1. STUDIO MSE - CESI - ENEA
Confindustria ha presentato, lo scorso 19 febbraio, a Milano, i risultati dello studio “Proposte per il Piano Nazionale di efficienza energetica” ad opera della Task Force di Confindustria, in collaborazione con il CESI e l’ENEA, finalizzato in primo a valutare i risparmi energetici conseguibili evitando oneri addizionali per le imprese.
La direttiva 2006/32/CE fissa infatti “gli obiettivi indicativi, i meccanismi, gli incentivi e il quadro istituzionale, finanziario e giuridico, necessari ad eliminare e le imperfezioni che ostacolano un efficiente uso dell’energia”. In particolare, stabilisce che gli Stati membri adottino misure per conseguire un obiettivo nazionale indicativo globale di risparmio energetico al 2016, pari al 9% della media dei consumi 2000-2005, da ottenere tramite servizi energetici e altre misure di miglioramento dell’efficienza energetica. La Direttiva prevede inoltre che ogni Paese presenti dei Piani di Azione per l’Efficienza Energetica (PAEE).
Dallo studio di Confindustria, che ha interessato il settore industriale, il terziario, il residenziale e quello delle infrastrutture/trasporti, emerge che per migliorare l’efficienza energetica negli usi finali è necessario far ricorso a tecnologie che riducano l’impiego di energia primaria, a parità di servizio energetico. In quest’ottica sono state prese in considerazione diverse tecnologie: motori elettrici e inverters, coibentazione e altri interventi edili, elettrodomestici e climatizzazione, cogenerazione e rigenerazione, illuminazione, home and building automation.
In Italia, nel 2005, i consumi finali di energia sono stati pari a circa 146 Mtep e per l’industria (soprattutto siderurgico e chimico/petrolchimico) a circa 41 Mtep. Dallo studio emerge che:
Tra gli interventi di cui il Piano di Azione tiene conto, c’e’ anche il Progetto di innovazione industriale sull’Efficienza energetica nell’ambito del piano “Industria 2015” (v. circolare 159/07 - Convegno FISE Assoambiente del 12 giugno 2007), il disegno di legge sulla nuova politica industriale varato dal Governo italiano il 22 settembre 2006, le cui previsioni sono state recepite dalla Legge Finanziaria 2007.
Per quanto riguarda gli incentivi ricordiamo che già la Finanziaria 2007 conteneva commi di interesse energetico e ambientale, inclusi alcuni incentivi per il risparmio energetico, che sono stati poi prorogati al 2010 dalla Finanziaria 2008, che a sua volta ne introduce di nuovi (v. allegato).
Dopo Milano, Confindustria prevede ulteriori incontri per presentare lo studio anche a Roma il 1 aprile, Bologna a metà aprile, Bari il 29 maggio, Napoli l’11 giugno e Vicenza a fine giugno.
2. RAPPORTO LEGAMBIENTE
Sul tema dell’efficienza energetica è tornata anche Legambiente che nel rapporto “Scenario 2020: le politiche energetiche dell’Italia”, presentato lo scorso 15 febbraio, ha evidenziato la possibilità, anche per il nostro Paese, di realizzare gli obiettivi fissati dall’Unione europea al 2020 per il potenziamento dell’efficienza energetica, la diffusione delle fonti rinnovabili e la riduzione delle emissioni.
L’Italia è il terzo Paese europeo per emissioni, quelle di gas serra sono arrivate nel 2005 a oltre 580 milioni di ton CO2eq (+0,3% sull’anno precedente). Mentre l’UE ha ridotto del 7,9% le proprie emissioni rispetto al 1990, l’Italia le ha viste crescere (+12,1%) soprattutto a causa dell’aumento dei consumi per trasporti (+27%), della produzione di energia elettrica (+16%) e della produzione di riscaldamento per usi civili (+21%). Legambiente, quindi, delinea un percorso per superare i ritardi e conseguire gli obiettivi europei nell’arco dei prossimi 12 anni.
Cordiali saluti.
Il Segretario
Paolo Cesco