AssoAmbiente

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Come anticipato, lo scorso 16 giugno, a Roma è stato presentato il Rapporto Assoambiente su “Gli impianti di trattamento dei rifiuti in Italia” nell’ambito di un convegno, organizzato dall’associazione, su “Trattamento dei rifiuti: criticità e potenzialità” iniziato con un saluto ricevuto dal Ministro dell’Ambiente On Prestigiacomo, e al quale sono intervenuti, oltre al Presidente Assoambiente Dr Pietro Colucci, l’On. Gaetano Pecorella (Presidente Commissione bicamerale di inchiesta rifiuti), l’On. Ermete Realacci (Responsabile Dipartimento Ambiente del PD), il Dr Daniele Fortini (Presidente Federambiente), il Dr Vittorio Cogliati Dezza (Presidente Legambiente) e il Dr Stefano Laporta (Sub Commissario ISPRA) e, con un intervento registrato, l’Ing. Aldo Fumagalli (Presidente della Commissione Sviluppo Sostenibile di Confindutria).

Il Rapporto, presentato dal Dr. Edo Ronchi ora Presidente FOSS (Fondazione Sviluppo Sostenibile) che ha curato l’indagine su base territoriale, ha reso disponibile una disamina oggettiva, completa e dettagliata dello stato attuale del sistema infrastrutturale relativo alla gestione dei rifiuti, dalla quale è stata: confermata innanzitutto la disomogeneità della distribuzione degli impianti sul territorio e delle modalità autorizzative degli stessi; evidenziata la situazione di latente crisi impiantistica del nostro Paese che dovrà essere affrontata, a breve, non solo al Sud, ma anche al Centro e al Nord, salvo l’adozione di iniziative che possano favorire il rapido avvio della realizzazione di un sistema integrato e l’industrializzazione del settore.

Su quest’ultimo aspetto, è stata evidenziata la criticità dell’attuale situazione del trattamento dei rifiuti, ancora troppo vincolata alla discarica, sia per i rifiuti urbani (47%), sia per quelli speciali, pericolosi e non (44%). Dal Rapporto emerge che complessivamente le discariche, nei prossimi due anni, raggiungeranno i limiti autorizzati e non potranno, quindi, salvo eventuali autorizzazioni di nuove o ampliamenti delle capacità di quelle esistenti, accogliere ulteriori quantità di rifiuti, in particolar modo di quelli non avviabili al riciclo (circa 59,3 milioni di tonnellate nel 2007) e di quelli prodotti dai processi di riciclo.

In ogni caso vanno considerati i lunghi tempi amministrativi e tecnici per realizzare non solo nuove discariche (nella peggiore delle ipotesi), ma eventualmente anche impianti a tecnologia complessa, come, ad esempio, quelli di incenerimento. L’appesantimento burocratico per le aziende del settore è stato sottolineato anche nell’intervento del Presidente Fortini che ha però evidenziato come, nonostante il settore sia “micronormato” e debba rispondere alla forte concorrenza di quanti non operano correttamente, le imprese qualificate siano riuscite comunque a far crescere il comparto.

Il Presidente On. Pecorella, ha sottolineato, proprio al fine di sconfiggere l’ecomafia (il cui giro di affari nel 2008 è stato pari a ca. 7 miliardi), l’importanza di introdurre: sistemi di tracciabilità dei rifiuti, definire norme sul reato ambientale e creare una banca dati tra gli organismi di controllo, superando l’attuale settorialità di informazione.

Altra condizione per combattere l’illegalità, suggerita dal Presidente Cogliati Dezza, è quella relativa al controllo che, ove presente e adeguato consentirebbe, oltre alla crescita delle aziende, anche ad aumentare la credibilità delle Istituzioni.

Il comparto del trattamento dei rifiuti, che comprende oggi circa 7.500 imprese, rappresenta, come ribadito dall’On. Realacci, un elemento importante per realizzare la green economy. Per raggiungere tale obiettivo da più parti è emersa però la necessità di un esame concreto del mercato delle materie prime secondarie (MPS), considerando non solo il miglioramento della qualità delle raccolte differenziate e lo sviluppo tecnologico degli impianti di riciclo, ma anche le difficoltà relative alla creazione ed al potenziamento degli sbocchi di mercato per le MPS, in particolare nell’attuale momento di crisi dei mercati e di crollo delle quotazioni dei materiali riciclati, anche per la concorrenza con mercati esteri.

Infine, come sottolineato anche dal Presidente Fumagalli, è emersa la necessità di un approccio più integrato e pragmatico per la gestione dei rifiuti, uscendo dalla logica di gestione in emergenza.

Relativamente alle conclusioni e alle proposte associative, il Presidente Assoambiente Pietro Colucci, ha sottolineato che stante il contesto pre-emergenziale presente in varie realtà del Paese è necessario intervenire per:
- promuovere un sistema impiantistico, a tecnologia complessa, integrato e generazionale (almeno 20 anni) per il trattamento dei rifiuti, supportato da un quadro normativo stabile, caratteristica fondamentale a garantire i necessari investimenti;
- ridurre significativamente la quota dei rifiuti, urbani e speciali, da smaltire in discarica che comporta oltre ad una ricaduta ambientale anche un rischio mi maggiore vulnerabilità a latenti situazioni di emergenza, favorendo un potenziamento, con maggiore attenzione al Sud del Paese, dell’impiantistica sia per il riciclo (verificando le reali esigenze dei singoli settori in relazione alle raccolte) sia per il recupero energetico dei rifiuti;
- favorire, nell’ambito di un’auspicata maggior responsabilizzazione dei produttori dei beni sugli oneri del loro recupero a fine vita, lo sbocco di mercato dei materiali riciclati al fine di agevolare il riciclo e un maggior utilizzo degli impianti esistenti, nonché lo sviluppo dei processi tecnologici e il raggiungimento degli obiettivi di riciclaggio fissati in ambito europeo;
- prevedere Linee Guida nazionali in grado di risolvere, ed evitare in futuro, la grave disomogeneità autorizzativa presente in ambito nazionale, non solo per le diverse modalità di attribuzione dei codici di smaltimento (D) o recupero (R), ma anche per i diversificati livelli di efficacia ambientale delle stesse autorizzazioni/comunicazioni, non confrontabili e molto spesso carenti su aspetti, anche essenziali.

Il Rapporto Assoambiente in oggetto, nonché la relativa sintesi nella quale sono riportate le richieste associative, sono disponibili al sito FISE www.fise.org , area “Studi e ricerche”, mentre in allegato riportiamo le slide di presentazione del Rapporto.

Cordiali saluti.

Il Segretario
Paolo Cesco

» 19.06.2009
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