Alla luce dei rapporti in materia inviati dagli Stati membri, le conclusioni a cui è giunta la Commissione, tralasciando le valutazioni sulla comunicazione (informazioni sufficienti), e la qualità dei dati (variabile), sono le seguenti:
- per quanto riguarda la classificazione dei rifiuti, gli Stati membri hanno utilizzato i codici Y per i rifiuti di cui alla convenzione di Basilea in maniera estremamente diversa e sono stati segnalati molti rifiuti “non classificati”. Inoltre, essi hanno utilizzato in maniera intercambiabile i codici dei due diversi sistemi di classificazione dei rifiuti (legislazione europea in materia di rifiuti e convenzione di Basilea);
- per quanto riguarda la produzione di rifiuti, lo sviluppo cronologico nel periodo 2001-2006 è difficilmente valutabile in quanto alcuni Stati membri hanno segnalato notevoli aumenti a seguito di cambiamenti intervenuti nella legislazione in materia di rifiuti. La quantità di rifiuti pericolosi prodotti dal gruppo UE15 è aumentata del 22% nel periodo 2000-2005, pari a 4% annuo. I dati disponibili lasciano intendere che la quantità di rifiuti prodotti nei 25 Stati membri dell’Unione non abbia subito un aumento significativo dal 2002;
- per quanto riguarda la spedizioni di rifiuti, dal 1997 al 2001 quelle relative ai rifiuti pericolosi in uscita dagli Stati membri sono raddoppiate e sono pressoché raddoppiate nuovamente dal 2001 al 2005 (per UE25 è stata pari a 5,6 milioni di ton). Nonostante tale aumento, nel 2005 il 91% dei rifiuti pericolosi della Comunità è stato trattato nel Paese di origine. Le spedizioni in entrata sono aumentate in modo analogo. In base alle relazioni, i Paesi UE10 svolgono un ruolo di minore importanza nella spedizione di rifiuti. La maggior parte dei rifiuti spediti è stata sottoposta a un’operazione di recupero (nel periodo 2001-2005, in media l’85% dei rifiuti spediti nel gruppo UE15 è stato recuperato, pari a circa 40 milioni di ton). I rari casi di “importazioni” elevate nel gruppo UE15 destinate allo smaltimento sono attribuibili alla presenza di specifici impianti di trattamento nei Paesi “importatori”. Dal 1997 al 2005, la stragrande maggioranza di spedizioni di rifiuti è avvenuta entro i confini dell’Unione europea. Negli anni 2000-2005, più del 90% dei rifiuti spediti è rimasto all’interno del gruppo UE15, perlomeno il 98% delle spedizioni del gruppo UE15 dal 2001 ha avuto come destinazione i 25 Stati membri dell’Unione e i Paesi dell’EFTA. I dati relativi alle spedizioni in entrata indicano che il 96% di tutte le “importazioni” del gruppo UE15 proveniva dai 25 Stati membri dell’Unione e dai Paesi dell’EFTA, mentre soltanto l’1% dai Paesi non OCSE.
Nel rinviare ai contenuti della relazione, riportata in allegato, per ogni dettaglio, saluto cordialmente.
Il Segretario
Paolo Cesco