiesti, inviando in particolare la seguente documentazione:
Per maggiori informazioni si rimanda al testo della Determina in allegato alla presente mentre gli allegati alla Delibera sono rinvenibili nel sito internet ARERA, qui.
La Regione Lombardia con D.G.R. n. XII/ 5944 del 30.03.2026 ha approvato la modifica del Programma Regionale di Gestione dei Rifiuti (PRGR) finalizzata alla revisione dei criteri per l'individuazione delle aree idonee e non idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti. La D.G.R. n. XII/5944/2026 è in vigore dal 7 aprile 2026
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/165/SAEC-NOT/PE del 13.04.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
La Regione Lombardia con Deliberazione della Giunta Regionale (D.G.R.) n. XII/ 5944 del 30.03.2026 ha approvato la modifica del Programma Regionale di Gestione dei Rifiuti (PRGR) – di cui alla D.G.R. n. 6408/2022 - finalizzata alla revisione dei criteri per l'individuazione delle aree idonee e non idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti.
In particolare la Delibera interviene sul PRGR adeguandolo alle restrizioni sulla localizzazione degli impianti di discarica in base a quanto disposto dalla L.R. n. 12/2024 che, modificando la L.R. n. 12/2007, impone procedure penalizzanti per l'autorizzazione delle discariche: modificati i criteri autorizzativi per le discariche nelle cave, anche cessate, aree produttive, aree degradate e da riqualificare, collocate all'interno dei territori indicati dai disciplinari di cui alle aree DOC e DOCG. Il progetto sarà sottoposto a valutazione sito-specifica (necessaria perché questa localizzazione è un criterio penalizzante).
Tra i nuovi criteri penalizzati per gli impianti di smaltimento quello di essere collocato entro i 10 km dal confine con un'altra Regione.
Rimandata invece a successivi provvedimenti l'introduzione dell'esclusione dal campo di applicazione dei criteri localizzativi per gli impianti di trattamento dei rifiuti e discariche realizzati a servizio dei Siti di interesse nazionale oggetto di bonifica. Le modalità saranno approvate entro il termine per la revisione generale del Programma di gestione rifiuti approvato con D.G.R. n. 6408/2022. Il nuovo strumento programmatorio regionale vedrà la luce presumibilmente nel 2028.
Per ulteriori dettagli in merito alle disposizioni del D.G.R. n. XII/5944/2026, in vigore dal 7 aprile 2026, sono disponibile qui.
Il 27 marzo 2026 il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato sul proprio sito le prime FAQ ufficiali sull’Accordo Stato Regioni del 17 aprile 2025, predisposte da un gruppo interistituzionale composto da rappresentanti della Direzione Generale del Ministero del Lavoro, dell’INAIL, dell’INL e delle Regioni, con l’obiettivo di fornire chiarimenti applicativi e favorire un’interpretazione uniforme delle nuove disposizioni in materia di formazione sulla salute e sicurezza sul lavoro.
Tra le FAQ, viene chiarito anche aspetto relativo all’entrata in vigore, dove si precisa che l’Accordo Stato Regioni 2025 è entrato in vigore il 19 maggio e non il 24 maggio
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/164/SAEC-LAV/PE del 13.04.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Il 27 marzo 2026 il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato sul proprio sito le prime FAQ ufficiali sull’Accordo Stato Regioni del 17 aprile 2025 (GU n. 119 del 24.5.2025), predisposte da un gruppo interistituzionale composto da rappresentanti della Direzione Generale del Ministero del Lavoro, dell’INAIL, dell’INL e delle Regioni, con l’obiettivo di fornire chiarimenti applicativi e favorire un’interpretazione uniforme delle nuove disposizioni in materia di formazione sulla salute e sicurezza sul lavoro.
Rispetto all’Accordo 59/2025, che ricordiamo ha accorpato e riscritto le regole sulla durata, contenuti minimi e modalità dei percorsi formativi dei diversi soggetti coinvolti nell'organizzazione lavorativa, le 52 FAQ pubblicate forniscono indicazioni utili per soggetti formatori, aziende e professionisti su diversi ambiti applicativi tra cui:
Per maggiori informazioni e per i documenti si rimanda ai link sopra riportati.
TiFORMA (Società di formazione e consulenza) ha organizzato un corso in videoconferenza su "Safety Leadership: dall’obbligo alla cultura della sicurezza - Come motivare, coinvolgere e guidare le persone verso scelte sicure e consapevoli” che si terrà nella giornata del 23 aprile 2026 dalle 09.00 alle 13.00.
Obiettivi generali del corso è favorire lo sviluppo di una cultura della sicurezza fondata su responsabilità, partecipazione e leadership e rafforzare le competenze relazionali necessarie a influenzare i comportamenti sicuri.
Nello specifico verranno fornite basi per distinguere tra gestione della sicurezza e leadership della sicurezza, applicare tecniche di comunicazione strategica nei contesti lavorativi, utilizzare strumenti di ascolto ed empatia per comprendere resistenze e bisogni, dare feedback efficaci e immediati sui comportamenti osservati, motivare le persone a vivere la sicurezza come valore condiviso, elaborare un piano di azione personale per rafforzare la propria safety leadership.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/163/SAEC-COM/PE del 13.04.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
TiFORMA (Società di formazione e consulenza) ha organizzato un corso in videoconferenza su "Safety Leadership: dall’obbligo alla cultura della sicurezza - Come motivare, coinvolgere e guidare le persone verso scelte sicure e consapevoli” che si terrà nella giornata del 23 aprile 2026 dalle 09.00 alle 13.00.
La sicurezza sul lavoro non è solo un insieme di norme da rispettare: è una cultura da costruire giorno dopo giorno, attraverso comportamenti, atteggiamenti e relazioni. Chi ricopre ruoli di responsabilità nella sicurezza ha il compito non soltanto di garantire il rispetto delle regole, ma soprattutto di diventare un punto di riferimento capace di motivare, coinvolgere e guidare le persone verso scelte sicure e consapevoli.
La Safety Leadership nasce proprio da qui: dalla capacità di trasformare l’obbligo in valore condiviso, facendo leva sulle soft skill — comunicazione efficace, ascolto, empatia, coerenza — che rendono un leader credibile e in grado di ispirare fiducia. Questo corso fornisce strumenti concreti e pratici per allenare la leadership nella sicurezza, affinché ogni regola diventi cultura e ogni persona si senta parte attiva di un sistema che protegge tutti.
Il seminario è rivolto a AD, Direttori, Responsabili di funzione e tutti coloro che ricoprono ruoli di responsabilità nella sicurezza.
L'evento si svolgerà in videoconferenza e il link di accesso sarà disponibile sulla piattaforma didattica Tiforma.academy previa iscrizione.
