AssoAmbiente

Circolari

141/2019/PE

La Commissione Europea ha pubblicato uno Studio, finanziato dal programma Horizon 2020 nell'ambito del progetto RES URBIS1, relativo all’atteggiamento dei consumatori nei confronti dei prodotti ottenuti da rifiuti organici urbani, nell’ottica dell’attuazione dell’economia circolare.

Lo Studio prende spunto dal processo industriale che a partire da rifiuti organici da raccolta differenziata RU sta producendo una bioplastica composta da polidrossialcanoati (PHA), ovvero un materiale a base biologica che mira a sostituire la plastica. Il prodotto è biodegradabile e come tale potrebbe evitare o ridurre i problemi dei rifiuti di plastica, alleviare i costi legati alla gestione dei rifiuti urbani e supportare gli obiettivi di un’Europa più sostenibile.

Obiettivo dello Studio è quello di esplorare i fattori che contribuiscono all'assorbimento da parte del mercato di massa dei rifiuti rigenerati, concentrandosi sulla percezione e sul comportamento dei consumatori, difatti l'accettazione da parte del consumatore è la chiave per la fattibilità di un prodotto.

Nel dettaglio, i ricercatori hanno sviluppato il loro modello basandosi sulla letteratura disponibile e sulla "teoria del prospetto", che considera i consumatori come assegnatori di valore a ciascuna scelta potenziale al momento dell'acquisto. Le variabili dipendenti sono state:

  • coinvolgimento del consumatore (in altre parole, percezione da parte del consumatore dell'importanza di quella categoria di prodotti, ad esempio beni di interior design);
  • auto-identità verde (la valutazione generale del consumatore del vantaggio netto di un prodotto o servizio, basata sui desideri ambientali e sulle aspettative sostenibili dell'individuo);
  • disponibilità a pagare per prodotti ecologici;
  • esperienza passata con prodotti ecologici;
  • intenzione di passare all'utilizzo di prodotti ecologici.

I risultati mostrano che i consumatori sono disposti a partecipare a simili iniziative europee ed evidenziano alle imprese che le bioplastiche a base di PHA create da rifiuti organici urbani possono portare a costi inferiori e a sistemi a circuito chiuso più sostenibili. Questo Studio dimostra che il mercato è potenzialmente pronto per questo tipo di prodotti e che gli investimenti nella riconfigurazione della catena di approvvigionamento possono essere praticabili.

Nel rimandare allo Studio, disponibile qui (in inglese), per ogni ulteriore approfondimento, rimaniamo a disposizione per informazioni.

» 24.10.2019

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