AssoAmbiente

Circolari

P66218PE

In relazione all’interesse del settore in materia di regolamentazione delle fonti energetiche rinnovabili (FER), riteniamo opportuno informare in merito ai lavori avviati in Confindustria sulla materia.

1. Linee Guida autorizzazione impianti rinnovabili
Nell’ultimo Comitato Tecnico Energia e Mercato di Confindustria dello scorso 4 febbraio, è stata condivisa una posizione comune sulle linee guida per l’autorizzazione alla costruzione ed esercizio di impianti da fonti rinnovabili, che prevede, nell’autorizzazione unica, anche l’inclusione di quella per la costruzione delle opere di connessione alla rete elettrica di trasmissione o distribuzione. A valle di questa riunione, è stato emesso un comunicato stampa, ripreso anche da Il Sole 24 Ore (Allegato I).

Nello specifico, il Gruppo di Lavoro ha condiviso l’opportunità di inserire nelle Linee Guida una serie di misure volte a razionalizzazione gli investimenti in questo settore:

  1. incrementare in modo significativo il deposito cauzionale, per riservare la capacità di connessione, che oggi appare assolutamente inadeguato (pari a 1.250 euro) rispetto alla contingente esplosione delle richieste di connessione. L’ipotesi ulteriore è quella di legare tale importo all’entità della potenza dell’impianto;
  2. riconsiderare la validità della soluzione di connessione (STMG) rilasciata da Terna su domanda del soggetto richiedente la connessione stessa. Tale validità non può avere una durata indeterminata poiché impegna il sistema di trasmissione a scapito delle iniziative di altre operatori. La proposta prevede che soluzione di connessione dovrebbe avere un termine di validità limitato e non superiore ai 3 o 4 anni;
  3. prevedere un termine perentorio (24 o 36 mesi) entro il quale il titolare della autorizzazione debba avviare i lavori di costruzione dell’impianto, pena la decadenza della validità dell’autorizzazione stessa;
  4. prevedere un’eccezione per la limitazione attualmente vigente per le opere connesse prevista al punto 3.2 della bozza di linee guida. Tale eccezione deve riguardare le opere comprese nell’allegato “Connessioni” al “Piano di Sviluppo della rete nazionale di Terna”, in quanto ognuna di tali opere è funzionale al singolo impianto e non al sistema di trasmissione nazionale.

Confindustria, che ha già veicolato ai Ministri Scajola e Prestigiacomo ed alla Conferenza Stato-Regioni la propria posizione, si è impegnata a sottoporre alle istituzioni competenti questi ulteriori punti di attenzione. E’ stata inoltre rilevata la necessità di porre attenzione alla tematica delle cosiddette “aree precluse”, che attualmente appaiono molto maggiori rispetto alla versione iniziale. In particolare, è opportuno che la presenza di tali aree non svincoli le regioni dal raggiungimento degli obiettivi stabiliti.

2. Revisione dei meccanismi di incentivazione
Nell’ultimo Comitato Tecnico Energia e Mercato è emersa l’esigenza di un confronto sulla revisione del meccanismo degli incentivi attraverso la costituzione di un gruppo tecnico ristretto in grado di portare nel prossimo Comitato Tecnico, previsto per il mese di marzo, una prima proposta da veicolare alle istituzioni. Nel Comitato sono emerse proposte per contemperare la necessità di riduzione progressiva degli incentivi (in funzione del raggiungimento del parity grid) con l’esigenza di considerare anche l’ipotesi di incentivare le rinnovabili termiche, non a carico della bolletta elettrica, atraverso un’attenta analisi costi-benefici, al fine di rendere credibile la proposta di modifica dal punto di vista economico. Operativamente, Confindustria organizzerà un gruppo tecnico ristretto per completare l’analisi, in 3-4 riunioni, entro il mese di marzo.

3. Burden Sharing Regionale
In base a quanto disposto dall’art. 8bis della Legge 13/2009, le Regioni, avrebbero dovuto emanare, entro il 30 maggio 2009, uno o più decreti per definire la ripartizione fra regioni e province autonome della quota minima di incremento dell'energia prodotta con fonti rinnovabili per raggiungere l'obiettivo del 17% del consumo interno lordo entro il 2020 ed i successivi aggiornamenti proposti dall'Unione europea. La definizione dei decreti in parola doveva essere fatta sulla base della definizione dei potenziali regionali (tenendo conto dell'attuale livello di produzione delle energie rinnovabili), dell'introduzione di obiettivi intermedi al 2012, 2014, 2016 e 2018 (calcolati coerentemente con gli obiettivi intermedi nazionali concordati a livello comunitario).
A riguardo, Confindustria ha predisposto un primo studio sul burden sharing regionale, con un’attenzione particolare al raggiungimento della sostenibilità economica, razionalizzando il costo dell’energia e nell’ottica di un effettivo sviluppo industriale del paese (Allegato II): tale documento declina in modo puntuale il potenziale regionale massimo ed include considerazioni sul potenziale tecnologico che rientrano nell’impegno del 17%. In merito Confindustria intende ora ampliare le discussioni, ad oggi solo sugli incentivi per il settore elettrico, anche sulle valutazioni economiche ed in termini di indotto.
Sul tema del contributo delle biomasse, ne è stata rilevata l’importanza soprattutto per il settore termico, considerando la maggior valorizzazione della materia prima per tale uso. Questo va in controtendenza con l’incentivazione, che invece sostiene esclusivamente l’uso elettrico. Confindustria, in materia, ritiene opportuno ragionare in senso ampio e considerare l’aspetto termico, soprattutto laddove i due usi vanno in concorrenza.

Per quanti interessati segnaliamo infine che un altro tema affrontato in ambito confindustriale è quello relativo alla bozza di regolamentazione del nuovo conto energia, sulla quale è stata sollevata una criticità in merito allo scaglionamento quadrimestrale della tariffa, in quanto non garantirebbe l’opportuna certezza relativa all’incentivazione in vigore al momento dell’entrata in esercizio dell’impianto. In materia, per quanti interessati, segnaliamo che, in risposta ad alcune criticità segnalate da operatori bancari, che evidenziano l’eccessiva frammentazione dei periodi di discesa delle tariffe per il 2011, è stato sottolineato, in sede confindustriale, che l’ultima proposta ANIE-GIFI prevede per il 2011 solo due periodi di cambio tariffe e tariffe per gli impianti fino a 200 kW in linea con quelli concordati con le altre associazioni di categoria. In linea di massima, quanto contenuto nell’ultima bozza del nuovo Conto Energia riprende molte delle indicazioni proposte dagli operatori del settore ed in particolare da ANIE-GIFI. Relativamente alla decurtazione annuale, è stato inoltre rilevato come la riduzione del 6% appaia troppo incisiva.

Nel far riserva di far conoscere gli sviluppi dell’argomento, salutiamo cordialmente.

Il Segretario
Paolo Cesco

» 25.02.2010
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