La Provincia di Roma, con due recenti delibere, si era indirizzata nel senso di privilegiare le aziende a capitale pubblico locale negli affidamenti delle raccolte differenziate finanziate dalla Provincia stessa.
In relazione a tale orientamento, che confermava le evidenze del nostro III Rapporto sulle Forme di Gestione dei Rifiuti Urbani sui processi di internalizzazione, particolarmente accentuati nelle raccolte differenziate, FISE era intervenuta presso l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, con una articolata nota formale, lamentando l’impostazione distorta dell’istituto dell’in-house, e prospettando problemi ulteriori in relazione alle norme nazionali e comunitarie volte ad assicurare la regolarità concorrenziale tra gli operatori.
L’Antitrust, con Segnalazione del 4 ottobre 2006, AS 361, pubblicata il 9 ottobre 2006 sul Bollettino, ha positivamente riscontrato quanto rilevato, aderendo pienamente alle tesi prospettate.
Particolarmente significativo, sotto il profilo tecnico-giuridico, il fatto che l’Antitrust, oltre a richiamare i principi comunitari che limitano la possibilità di ricorrere all’affidamento diretto e le norme di apertura alla concorrenza del d.lgs. 152/2006, accoglie il rilievo in merito alla possibilità di abuso di posizione dominante da parte delle imprese municipali nel territorio di riferimento. E’ un aspetto, quest’ultimo, innovativo, che apre prospettive interessanti, in quanto l’Autorità, in materia, può irrogare sanzioni pecuniarie, e non solo emettere pareri.
Si allega copia della Segnalazione qui commentata.
Cordiali saluti.
Il Direttore
Francesco Tiriolo