Per informazioni e per quanti interessati all’iscrizione si rimanda alla scheda di adesione e alla brochure evento in allegato (v. Allegati). Per ogni ulteriore informazione si rimanda alla segreteria TIFORMA.
CONAI ha pubblicato sul sito www.conai.org due circolari - conseguenti alle delibere del CdA CONAI dello scorso 25 marzo - riguardanti i seguenti argomenti:
1. Borse riutilizzabili in plastica cosiddette “cabas”
Nuova classificazione tra gli articoli considerati NON imballaggio
Circolare CONAI del 9 aprile 2026 disponibile al seguente link
2. Procedura di rimborso per sfridi (di materie prime/semilavorati) da autoproduzione di imballaggi e già assoggettati al CAC
Revisione della procedura a decorrere dall’anno di competenza 2026 con l’introduzione di alcune modifiche
Circolare CONAI del 10 aprile 2026 disponibile al seguente link
Per eventuali informazioni e chiarimenti in merito, potete scrivere all’indirizzo infoassociazioni@conai.org.
La Commissione Europea ha aperto una consultazione pubblica per tutti gli stakeholder sulla bozza di un nuovo Regolamento (UE) 651/2014 (GBER), che regola gli aiuti di Stato che non necessitano di preventiva autorizzazione della Commissione, che si chiuderà il prossimo 23 aprile 2026.
La versione vigente del GBER (aggiornato da ultimo dal Regolamento UE 2023/1315) scadrà il 31 dicembre 2026 e pertanto l'adozione del nuovo testo è prevista entro la fine del 2026.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/162/SAEC-EUR/FA del 10.04.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
La Commissione Europea ha aperto una consultazione pubblica per tutti gli stakeholder sulla bozza di un nuovo Regolamento (UE) 651/2014 (Regolamento su categorie di aiuti compatibili con il mercato interno - GBER), che regola gli aiuti di Stato che non necessitano di preventiva autorizzazione della Commissione, che si chiuderà il prossimo 23 aprile 2026.
Si specifica infatti che il GBER disciplina un meccanismo che mira a semplificare la concessione di fondi statali alle imprese: il GBER in materia di aiuti di Stato contiene infatti specifiche categorie di aiuti compatibili con gli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), a condizione che soddisfino determinati requisiti. Gli aiuti che soddisfano tali requisiti sono esentati dall'obbligo di notifica preventiva e di approvazione della Commissione e consentono pertanto agli Stati membri di fornire rapidamente aiuti qualora siano soddisfatte le condizioni che limitano la distorsione della concorrenza nel mercato unico.
La versione vigente del GBER (aggiornato da ultimo dal Regolamento UE 2023/1315) scadrà il 31 dicembre 2026, pertanto l'adozione del nuovo testo è prevista entro la fine del 2026.
È possibile inviare il proprio contributo alla Commissione qui e, a tal proposito, si informa che FEAD ha predisposto una prima bozza di riscontro (v. allegato in Word) nella quale evidenzia la necessità di adeguare il quadro sugli aiuti di Stato per sostenere gli obiettivi di circolarità, includendo il riciclo, la produzione di biogas/biometano e il recupero energetico dei rifiuti.
Chiediamo pertanto a quanti interessati di inviare eventuali commenti sul testo di FEAD alla D.ssa Giulia Fano (g.fano@fise.org), entro il prossimo 20 aprile 2026, al fine di definire un contributo associativo coordinato.
Per qualsiasi ulteriore approfondimento, si rimanda alla proposta di revisione disponibile negli allegati.
Si rende disponibile in allegato la Newsletter n. 261 del 13 aprile 2026.
Buona lettura.
Libertà
Successivamente all’evento organizzato da Assoambiente ed Utilitalia il 9 febbraio 2026 sull’utilizzo dell’XFIR, sono pervenuti ulteriori quesiti e richieste di chiarimento da parte delle rispettive aziende associate che sono stati raccolti e sistematizzati nella tabella allegata affiancati dalle relative risposte che sono state definite dalle due Associazioni sulla base dei contenuti presenti nelle FAQ ufficiali e nei decreti direttoriali del MASE pubblicati sul portale RENTRi.
Si resta invece ancora in attesa del riscontro richiesto al MASE il 13 marzo scorso, contenente le ulteriori criticità segnalate dalle aziende associate su cui, in mancanza di indicazioni ufficiali nelle fonti normative disponibili, non è stato possibile dare risposta.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare2026/161/SAEC-REN/LE del 10.04.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
A seguito del webinar organizzato da Assoambiente ed Utilitalia lo scorso 9 febbraio 2026, dedicato al FIR digitale (xFIR), le Associazioni, si ricorda, hanno esaminato e fornito riscontro ai propri associati su molti dei quesiti ricevuti in tale occasione e, contestualmente, inviato una lettera al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (MASE) con richiesta di riscontro su quei quesiti su cui non è stato possibile trovare un chiarimento nelle fonti ufficiali normative e sul portale RENTRi (cfr. circolare Assoambiente n. 119/2026).
Successivamente all’evento organizzato, sia ad Assoambiente che ad Utilitalia, sono pervenuti ulteriori quesiti e richieste di chiarimento da parte delle rispettive aziende associate che, come i precedenti, sono stati raccolti e sistematizzati nella tabella allegata[1] affiancati dalle relative risposte che sono state definite dalle due Associazioni sulla base dei contenuti presenti nelle FAQ ufficiali e nei decreti direttoriali del MASE pubblicati sul portale RENTRi.
Si resta invece ancora in attesa di ricevere dagli uffici del Ministero, riscontro alla nota trasmessa il 13 marzo 2026 contenente le principali criticità segnalate dalle aziende associate (trattasi, si ricorda, di quesiti raggruppati per tematiche omogenee su cui, per ciascuna, è stato richiesto al MASE un puntuale riscontro interpretativo e, in alcuni casi, anche la definizione della procedura operativa di tracciabilità da adottare per la specifica casistica segnalata).
Nel rimanere a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti, rimandiamo a successive comunicazioni per quanto riguarda gli aggiornamenti sugli sviluppi e sui riscontri che perverranno dal Ministero.
Eurostat ha pubblicato i dati relativi alla produzione e gestione dei rifiuti urbani nel periodo compreso tra il 2014 e il 2024. Il 2024 ha fatto registrare, a livello europeo, un sensibile miglioramento del riciclo ma anche aumento della produzione di rifiuti urbani.
