Facciamo seguito alle precedenti comunicazioni in merito a quanto in oggetto (v. circ. 212/07 e 253/07) per segnalarvi che lo scorso 21 dicembre, la Commissione europea ha presentato una proposta di direttiva sulle emissioni industriali - COM(2007)844 final - che include non solo la revisione della Direttiva 96/61/CEE sull’IPPC, ma anche il riesame di altre sei direttive con la stessa finalità (tra cui la Dir. 2000/76/CE sull’incenerimento dei rifiuti).
La necessità, da parte della Commissione, di elaborare una nuova e omnicomprensiva direttiva quadro sulle emissioni è sorta a seguito delle consultazioni e degli studi intrapresi due anni fa con l’obiettivo di valutare il recepimento delle direttive oggetto di revisione, con particolare attenzione alla direttiva IPPC e all’adozione delle migliori tecniche disponibili (BAT), che comprendono non solo l’aspetto tecnologico, ma anche quello costruttivo e gestionale.
La nuova direttiva si propone di ridurre le emissioni in aria, acqua e suolo superando le carenze e criticità dell’attuale legislazione in materia (es. sovrapposizione fra direttive che interessano attività simili, eccessivi carichi amministrativi, disomogenea applicazione delle BAT a livello europeo) e di migliorare la coerenza del recepimento da parte dei Paesi europei.
Tralasciando gli aspetti critici legati all’avvio della consultazione per la revisione dell’IPPC (iniziata prima ancora dell’entrata in vigore della stessa per i nuovi impianti, prevista il 30 ottobre 2007), di fatto il testo presentato introduce importanti modifiche, tra cui:
Per quanto riguarda la determinazione delle BAT, la Commissione ha precisato l’obbligo, da parte delle Autorità competenti, di prendere in considerazione, per il rilascio delle autorizzazioni, i documenti di riferimento e in continuo aggiornamento, (BREFs – BAT Reference documents) elaborati a Siviglia.
Rispetto alle prime bozze elaborate dalla Commissione, non è stato incluso il capitolo che ampliava il sistema dell’Emission trading anche al NOx e SO2 (ad oggi limitato alla CO2), ma questo aspetto sarà comunque portato avanti dalla stessa in un diverso provvedimento.
Dal momento che il procedimento di codecisione richiederà diversi anni prima di conferire alla proposta lo status di direttiva, rendendola quindi vincolante per i Paesi UE, la Commissione ha intenzione, nel frattempo, di intervenire non solo con Raccomandazioni, ma collaborando con gli Stati membri al fine di migliorare l’implementazione della legislazione in vigore, sanando, per quanto possibile, le lacune riscontrate in fase di consultazione.
La nuova proposta di direttiva sulle emissioni industriali è disponibile (al momento testo solo in inglese, francese e tedesco) sul seguente sito: http://ec.europa.eu/environment/ippc/index.htm
Nel riservarci di ritornare sull’argomento, cordiali saluti.
Il Segretario
Paolo Cesco