AssoAmbiente

Circolari

p59828PE

La Commissione europea, con la Decisione del 15 maggio 2007, ha accettato il Piano Nazionale di allocazione (PNA2) delle emissioni di CO2 dell’Italia per il periodo 2008-2012 a patto di diminuire il totale delle emissioni consentite da 209 a 195,8 milioni di tonnellate, per una riduzione totale del 6,3%, e di apportare una serie di altri aggiustamenti. L’allocazione riportata nel PNA2 prevedeva che, delle 209 milioni di tonnellate, 197 fossero a titolo gratuito e le restanti 12 a titolo oneroso, e una ripartizione tra i settori con un'assegnazione complessiva di 116,5 milioni al settore termoelettrico e le rimanenti 92,5 agli altri settori.

I piani nazionali di emissioni, che si inseriscono nel contesto del sistema di scambio di emissioni europeo che serve a rispettare il protocollo di Kyoto per la riduzione di emissioni di gas serra, fissano per ciascuno Stato membro il limite dei quantitativi totali di CO2 che possono essere emessi dagli impianti che rientrano nel sistema UE di scambio delle quote di emissione (EU ETS) e specificano il numero di quote di emissione di CO2 spettanti a ciascun impianto. Il mancato rispetto dei parametri del Protocollo comporta multe pari a 100 euro a tonnellata di anidride carbonica emessa oltre il limite previsto.

Dopo le decisioni adottate dalla Commissione di novembre 2006, gennaio, febbraio, marzo, aprile e maggio 2007, quello italiano è il ventunesimo piano nazionale di assegnazione per il periodo 2008-2012 a essere valutato dalla Commissione. (v. Allegato I).

Diversi i criteri di valutazione adottati dalla Commissione per l’adozione dei piani di emissione, finalizzati non solo a garantire coerenza con il rispetto degli obiettivi del protocollo di Kyoto, con il livello reale delle emissioni e con le potenzialità tecnologiche di riduzione delle emissioni, ma anche a vigilare su aspetti quali la non discriminazione, la concorrenza all’interno della UE e le norme sugli aiuti di Stato. In questo senso la Commissione ha invitato l’Italia a apportare altri cambiamenti al piano in relazione ai seguenti punti:

  • fornire maggiori informazioni sul trattamento che riserverà ai nuovi soggetti che entreranno nel sistema di scambio delle quote di emissione;
  • inserire nel piano gli impianti di combustione (ad esempio gli impianti di cracking), come fatto da tutti gli altri Stati membri;
  • eliminare diversi adeguamenti ex-post previsti;
  • modificare il quantitativo massimo totale dei crediti di emissione concessi a titolo di progetti che rientrano nel protocollo di Kyoto, eseguiti in Paesi terzi sulla base delle norme di detto protocollo e che gli operatori possono utilizzare per rispettare i propri impegni in materia di emissioni, non devono superare più del 15% circa del totale annuo.

L’approvazione della Commissione dovrà considerarsi automatica una volta che l’Italia abbia apportato i cambiamenti richiesti. In attesa di fornirvi, quanto prima, ulteriori informazioni anche in merito alle prossime azioni confindustriali, riportiamo di seguito alcuni siti web per maggiori informazioni:

http://ec.europa.eu/environment/climat/emission.htm

http://ec.europa.eu/environment/climat/2nd_phase_ep.htm

http://www2.minambiente.it/sito/settori_azione/pia/att/pna_c02/pna_c02_2.asp

In merito, il Ministro dello Sviluppo Economico, Pier Luigi Bersani, ha evidenziato che la bocciatura del PNA2 penalizza di fatto le imprese italiane e, come sottolineato da Confindustria, mette a rischio la competitività delle imprese italiane. "Un'impresa italiana che inquina meno di un'azienda di un altro Paese paga di più - ha evidenziato Bersani - questo crea distorsioni micidiali nella concorrenza di cui dobbiamo chiedere la correzione su scala europea, cioè deve essere chiesto lo stesso sforzo allo stesso settore". Secondo Bersani, non e' solo sulle imprese che bisogna incidere per ridurre i gas inquinanti, ma anche sull'efficienza energetica dei trasporti e delle abitazioni. "Non credo che si possa risolvere questa questione lavorando solo su una cinquantina di imprese, quindi bisogna valorizzare e intensificare ciò che abbiamo cominciato a fare quest'anno".

In relazione ai meccanismi di sussidiarietà previsti per il raggiungimento degli obiettivi previsti dal Protocollo di Kyoto, il Ministero dell’Ambiente e l’Istituto nazionale per il Commercio estero (ICE) con i Ministeri dell’Ambiente dei Paesi Balcani (Albania, Macedonia, Montenegro e Serbia), hanno, nell’ambito di un progetto comune finalizzato alla promozione degli investimenti in tecnologie “pulite” (progetti CDM - Clean Development Mechanism), individuato ad oggi un primo gruppo di 65 iniziative (tra cui impianti di gestione e smaltimento rifiuti ed energia rinnovabile) con un potenziale di generazione di crediti di emissione. Documentazione sull’argomento, distribuita in una specifica recente manifestazione, può essere richiesta all’ufficio FISE di Milano (Dott.ssa Elisabetta Perrotta, tel. 02 801428, e.perrotta@fise.org).

Cordiali saluti.

Il Segretario Assoambiente
Paolo Cesco

» 18.05.2007
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