In media, ogni cittadino ha prodotto 517 kg, con un incremento di circa 6 kg pro capite rispetto al 2023 (511 kg). Altro dato significativo è rappresentato dalla riduzione dell'uso delle discariche (diminuiti in media del 2,3% all'anno) accompagnata da una crescita del recupero di materia ed energia.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/160/SAEC-COM/CS del 09.04.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
L'Istituto europeo di statistica (Eurostat) ha pubblicato i dati relativi alla produzione e gestione dei rifiuti urbani nel periodo compreso tra il 2014 e il 2024. Il 2024 ha fatto registrare, a livello europeo, un sensibile miglioramento del riciclo ma anche aumento della produzione di rifiuti urbani.
In media, ogni cittadino ha prodotto 517 kg, con un incremento di circa 6 kg pro capite rispetto al 2023, quando il valore si attestava a 511 kg. Nel 2024 il 48,1% dei rifiuti urbani è stato riciclato, rappresentando un significativo miglioramento rispetto al 43% del 2014.
I dati relativi alla produzione di rifiuti urbani rivelano differenze significative tra i vari Paesi europei. Tra quelli che producono quantitativi inferiori si evidenziano la Romania (305 kg, dati 2023), l'Estonia (375 kg, dati 2024) e la Polonia (387 kg, dati 2024) mentre le quantità pro capite più alte le fanno registrare l'Austria (782 kg, dati 2023) e la Danimarca (755 kg). L’Italia si attesta invece nel 2023 a 489 kg. Tali variazioni dipendono dalle differenze nei modelli di consumo e nella ricchezza economica, ma anche da come i rifiuti urbani vengono raccolti e gestiti.
Altro dato significativo è rappresentato dalla riduzione dell'uso delle discariche accompagnata da una crescita del recupero di materia ed energia. Tra il 2004 e il 2024, i rifiuti smaltiti in discarica sono diminuiti in media del 2,3% all'anno. Nello stesso periodo cresce invece l'incenerimento, anche se in misura minore rispetto al riciclaggio e al compostaggio.
Per maggiori informazioni si rimanda alla pagina interne di Eurostat dedicata alla presentazione dei dati, disponibile qui.
Varati provvedimenti per contenere la crisi energetica e ridurre le accise sui carburanti:
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/159/SAEC-NOT/NA del 09.04.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
In relazione alla straordinaria necessità e urgenza di adottare misure per contenere gli effetti derivanti dall’aumento del costo dei carburanti e adottare misure a sostegno delle imprese e dell’economia, sono stati adottate di recente i seguenti provvedimenti:
1. Decreto 2 aprile 2026 – Rideterminazione delle accise sui carburanti
Con Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 2 aprile 2026, adottato di concerto con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (G.U. n. 78 del 03.04.2026), sono state introdotte misure di rideterminazione delle accise sui carburanti, in applicazione della normativa vigente (v. allegato).
Il provvedimento, in vigore dal 4 aprile 2026, è stato emanato ai sensi dell’art. 1, commi 290 e 291, della Legge n. 244/2007, che consente interventi sulle accise in presenza di significative variazioni del prezzo internazionale del petrolio ed è motivato dall’incremento dei prezzi del petrolio greggio registrato nel periodo 1° – 31 marzo 2026. Inoltre l’intervento si inserisce nel quadro delle misure di contenimento dell’impatto dei rincari energetici su famiglie e imprese, garantendo un effetto calmierante sui prezzi finali dei carburanti.
Il decreto dispone dall’8 aprile e fino al 1° maggio 2026 la riduzione temporanea delle accise su benzina, gasolio e GPL che, pertanto, sono rideterminate nelle seguenti misure:
La copertura finanziaria della riduzione delle accise è garantita proprio dal maggior gettito IVA registrato nel periodo 1° – 31 marzo 2026.
2. DL 42/2026 – Misure urgenti in materia di prezzi energetici e sostegno alle imprese
Il decreto-legge 3 aprile 2026 n. 42 (G.U. n. 78 del 03.04.2026) reca interventi urgenti per fronteggiare l’aumento dei prezzi energetici, in particolare dei carburanti, e per sostenere le imprese più colpite (v. allegato).
Tra le disposizioni segnaliamo in particolare:
Nel rinviare ai testi delle norme in oggetto, in allegato alla presente, rimaniamo a disposizione per maggiori approfondimenti.
Quotidiano di Bari
Il Foglio
La Commissione Europea ha aperto una consultazione pubblica sulle modifiche al Regolamento delegato 2021/2138 sul clima e al Regolamento delegato 2023/2486 sull’ambiente, nell’ambito della proposta di revisione della normativa sulla Tassonomia UE, che scadrà il prossimo 14 aprile 2026, al fine di aggiornare e semplificare i criteri tecnici. Si ricorda che attraverso il Pacchetto Omnibus la Commissione ha introdotto modifiche alla Tassonomia dell’UE e, successivamente, ha condotto una revisione più ampia di tutti i criteri di selezione tecnica che definiscono le condizioni che le attività economiche devono soddisfare per essere considerate sostenibili.
L'obiettivo è quello di favorire l'adozione della tassonomia attraverso la semplificazione delle disposizioni, migliorando l'accesso alla finanza verde nell'UE e aumentando la trasparenza del mercato attraverso una divulgazione delle informazioni più chiara. Le modifiche coprono la maggior parte delle attività previste dagli atti delegati sul clima e sull’ambiente, inclusi la silvicoltura e la protezione ambientale, la manifattura, l'energia, i trasporti e le costruzioni, così come per tutte le appendici generiche del DNSH (non causare danni significativi).
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/158/SAEC-EUR/FA del 08.04.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
La Commissione Europea ha aperto una consultazione pubblica sulle modifiche al Regolamento delegato 2021/2138 sul clima e al Regolamento delegato 2023/2486 sull’ambiente, nell’ambito della proposta di revisione della normativa sulla Tassonomia UE, che scadrà il prossimo 14 aprile 2026, al fine di aggiornare e semplificare i criteri tecnici.
Si ricorda che attraverso il Pacchetto Omnibus la Commissione ha introdotto modifiche alla Tassonomia dell’UE (v. circolare associativa n. 95 del 10 marzo 2025) e, successivamente, ha condotto una revisione più ampia di tutti i criteri di selezione tecnica che definiscono le condizioni che le attività economiche devono soddisfare per essere considerate sostenibili.
L'obiettivo è quello di favorire l'adozione della tassonomia attraverso la semplificazione delle disposizioni, migliorando l'accesso alla finanza verde nell'UE e aumentando la trasparenza del mercato attraverso una divulgazione delle informazioni più chiara. Le modifiche coprono la maggior parte delle attività previste dagli atti delegati sul clima e sull’ambiente, inclusi la silvicoltura e la protezione ambientale, la manifattura, l'energia, i trasporti e le costruzioni, così come per tutte le appendici generiche del DNSH (non causare danni significativi).
