E’ stata presentata il 14 giugno 2018, presso il Senato, la relazione annuale dell’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) chiamata a riferire in Parlamento, nel rispetto della disciplina del Codice degli Appalti, in merito attività svolte nel corso dell’ultimo anno, evidenziando le eventuali criticità riscontrate nell’esercizio delle proprie funzioni, in materia di anticorruzione e di contratti pubblici.
Il Presidente Raffaele Cantone ha evidenziato le nuove sfide cui è stata chiamata l’ANAC dopo l’integrazione dell’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici (AVCP) e il rafforzamento dei propri compiti, in particolare per quanto riguarda l’attuazione del codice degli appalti e degli arbitrati bancari, ed inoltre ha evidenziato come il ricorso a procedimenti di consultazione pubblica, quali atti preliminari all’adozione dei provvedimenti dell’Autorità, abbia consentito un proficuo rapporto con gli stakeholders nella definizione di decisioni partecipate.
Nella relazione non mancano riferimenti al comparto rifiuti, monitorato costantemente dall’ANAC; tra questi segnaliamo in particolare:
“[…] Il settore dei rifiuti è un ambito particolarmente delicato e complesso che presenta problematiche che interessano tutte le realtà territoriali italiane sia al Nord sia al centro che al Sud. In molte regioni, infatti, la gestione dei rifiuti versa in condizioni fortemente critiche ed è attuata con meccanismi ben lontani dal sistema integrato voluto dal legislatore con il Codice dell’ambiente […]”
“[…]Tra le più diffuse anomalie riscontrate si evidenziano:
Nel rimandare alla relazione in oggetto, disponibile qui, per ulteriori approfondimenti, restiamo a disposizione per ogni informazione e aggiornamento in materia.