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La Commissione europea ha pubblicato recentemente uno studio per verificare il vantaggio economico e la fattibilità nell’istituzione di un organismo europeo specifico incaricato di sorvegliare l’attuazione e l’applicazione della normativa UE sui rifiuti.

Lo studio fa parte di una serie di iniziative intraprese dalla Commissione al fine di migliorare la gestione dei rifiuti e garantire il rispetto delle norme fissate, in materia, dall’Unione europea. Tra gli aspetti ancora critici, emersi dallo studio, vi sono:
- lo scarico illegale di rifiuti, pratica ancora ampiamente diffusa;
- numerose discariche che non soddisfano le norme;
- la mancanza, in alcuni Stati membri, di infrastrutture base per il trattamento dei rifiuti;
- le spedizioni illegali di rifiuti.
In merito a quest’ultimo punto, la Commissione ha sostenuto una serie di ispezioni coordinate, controlli locali e controlli di spedizioni di rifiuti negli Stati membri in collaborazione con IMPEL (rete UE di funzionari delle amministrazioni competenti per l’attuazione e il controllo dell’applicazione delle norme in materia di ambiente), che hanno evidenziato che il 19% circa dei casi di trasporti rifiuti erano illegali e che la maggior parte dei casi riguardava esportazioni illegali dai paesi dell’UE verso l’Africa e l’Asia in violazione del divieto di esportazione dei rifiuti pericolosi o degli obblighi di informazione per l’esportazione di rifiuti “verdi” non pericolosi.
La Commissione ha affrontato il problema proponendo un rafforzamento della normativa: la revisione proposta della direttiva sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) comprende norme aggiuntive intese ad evitare le spedizioni illegali di rifiuti elettrici ed elettronici, soprattutto quando sono falsamente dichiarati come prodotti usati. La Commissione sta inoltre valutando la fattibilità di rafforzare i requisiti in materia di ispezioni nell’ambito della normativa UE sulle spedizioni di rifiuti.

Lo studio pubblicato raccomanda quindi l’istituzione di un’Agenzia specifica a livello UE incaricata di affrontare i problemi di base legati alle carenze nell’attuazione e nell’applicazione della legislazione europea sui rifiuti. Negli ultimi anni il problema si è aggravato a seguito dell’aumento della produzione e dei trasferimenti dei rifiuti nell’Unione allargata. Nel 2008 il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione in cui invitava la Commissione a riferire sulla fattibilità della creazione di una “forza ispettiva ambientale comunitaria”. L’agenzia dovrebbe svolgere una serie di compiti, quali esami dei sistemi di applicazione delle norme negli Stati membri, controlli coordinati e attività di ispezione. Ad essa sarebbe associato uno specifico organismo europeo responsabile delle ispezioni e dei controlli diretti di infrastrutture e siti in casi di inadempienza grave. Una rete europea di Stati membri sosterrebbe l’agenzia in una serie di attività.

Il costo annuale di attuazione delle raccomandazioni è stimato di poco superiore a 16 milioni di euro. Un rafforzamento dell’attuazione della normativa produrrebbe, secondo la Commissione, oltre a vantaggi dal punto di vista ambientale e di riduzione della CO2, anche benefici economici significativi, quali eque condizioni di concorrenza per le imprese europee, migliori opportunità per l’innovazione e un accesso più agevole a preziose materie prime secondarie.

Un’analisi approfondita dei costi e benefici verrà effettuata quest’anno e fasi successive potranno essere proposte nel corso del 2011

Per quanti interessati segnaliamo i siti web relativi a :
- Report sul rafforzamento dei controlli sulle spedizioni transfrontaliere dei rifiuti: http://ec.europa.eu/environment/waste/pdf/impel_report_09.pdf

- Studio sulla fattibilità dell’istituzione dell’Agenzia per il recepimento della normativa europea sui rifiuti: http://ec.europa.eu/environment/waste/pdf/report_waste_dec09.pdf  e allegato http://ec.europa.eu/environment/waste/pdf/report_waste_annexes_dec09.pdf

 Per ulteriori approfondimenti ricordiamo, per quanti interessati, che sul sito FISE (www.fise.org) è disponibile una specifica area di consultazione - “Evoluzione normativa ambientale europea” – in cui sono richiamate le norme europee con riferimenti ai contenuti, alle proposte di modifica e agli iter dei lavori normativi comunitari.

Cordiali saluti.

Il Segretario
Paolo Cesco

» 15.03.2010

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