Le modifiche proposte sugli atti in oggetto includono:
La consultazione sul Regolamento delegato 2021/2138 sul clima è disponibile qui e quella relativa al Regolamento delegato 2023/2486 sull’ambiente è disponibile qui.
Per quanto di interesse, si informa che FEAD ha predisposto un documento (v. allegato in Word) in cui sono stati segnalati i punti rilevanti che riguardano il settore dei rifiuti, tra cui quelli in linea con i feedback presentati precedentemente dalla Federazione, ma anche le modifiche sulle quali si richiede di fornire un parere.
Pertanto chiediamo a quanti interessati di inviare alla D.ssa Giulia Fano (g.fano@fise.org), entro il prossimo 13 aprile 2026 alle ore 12.00, il proprio riscontro sul documento, al fine di definire insieme a FEAD il feedback per la Commissione.
Per qualsiasi ulteriore informazione si rimanda agli atti delegati modificati, disponibili negli allegati in pdf.
In data 7 aprile 2026 ARERA ha comunicato che è aperta agli Enti territorialmente competenti l’edizione 2026 della raccolta “Tariffa rifiuti” denominata “PEF 2026-2029”, per la trasmissione degli atti, dei dati e della documentazione che compongono la proposta tariffaria 2026-2029 di cui all’art. 7 della deliberazione 397/2025/R/rif.
Sono tenuti alla compilazione gli Enti territorialmente competenti di cui all’art. 1 comma 1 dell’Allegato A alla deliberazione 397/2025/R/rif MTR-3, ossia l’Ente di governo dell’Ambito, laddove costituito ed operativo, o, in caso contrario, la Regione o la Provincia autonoma o altri enti competenti secondo la normativa vigente, tra i quali ad esempio il Comune.
L'invio dei dati e delle informazioni deve avvenire tramite la raccolta on line e deve essere effettuato entro 60 giorni dall’adozione delle pertinenti determinazioni ovvero dal termine stabilito dalla normativa statale di riferimento per l’approvazione della TARI riferita all’anno 2026.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/157/SAEC-ARE/CC del 08.04.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
In data 7 aprile 2026 ARERA ha comunicato che è aperta agli Enti territorialmente competenti l’edizione 2026 della raccolta “Tariffa rifiuti” denominata “PEF 2026-2029”, per la trasmissione degli atti, dei dati e della documentazione che compongono la proposta tariffaria 2026-2029 di cui all’art. 7 della Deliberazione 397/2025/R/rif.
Sono tenuti alla compilazione gli Enti territorialmente competenti di cui all’art. 1 comma 1 dell’Allegato A alla Deliberazione 397/2025/R/rif MTR-3, ossia l’Ente di governo dell’Ambito, laddove costituito ed operativo, o, in caso contrario, la Regione o la Provincia autonoma o altri enti competenti secondo la normativa vigente, tra i quali ad esempio il Comune.
L'invio dei dati e delle informazioni deve avvenire tramite la raccolta on line e deve essere effettuato entro 60 giorni dall’adozione delle pertinenti determinazioni ovvero dal termine stabilito dalla normativa statale di riferimento per l’approvazione della TARI riferita all’anno 2026.
L’Autorità ha specificato che non sono ammissibili dati forniti su supporti differenti o modificati rispetto a quelli messi a disposizione da ARERA nella sezione dedicata e che tutti gli Enti territorialmente competenti che abbiano già inviato all’Autorità tramite posta certificata la predisposizione del piano economico-finanziario per la proposta tariffaria 2026-2029 dovranno comunque provvedere a trasmettere la documentazione inviata tramite il sistema telematico di raccolta.
L’Autorità ha reso disponibile una guida alla compilazione della raccolta dati che riporta le istruzioni per la compilazione delle sezioni e per la successiva trasmissione dei dati e della documentazione richiesta.
ARERA ha inoltre messo a disposizione un elenco di chiarimenti sulle anomalie di natura tecnico-informatica del file Excel Tool di calcolo MTR-3_2026-2029 (anomalie emerse successivamente al periodo di consultazione del medesimo file) che non impattano sull’esito del calcolo del totale entrate tariffarie né sull’esito del caricamento del medesimo file sul portale di raccolta dati.
Per maggiori informazioni si rimanda al testo del Comunicato consultabile qui.
CONAI, con il supporto tecnico-scientifico di ENEA e con il patrocinio di ICESP e di RUS, Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile, promuove la quarta edizione del “Premio CONAI per Tesi di Laurea 2025-2026” per l’assegnazione di tre premi economici a tesi di laurea magistrale dedicate ai temi dell’economia circolare.
Le tesi dovranno esser state prodotte tra il 1° marzo 2025 e il 30 aprile 2026.
Potranno essere inviate insieme al modulo di partecipazione alla mail: greenjobs@conai.org entro l’8 maggio 2026.
Le informazioni sono disponibili al seguente link.
In tema di gestione dei rifiuti, con sentenza n. 7095 del 23 febbraio 2026 la Corte di cassazione ha stabilito che la responsabilità per attività illecite, quale il trasporto non autorizzato, grava su tutti i soggetti coinvolti nel ciclo produttivo, inclusi i titolari di imprese.
Costoro rispondono anche per omessa vigilanza sull’operato di dipendenti o collaboratori, in forza dei doveri di diligenza e del principio di cooperazione ex art. 178 D.lgs. n. 152/2006, a meno che non sia provata una valida delega di funzioni.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/156/SAEC-GIU/LE del 08.04.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
In tema di gestione dei rifiuti, la responsabilità delle eventuali attività illecite, quale il trasporto non autorizzato, grava, oltre che sul soggetto che materialmente opera la condotta illecita, anche sui titolari dell’impresa che rispondono, in tal caso, di omessa vigilanza sull'operato di dipendenti o collaboratori.
E’ quanto contenuto della Sentenza n. 7095 del 23 febbraio 2026 della Corte di Cassazione penale (Sez. III) che, confermando il trend giurisprudenziale di massima severità verso le figure apicali, precisa che tale responsabilità, opera infatti in forza dei doveri di diligenza e del principio di cooperazione ex art. 178 del D.lgs. n. 152/2006 ai sensi del quale, la gestione dei rifiuti, deve essere effettuata in conformità a taluni principi generali quali quelli di precauzione, prevenzione, sostenibilità, proporzionalità, di responsabilizzazione e di cooperazione di tutti i soggetti coinvolti nella produzione, nella distribuzione, nell'utilizzo e nel consumo di beni da cui originano i rifiuti, nel rispetto del principio di concorrenza nonché del principio chi inquina paga.
