Pubblicata sul sito UNI la Prassi di riferimento (PdR) 191:2026 che definisce le linee guida per la codifica dei criteri di qualità delle terre da coltivo ottenute dal recupero di rifiuti terrosi mediante tecnologie di risanamento biologico sviluppate sia presso gli impianti di recupero (modalità ex situ) sia direttamente presso il cantiere di bonifica (modalità on site).
Le terre da coltivo possono derivare dal riciclo di terreni contaminati trattati mediante processi biologici o da altre filiere industriali dedicate a processi che hanno lo scopo di ottimizzare le caratteristiche vegetative del terreno.
La prassi si applica ai rifiuti terrosi con caratteristiche idonee alla creazione e alla gestione di sistemi ecologici naturali o antropici e definisce i criteri di qualità tecnici applicabili alle terre da coltivo, nonché gli specifici protocolli di valutazione degli impatti complessivi sull’ambiente e sulla salute umana generati dagli utilizzi specifici delle terre da coltivo. Inquadra inoltre tali prodotti all’interno del Regolamento (CE) n. 1907/2006 (cd. REACH).
La valutazione di conformità del prodotto ai requisiti della presente prassi può essere effettuata da:
Qualora l’organizzazione intenda effettuare una valutazione di conformità di prima parte, quest'ultima deve essere conforme alla UNI CEI EN ISO/IEC 17050. Quando l’organizzazione e l’utilizzatore/acquirente del prodotto concordano di effettuare una valutazione di conformità di seconda parte, quest'ultima deve essere effettuata in conformità a criteri condivisi tra le parti. Qualora infine l’organizzazione intenda ottenere una certificazione (valutazione della conformità di terza parte), si applicano i criteri riportati nell’Appendice A.
Per maggiori informazioni si rimanda alla PdR disponibile qui.