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Informiamo che ieri, 17 giugno, il Parlamento europeo ha approvato la nuova direttiva quadro sui rifiuti. Si è così concluso il lungo iter iniziato dalla Commissione UE nel maggio 2003, con la comunicazione “Verso una strategia tematica di prevenzione e riciclo dei rifiuti”, nella quale si ponevano le basi della nuova direttiva descrivendo le opzioni strategiche possibili. Nei mesi successivi si è avviato il processo legislativo, costantemente monitorato anche da FISE, che si è concluso con l’approvazione di un testo concordato tra Parlamento e Consiglio.

Il Commissario europeo per l’ambiente ha osservato che la nuova direttiva produrrà un cambiamento di mentalità nel modo di considerare i rifiuti – da peso indesiderato a risorsa preziosa – e contribuirà a trasformare l’Europa in una società che ricicla. Ha aggiunto che la maggiore chiarezza delle definizioni ridurrà i contenziosi e istituirà una solida base giuridica per il funzionamento del settore di trattamento dei rifiuti.

In grande sintesi, la nuova direttiva, che dovrà essere recepita dagli Stati membri:
- fissa un obiettivo di riciclaggio del 50% per i rifiuti urbani e del 70% per i rifiuti da demolizione, da raggiungere nel 2020;
- impone agli Stati membri di elaborare programmi di prevenzione dei rifiuti;
- stabilisce una gerarchia in cinque fasi delle opzioni di gestione dei rifiuti, privilegiando la prevenzione, seguita dal riutilizzo, dal riciclaggio, da altre forme di recupero e lasciando lo smaltimento come ultima ratio;
- distingue tra rifiuti e sottoprodotti;
- stabilisce quando un rifiuto, sottoposto a riciclaggio o ad altro trattamento, cessa di essere tale.

Diversi emendamenti che avrebbero creato situazioni di particolari difficoltà in Italia, come quelli soppressivi delle procedure semplificate per il recupero dei rifiuti o quelli finalizzati a considerare le MPS come rifiuti, approvati ad aprile dalla Commissione Ambiente del Parlamento europeo, non hanno trovato accoglimento nel testo finale.

Molti dei principi e delle disposizioni contenute nella nuova direttiva già compaiono nel Codice Ambientale, la cui elaborazione è stata parallela ai lavori europei, rendendo possibile l'introduzione di norme che si ritrovano oggi nel testo adottato. Ciò consentirà un più agevole recepimento della direttiva nella normativa nazionale. Segnaliamo in particolare le disposizioni del Codice relative ai sottoprodotti ed alle materie prime secondarie, che trovano nel testo europeo una conferma definitiva.

E’ previsto che il prossimo 26 giugno il Consiglio UE dia l’approvazione formale al testo definitivo, che sarà reso disponibile appena possibile. Al momento si dispone solo dell’ultima versione del documento di lavoro approvato, in lingua inglese.

Cordiali saluti.
Il Segretario
Paolo Cesco
» 18.06.2008

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