La responsabilità del titolare dell’impresa, prosegue la Suprema Corte, può invero considerarsi esclusa solo ove qualora sia provata l’esistenza di una valida delega di funzioni allo svolgimento di quell'attività. Con medesima sentenza, inoltre, la Cassazione si esprime in merito alla corretta applicazione dell’art. 131bis del c.p. (Esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto), ove ribadisce il principio per cui il giudice può escludere l’applicazione della suddetta disposizione in base al rilevante grado di offensività della condotta tenuta dal soggetto, nel caso di specie derivante dall’ingente quantità di rifiuti trasportati, ovverosia 30/40 pneumatici fuori uso.
Per ogni approfondimento si rinvia alla Sentenza riportata in allegato.
Si rende disponibile in allegato la Newsletter n. 260 del 07 aprile 2026.
Buona lettura.
Nell’ambito delle attività di supporto tecnico-operativo al MASE, l’Albo Nazionale Gestori Ambientali, con il supporto di Ecocerved ed Unioncamere, ha calendarizzato un nuovo ciclo formativo rivolto alle imprese e agli enti che utilizzano i servizi di supporto messi a disposizione gratuitamente dal RENTRi.
Il percorso formativo, che parte dal 24 aprile 2026, è articolato in 11 webinar della durata di 90 minuti circa e si concluderà a fine luglio prossimo, prevede anche un focus sull’utilizzo e la gestione del FIR digitale che, dal 16 settembre 2026 diventa obbligatorio per tutti i produttori/detentori di rifiuti pericolosi e di rifiuti non pericolosi prodotti nell'ambito delle attività di cui all’art. 184, comma 3, lettere c), d) e g) del D-lgs. n.152/2006 con più di 10 dipendenti.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/155/SAEC-REN/LE del 07.04.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Nell’ambito delle attività di supporto tecnico-operativo al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), l’Albo Nazionale Gestori Ambientali, con il supporto di Ecocerved ed Unioncamere, avvia un nuovo ciclo formativo rivolto alle imprese e agli enti che utilizzano i servizi di supporto messi a disposizione gratuitamente dal RENTRi.
Il percorso formativo, che parte dal 24 aprile 2006, è articolato in 11 webinar dedicati agli aspetti operativi del RENTRi, che implementano il programma formativo già avviato per l’anno 2026 (cfr. circolare Assoambiente n. 033/2026).
I webinar, che, come di consueto sono accessibili gratuitamente, avranno una durata indicativa di 90 minuti ed il link per la registrazione sarà disponibile 48 ore prima della data di ciascun evento.
Di seguito riportiamo il programma dei webinar, disponibile anche qui.
1. Produttori di rifiuti - I servizi di supporto del RENTRi per la tenuta del registro cronologico di carico e scarico digitale
2. I servizi di supporto e l’APP del RENTRi per l’utilizzo e la gestione del FIR digitale
Nel rimanere a disposizione per eventuali ulteriori informazioni, rimandiamo a successive comunicazioni per ogni aggiornamento o iniziativa associativa in materia.
La legge in oggetto, in vigore da oggi 7 aprile (pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 68 del 23 marzo u.s.), sancisce all’articolo 11 un principio già previsto dalla specifica normativa in materia di lavoro agile (vedi legge n. 81/2017, articolo 22); la differenza rilevante è che da oggi l’eventuale inadempienza comporta l’applicazione di una sanzione specifica per i datori di lavoro nell’ambito del Testo Unico in materia di salute e sicurezza.
Come noto, l’art. 22 della legge n. 81/2017 già disponeva infatti la consegna al lavoratore dell’informazione scritta circa rischi generali e specifici connessi con la prestazione da remoto, con obbligo di cooperazione a carico del dipendente.
Il nuovo articolo comma 7-bis dell’articolo 3 del d. lgs. n. 81/2008, introdotto con l’articolo 11 in oggetto, prevede che “per l'attività lavorativa prestata con modalità di lavoro agile in ambienti di lavoro che non rientrano nella disponibilità giuridica del datore di lavoro, l'assolvimento di tutti gli obblighi di sicurezza compatibili con tale modalità di lavoro, in particolare di quelli che attengono all'utilizzo dei videoterminali, è assicurato dal datore di lavoro mediante la consegna al lavoratore e al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, con cadenza almeno annuale, di un'informativa scritta nella quale sono individuati i rischi generali e i rischi specifici connessi alla particolare modalità di esecuzione del rapporto di lavoro, fermo restando l'obbligo del lavoratore di cooperare all'attuazione delle misure di prevenzione predisposte dal datore di lavoro per fronteggiare i rischi connessi all'esecuzione della prestazione all'esterno dei locali aziendali”.
Lo stesso articolo 11 della legge n. 34/2026 poi, modificando l’articolo 55 del d. lgs. n. 81/2008 (contenuto nel “Capo IV – Disposizioni Penali”), chiarisce che la sanzione per il datore di lavoro e per il dirigente conseguente al mancato adempimento è pari all'arresto da due a quattro mesi o con l'ammenda da 1.200 a 5.200 euro.
L’AGCM ha pubblicato il documento “Effetti distorsivi di clausole contenute in bandi di gare indetti dalle Pubbliche Amministrazioni per la gestione dei rifiuti sanitari” con il quale l’Autorità ha inteso formulare alcune osservazioni in ordine agli effetti distorsivi della concorrenza derivanti da alcune clausole contenute nei bandi di numerose gare indette dalle PA per la gestione dei rifiuti sanitari.
L’Autorità ha invitato le Regioni e i relativi Soggetti Aggregatori a delineare procedure a evidenza pubblica tali da consentire la più ampia partecipazione degli operatori interessati, in linea con quanto richiesto dalla normativa vigente nazionale ed unionale, prediligendo – nell’ottica del favor partecipationis – una suddivisione in lotti di dimensioni ragionevoli e previsioni che impongano ai concorrenti di rendere disponibile l’impianto richiesto, nella fase conclusiva della gara, come condizione per la stipula del contratto, onerando il concorrente dell’impegno economico solo in caso di aggiudicazione dell’appalto e quindi di certezza dell’affidamento.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare2026/153/SAEC-SPL/CC del 07.04.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha pubblicato sul Bollettino n. 9 del 2 marzo 2026 il documento “Effetti distorsivi di clausole contenute in bandi di gare indetti dalle Pubbliche Amministrazioni per la gestione dei rifiuti sanitari” con il quale l’Autorità ha inteso formulare alcune osservazioni in ordine agli effetti distorsivi della concorrenza derivanti da alcune clausole contenute nei bandi di numerose gare indette dalle PA per la gestione dei rifiuti sanitari.
