AssoAmbiente

Circolari

p67058PE

In relazione a quanto disposto all'art. 4, comma 2 della direttiva 2009/28/CE sulle fonti energetiche rinnovabili (nella Legge Comunitaria 2009 è stata già inserita delega al Governo per recepimento della direttiva in ambito nazionale), ogni Stato membro UE è tenuto a presentare entro il 30 giugno 2010 il Piano di Azione Nazionale per le energie rinnovabili al 2020, che includa il settore dei trasporti, dell’elettricità, del riscaldamento e raffreddamento al 2020, tenendo conto degli effetti di altre misure politiche relative all’efficienza energetica sul consumo finale di energia e delle misure da adottare per raggiungere detti obiettivi nazionali generali.

I criteri inseriti nella Legge Comunitaria 2009, per l’esercizio della delega, prevedono, tra l’altro, che sia garantito il conseguimento degli obiettivi mediante la promozione congiunta di efficienza energetica e un utilizzo equilibrato delle fonti rinnovabili per la produzione e il consumo di energia elettrica, calore e biocarburanti, tenendo conto del rapporto costi-benefici relativo al singolo strumento o misura introdotti. Segnaliamo inoltre la legge delega prevede di favorire le cooperazioni internazionali, la semplificazione amministrativa, lo sviluppo delle reti, il sistema di monitoraggio e la cooperazione tra autorità locali, regionali e nazionali.

La proposta di Piano in oggetto, in sintesi, delinea la strategia e le relative misure aggiuntive e in alcuni casi correttive, rispetto a quelle economiche, non economiche, di supporto e di cooperazione internazionale ad oggi presenti, nonché le principali linee d’azione per le fonti rinnovabili (relativi alla governance istituzionale e alle politiche settoriali) al fine di raggiungere gli obiettivi previsti.

Tra gli elementi a premessa nella definizione del Piano stesso, il MSE ribadisce l’insufficienza delle sole misure nazionali (integrabile opportunamente e secondo logiche di efficienza con i programmi cooperazione) e la necessità di intervenire lungo il percorso per superare possibili limiti di criticità dell’azione, per modificare o migliorare talune delle misure, per adattare i regimi di sostegno ad una realtà economica ed energetica in continua trasformazione, per valorizzare i vantaggi di nuove applicazioni tecnologiche.

Ruolo cruciale è quello dei meccanismi di sostegno, su cui il MSE segnala l’intenzione di intervenire ai fini di un potenziamento, una razionalizzazione degli stessi (sulla base dell’andamento dei costi delle tecnologie) ed anche di promuovere benefici sul piano più complessivo produttivo ed occupazionale, “in una logica di riduzione progressiva degli oneri e di sempre maggiore efficienza rispetto al costo di produzione convenzionale”.

Il Piano interviene anche sulla possibile integrazione del biogas, prodotto da fonti rinnovabili, nella rete del gas naturale, considerato che, allo stato attuale, non esistono particolari impedimenti di carattere tecnico in materia. A riguardo è prevista la definizione di una opportuna regolamentazione sull’immissione del biometano (inteso come gas prodotto dal trattamento/purificazione del biogas) nella rete del gas naturale tramite il recepimento della direttiva 2009/28/CE e con la successiva emissione di specifiche regole operative per la definizione delle modalità e dei costi dell’allacciamento alla rete del gas. In tale regolamentazione verrà anche introdotto il nuovo concetto di sviluppo della rete gas funzionale alla raccolta del biometano in particolare aree dedicate alla produzione del biogas. Infine, per promuovere efficacemente l’utilizzo del gas prodotto da fonte rinnovabile rispetto al gas di origine fossile, il Piano introduce la possibilità di prevedere un’apposita tariffa incentivante da applicare alla quantità di “biometano” immesso nella rete del gas naturale.

ll Piano dedica particolare attenzione anche alla frazione biodegradabile dei rifiuti, a riguardo, tralasciando le questioni inerenti i biocarburanti (anche se viene ribadito che i rifiuti contribuiscano alla maggior sostenibilità nella produzione degli stessi):

  • inserisce tra le azioni di ricerca e innovazione il Programma operativo nazionale ricerca e competitività del Quadro comunitario di sostegno 2007- 2013, che individua, tra le aree scientifico-tecnologiche di valenza strategica, lo sviluppo di filiere coerenti con i temi prioritari di ricerca individuati a livello comunitario, tra le quali i rifiuti;
  • individua, tra gli elementi che possono rappresentare un nuovo impulso nel settore del teleriscaldamento e teleraffrescamento, la valorizzazione energetica dei rifiuti a valle della riduzione, del riuso e della raccolta differenziata, nel rispetto della gerarchia sancita dalla direttiva comunitaria 2008/98/CE;
  • ribadisce l'impegno ad un crescente ricorso, in ambito nazionale, alla valorizzazione energetica dei rifiuti per la produzione di elettricità, calore e biogas, precisando che "come è stato messo in luce dallo studio dell’Osservatorio Nazionale dei Rifiuti […], il recupero di energia da rifiuti contribuisce alla riduzione dei gas climalteranti, sia in virtù del mancato conferimento in discarica, sia in virtù della sostituzione di una quota di energia altrimenti prodotta con combustibili fossili".

Il documento programmatico, redatto secondo il format della Commissione Europea insieme al MATTM e al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, è posto in consultazione fino al 29 giugno p.v., per essere successivamente trasmesso alla Commissione Europea. Nell’ottica di salvaguardare le esigenze del settore rappresentato, chiediamo eventuali vostri contributi od osservazioni in materia da farci pervenire entro il 25 giugno p.v., al fine di poter intervenire presso le opportune sedi.

Infine, per quanto concerne il disposto riportato all'art. 45 del D.L. 78/2010 (Decreto Manovra), che prevede l'abolizione del ritiro in eccesso di offerta dei CV (v. circ. FISE n. 211/2010 e Comunicato Stampa FISE Assoambiente), segnaliamo che, tra i possibili interventi in materia, nell’ottica di uno stralcio del disposto, vi sia l’ipotesi di delega al Governo per la revisione del sistema di incentivazione delle fonti rinnovabili (CV). A riguardo, il tavolo tecnico FER di Confindustria, a cui FISE Assoambiente partecipa, ha già avviato i lavori per la definizione di una proposta, che dovrebbe essere predisposta entro i primi di luglio p.v., in grado di assicurare una maggiore efficienza e sostenibilità degli stessi.

Per quanti interessati alla proposta del Piano in oggetto e alla Sintesi dello stesso, rinviamo al sito del MSE.

Cordiali saluti.

Il Segretario
Paolo Cesco

» 17.06.2010

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