Secondo l’Autorità “fatti salvi la libertà di scelta riconosciuta dalla legge alle stazioni appaltanti e il legittimo perseguimento di interessi pubblici, quali la tutela dell’ambiente e della salute pubblica, si richiama la necessità di ricercare soluzioni che contemperino tali interessi con quello di far sì che le procedure a evidenza pubblica costituiscano uno strumento efficace di apertura del mercato, incentivando la ricerca dell’efficienza allocativa e produttiva da parte degli operatori. Per esplicare appieno gli effetti pro-competitivi a esse collegati, le gare devono consentire la più ampia partecipazione di soggetti interessati al processo di selezione che abbiano le competenze e le capacità atte a fornire i servizi richiesti dalla Pubblica Amministrazione”.
L’Autorità ha osservato che in quest’ottica risulta fondamentale la suddivisione in lotti funzionali o territoriali per incentivare la partecipazione delle micro, delle piccole e delle medie imprese. Anche ai sensi del D.lgs. n. 36/2023 “Codice dei contratti pubblici”, la suddivisione in lotti rappresenta la regola, derogabile esclusivamente sulla base di un onere motivazionale rafforzato.
Nel documento si legge, tuttavia, che l’Autorità ha rinvenuto in numerosi bandi di gara per l’affidamento dei servizi di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti di origine sanitaria requisiti di partecipazione che introducono limitazioni alla concorrenza non necessarie al perseguimento di interessi ambientali né proporzionate.
L’Autorità ha rilevato, in particolare, la presenza in numerose gare del requisito della disponibilità di impianti di smaltimento quale requisito di partecipazione ed ha ritenuto che “considerando le peculiarità del settore, caratterizzato da una estrema scarsità di impianti, imporre agli operatori economici interessati, a pena di esclusione, di garantire già al momento della presentazione dell’offerta la disponibilità di un impianto autorizzato potrebbe determinare degli effetti distorsivi sulla concorrenza nella misura in cui, ben prima della gara, gli operatori economici del settore interessati alla partecipazione dovrebbero contendersi la disponibilità dei pochi impianti autorizzati a prescindere dalla loro effettiva necessità che, invece, si concretizzerebbe solo in caso di aggiudicazione”.
L’Autorità ha pertanto ritenuto opportuno “invitare le Regioni e i relativi Soggetti Aggregatori a delineare procedure a evidenza pubblica tali da consentire la più ampia partecipazione degli operatori interessati, in linea con quanto richiesto dalla normativa vigente nazionale ed unionale, prediligendo – nell’ottica del favor partecipationis – una suddivisione in lotti di dimensioni ragionevoli e previsioni che impongano ai concorrenti di rendere disponibile l’impianto richiesto, nella fase conclusiva della gara, come condizione per la stipula del contratto, onerando il concorrente dell’impegno economico solo in caso di aggiudicazione dell’appalto e quindi di certezza dell’affidamento”.
Per maggiori informazioni si rimanda al testo del documento in allegato.
La Giunta di Regione Lombardia ha approvato uno stanziamento di 10 milioni di euro per la seconda edizione del bando ‘Competenze & Innovazione’, la misura che con risorse del Programma Regionale lombardo del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale/PR FESR 2021-2027 finanzia progetti incentrati sul potenziamento delle competenze presentati da micro, piccole e medie imprese lombarde, con l’obiettivo di supportare lo sviluppo di strategie di trasformazione digitale o green.
Le candidature potranno essere presentate a partire da mercoledì 8 aprile alle ore 12, tramite la piattaforma regionale Bandi e Servizi.
La nuova edizione vede un incremento significativo della dotazione finanziaria, che passa da 7 a 10 milioni di euro.
La nuova edizione del bando mantiene l’impostazione già sperimentata, ampliando le possibilità di investimento da parte delle imprese.
In particolare, sono previsti:
Per sapere di più sul bando e scaricare tutti i documenti utili vai alla pagina web di Competenze & Innovazione.
La durata dei progetti è compresa tra un minimo di 6 mesi e un massimo di 18 mesi.
Il Foglio
Quotidiano di Puglia
L’ECHA, l’Agenzia europea per le sostanze chimiche, ha pubblicato due pareri relativi alla restrizione dei PFAS a livello dell’Unione europea.
Il primo parere dell'ECHA, emesso dal Comitato di valutazione del rischio (RAC), definitivo ed adottato, conclude che è necessaria una restrizione a livello europeo.
Il secondo parere, emesso dal Comitato di analisi socio-economica (SEAC), è invece aperto a una consultazione pubblica che scadrà il prossimo 25 maggio 2026. Per quanto riguarda il settore della gestione dei rifiuti, il SEAC sottolinea la mancanza di dati sulla capacità di rispettare i limiti di concentrazione e sull'impatto economico della restrizione, ma sostiene la necessità di deroghe a tempo limitato per alcune tipologie di rifiuto.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare2026/152/SAEC-EUR/FA del 03.04.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
L’ECHA, l’Agenzia europea per le sostanze chimiche, ha pubblicato due pareri relativi alla restrizione dei PFAS a livello dell’Unione europea.
Si ricorda che a seguito della proposta di restrizione dei PFAS avanzata da alcuni Stati europei, l’ECHA sta procedendo alla valutazione della proposta attraverso il Comitato per la valutazione del rischio (RAC) e il dal Comitato di analisi socio-economica (SEAC), i quali hanno presentato i due pareri di propria competenza, che verranno poi inviati alla Commissione UE e costituiranno un contributo tecnico fondamentale al processo di definizione della restrizione di queste sostanze nell’ambito del Regolamento REACH.
Il primo parere dell'ECHA, emesso dal Comitato di valutazione del rischio (RAC), conclude che è necessaria una restrizione a livello europeo, dati i rischi ben documentati che le sostanze PFAS comportano per la salute umana, la loro persistenza nell'ambiente e la contaminazione del suolo e delle acque sotterranee. Il RAC raccomanda inoltre diverse misure di gestione del rischio applicabili alla catena del valore a monte, tra cui piani di gestione delle PFAS specifici per sito (che includono l'etichettatura obbligatoria dei rifiuti contenenti PFAS e lo smaltimento sicuro), il monitoraggio delle emissioni, la segnalazione obbligatoria e la comunicazione o l'etichettatura lungo tutta la catena di approvvigionamento per i prodotti contenenti PFAS soggetti a deroghe.
Il RAC conferma le deroghe presenti nella proposta, previste per il settore del riciclo, ma solo se il fornitore del materiale o del prodotto riciclato può dimostrare l’origine del materiale tramite documentazione. Le deroghe proposte sono:
Il RAC sottolinea inoltre la necessità di monitorare e controllare la potenziale esposizione e le emissioni durante i processi di riciclo. Il RAC giunge anche a conclusioni sulle emissioni di PFAS nell'ambiente dal settore della gestione dei rifiuti, con una serie di fattori di emissione per tipologia di trattamento (discarica, incenerimento, trattamento delle acque reflue).
La relazione del RAC è considerata definitiva ed adottata per cui non sono possibili proposte di modifica alle conclusioni.
Il secondo parere, emesso dal Comitato di analisi socio-economica (SEAC), è invece aperto a una consultazione pubblica che scadrà il prossimo 25 maggio 2026. Sebbene il SEAC sostenga in linea di massima la restrizione, riconosce la necessità di esenzioni mirate nei casi in cui le sostanze PFAS non possano ancora essere sostituite e in cui un divieto immediato potrebbe comportare impatti negativi sproporzionati.
In questa fase, il SEAC non ha ancora stabilito se le esenzioni proposte, o le misure di gestione del rischio raccomandate dal RAC, siano proporzionate. La consultazione ha lo scopo di contribuire a questa valutazione.
Per quanto riguarda il settore della gestione dei rifiuti, il SEAC sottolinea la mancanza di dati sulla capacità di rispettare i limiti di concentrazione e sull'impatto economico della restrizione, ma sostiene la necessità di deroghe a tempo limitato per:
Il SEAC non individua la necessità di una deroga per altri flussi di rifiuti e inoltre:
La consultazione pubblica sulla bozza di conclusione del SEAC è strutturata per settore ed è disponibile un sondaggio specifico (disponibile qui tramite login), in cui è possibile affrontare l'impatto sul settore del riciclo (sezione 3.4.2.2.4 del rapporto - domanda 2.27 del sondaggio).
A tal proposito il SAEC ha richiesto espressamente nuovi dati che possano aiutare a prendere una decisione sulle conclusioni preliminari di cui sopra, pertanto si evidenzia l’importanza di inviare un parere chiaro a riguardo, al fine di sostenere la necessità di un’esenzione per il settore dei rifiuti e chiarire le modalità di applicazione delle restrizioni.
Informiamo che FEAD è a lavoro per raccogliere i contributi dei propri membri e avviare un confronto per definire il riscontro alla consultazione, chiediamo pertanto a quanti interessati di inviare i propri commenti sui punti chiave relativi alle conclusioni SAEC, alla D.ssa Giulia Fano (g.fano@fise.org) entro il prossimo 21 aprile 2026, al fine di predisporre una posizione associativa.
Per qualsiasi ulteriore approfondimento, si rimanda ai due pareri, in allegato alla presente.
Il 3 marzo 2026 è stato pubblicato il Regolamento della nuova edizione del Bando CONAI per l’ecodesign degli imballaggi nell’economia circolare - Valorizzare la sostenibilità ambientale degli imballaggi che incentiva la riduzione dell’impatto ambientale degli imballaggi immessi al consumo in Italia nel biennio 2024/2025.
L’iniziativa mette in palio un importo complessivo pari a 600.000 euro di cui 5 premi speciali da 10.000 euro ciascuno.
In allegato file di sintesi dell’iniziativa, con alcuni approfondimenti, e al seguente link è scaricabile/consultabile il Regolamento completo al cui interno sono indicati i principi generali e le modalità di partecipazione.
Sarà possibile presentare i casi fino al 30 aprile 2026.
Per maggiori informazioni si prega di inviare una richiesta all’indirizzo ecotoolconai@conai.org.
Il Centro Studi MatER – Materia & Energia da Rifiuti annuncia l’apertura del bando nazionale 2026–2028 per il finanziamento di 2 progetti di ricerca e innovazione nel settore del recupero di materia ed energia dai rifiuti, aperto a soggetti pubblici o privati, con sede sul territorio nazionale, che, per natura istituzionale o statutaria, svolgono attività di ricerca scientifica e tecnologica indipendente.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/151/SAEC-FIN/PE del 02.04.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Il Centro Studi MatER – Materia & Energia da Rifiuti - annuncia l’apertura del bando nazionale 2026–2028 per il finanziamento di 2 progetti di ricerca e innovazione nel settore del recupero di materia ed energia dai rifiuti, aperto a soggetti pubblici o privati, con sede sul territorio nazionale, che, per natura istituzionale o statutaria, svolgono attività di ricerca scientifica e tecnologica indipendente:
Il bando è tecnologicamente aperto e accoglie proposte che contribuiscano alla transizione verso un sistema di gestione dei rifiuti più efficiente, digitale e sostenibile.
Tra gli ambiti tematici di ricerca:
Le proposte devono essere rigorose, con obiettivi chiari, un forte impatto e un piano di lavoro strutturato in Work Packages.
I dettagli completi del bando sono disponibili qui.
Il prossimo aggiornamento organizzato da FEAD sui dossier normativi in esame a livello europeo si terrà il 24 aprile 2026 dalle 11.00 alle 12.00
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/150/SAEC-EUR/PE del 02.04.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
FEAD organizza mensilmente un incontro via web della durata di un’ora in cui vengono sintetizzate le principali tematiche in corso di esame a livello europeo, che interessano in particolare la gestione dei rifiuti e la Circular Economy.
Per quanti interessati segnaliamo che il prossimo incontro si terrà il 24 aprile 2026, dalle ore 11.00 alle ore 12.00.
Di seguito il seguente link per seguire evento:
Microsoft Teams meeting
Join: https://teams.microsoft.com/meet/371127557568713?p=3UZrkJWpN36diDEylc.
Meeting ID: 371 127 557 568 713
Passcode: 9Jj3Ki6j
Per eventuali richieste o quesiti, potete rivolgerVi a g.fano@fise.org.
Pubblicata sul portale RENTRi, area supporto, la FAQ recante “Variazione finalizzata alla cancellazione di una o più Unità Locali” che fornisce indicazioni su come procedere alla cancellazione di una o più unità locali al venir meno dei requisiti previsti dal D.M. 4 aprile 2023, n. 59 o al venir meno della volontà nel caso di iscrizione volontaria.
La FAQ precisa che la pratica è soggetta al versamento del diritto di segreteria per ogni unità locale variata e che, prima della cancellazione, l'operatore dovrà accertarsi di aver adempiuto agli obblighi di trasmissione di cui all'art. 15 del D.M. 4 aprile 2023, n. 59 (trasmissione al RENTRi dei dati del registro cronologico di carico e scarico).
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare2026/149/SAEC-REN/LE del 02.04.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Informiamo che è stata pubblicata sul portale RENTRi, area supporto, la FAQ recante Variazione finalizzata alla cancellazione di una o più Unità Locali che fornisce indicazioni su come procedere alla cancellazione di una o più unità locali al venir meno dei requisiti previsti dal D.M. 4 aprile 2023, n. 59 o al venir meno della volontà nel caso di iscrizione volontaria.
La FAQ precisa che la pratica è soggetta al versamento del diritto di segreteria per ogni unità locale variata e che prima della cancellazione, l'operatore dovrà accertarsi di aver adempiuto agli obblighi di trasmissione di cui all'art. 15 del D.M. 4 aprile 2023, n. 59 (trasmissione al RENTRi dei dati del registro cronologico di carico e scarico).
Sulla base delle indicazioni fornite sul portale RENTRi l’operatore, anche dopo la cancellazione dell’unità locale, potrà:
Tuttavia, non potrà:
Si coglie l’occasione per ricordare che è ancora disponibile un ultimo appuntamento del settimo ciclo di formazione RENTRi (cfr. circolare Assoambiente n. 033/2026) che si terrà il 16 aprile 2026 alle ore 11.00 ed avrà come focus “Produttori di rifiuti - I servizi di supporto del RENTRI per la tenuta del registro cronologico di carico e scarico digitale”. Il link per la registrazione sarà disponibile 48 ore prima della data dell’evento.
Nel rimanere a disposizione per eventuali ulteriori informazioni, rimandiamo a successive comunicazioni per ogni aggiornamento o iniziativa associativa in materia.
A trainare l’incremento sono soprattutto i volumi avviati a trattamento di grandi bianchi (R2) e di piccoli elettrodomestici ed elettronica di consumo (R4), che crescono rispettivamente del 5,4% e del 5,1% e si attestano a 133.691 t e a 86.652 t.
Positivo anche il risultato di freddo e clima (R1), in aumento dell’1,9%, per un totale di 106.423 t raccolte. Di segno opposto, invece, l’andamento delle sorgenti luminose (R5), che chiudono l’anno con 1.795 t, in calo del 4,5%, e dei TV e monitor (R3), che, ancora influenzati dagli effetti del cambio tecnologico ormai alle battute finali, perdono il 9,7% dei quantitativi e si fermano a 38.330 t.
A livello territoriale si registrano ancora differenze marcate. Il Nord Italia si conferma l’area con la raccolta maggiore, con 192.952 t e una media di 7,02 kg/ab. Il Centro Italia raccoglie 85.854 t, pari a 6,61 kg/ab e il Sud, con 88.085 t, mostra una situazione sostanzialmente stabile, ma una raccolta pro capite pari a 4,76 kg/ab, ancora distante dalle altre macroaree.
A livello regionale il confronto con il 2024 restituisce un quadro abbastanza positivo con quindici regioni che aumentano i volumi raccolti, con crescite superiori al 6% in cinque casi. Si distinguono Molise (+17,4%), Abruzzo (+7,3%), Puglia (+7,2%), Lazio (+6,9%), e Sardegna (+6,4%). Al contrario, cinque regioni perdono parte dei propri volumi e le riduzioni maggiori riguardano la Basilicata (-10,2%) e la Sicilia (-8,3%). L’analisi del dato pro capite mette in evidenza differenze piuttosto marcate: accanto a regioni che da anni registrano risultati elevati e si avvicinano ai target fissati dall’Unione europea, come Valle d’Aosta (10,33 kg/ab) e Sardegna (10,29 kg/ab), seguite da Toscana (8,74 kg/ab) e Liguria (8,40 kg/ab), restano aree in cui la raccolta non raggiunge o, al massimo, supera di poco i 5 kg per abitante, con la Campania che si ferma ad appena 2,95 kg/ab.
La raccolta dei RAEE avviene principalmente attraverso due canali: i Comuni, che mettono a disposizione dei cittadini i centri di raccolta e i rivenditori di apparecchiature elettriche ed elettroniche, che organizzano luoghi di raggruppamento serviti dai Sistemi Collettivi. Nel 2025 il 76,3% dei RAEE avviati a riciclo a livello nazionale è stato raccolto presso i centri di raccolta comunali, mentre il 23,3% presso i luoghi di raggruppamento della distribuzione. Gli altri siti di conferimento iscritti al Centro di Coordinamento RAEE hanno contribuito per lo 0,4%.
Nel 2025 i Comuni e i rivenditori di apparecchiature elettriche ed elettroniche hanno ricevuto complessivamente 30.385.167 euro in premi di efficienza. La Lombardia è la regione in cui Comuni e rivenditori hanno ricevuto l’importo complessivo più elevato, pari a 5.127.086 euro. Considerando invece il contributo medio per tonnellata raccolta, ai primi posti si collocano Comuni e rivenditori della Liguria (104 €/ton), della Toscana (99 €/ton) e dell’Emilia-Romagna (93 €/ton).
Per maggiori informazioni, compreso il dettaglio della raccolta regionale, si rimanda al testo del Rapporto CdC RAEE, disponibile qui.
La Commissione Europea ha pubblicato la Comunicazione dell’approvazione della bozza di documento guida volto a facilitare l'attuazione uniforme del Regolamento sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggi (PPWR), insieme ad una serie di FAQ (domande e risposte) che affrontano in modo pratico i principali quesiti applicativi che gli operatori potrebbero porsi.
Il documento guida pubblicato, che non è giuridicamente vincolante, fornisce l'interpretazione della Commissione di alcune disposizioni del Regolamento PPWR e mira a sostenere l'attuazione efficace e tempestiva del Regolamento da parte degli operatori economici e degli Stati membri.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/148/SAEC-EUR/FA del 01.04.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
La Commissione Europea ha pubblicato la Comunicazione dell’approvazione della bozza di documento guida volto a facilitare l'attuazione uniforme del Regolamento sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggi (PPWR), insieme ad una serie di FAQ (domande e risposte) che affrontano in modo pratico i principali quesiti applicativi che gli operatori potrebbero porsi.
Il documento guida pubblicato, che non è giuridicamente vincolante, fornisce l'interpretazione della Commissione di alcune disposizioni del Regolamento PPWR e mira a sostenere l'attuazione efficace e tempestiva del Regolamento da parte degli operatori economici e degli Stati membri.
La Commissione aveva fatto circolare delle versioni preliminari della guida sulle quali FEAD aveva fornito le proprie osservazioni. Per quanto di interesse, di seguito si riporta una panoramica non esaustiva dei principali elementi:
a) PFAS negli imballaggi a contatto con alimenti (punto 5):
b) Esenzioni dagli obiettivi relativi al contenuto riciclato (punto 7):
c) Altri aspetti rilevanti:
Il documento guida della Commissione sarà tradotto in tutte le lingue ufficiali dell'UE prima di essere adottato formalmente.
Per qualsiasi ulteriore approfondimento, si rimanda alla Comunicazione, al relativo allegato e alle FAQ (in inglese), allegati alla presente.