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Facciamo seguito alla nostra circolare 233/2011 del 21 aprile 2011 per comunicare che è stata pubblicatadal JRC la bozza finale del Rapportosui criteri End of Waste per i rottami di vetro (allegato 1).

Il Rapportofornisce una panoramica completa sul riciclaggio dei rifiuti di vetro: in particolare, esso identifica le differenti origini dei rifiuti di vetro, descrive i processi di riciclaggio dei rifiuti di vetro a seconda dell’origine del materiale e individua le principali questioni legate alla tutela della salute umana e ambientale. Inoltre vengono esaminati i potenziali impatti ambientali, economici e giuridici che può avere la cessazione della qualifica di rifiuto per i rottami di vetro.

Di seguito le principali conclusionidel Rapporto di interesse per le imprese di recupero.

  • Viene proposto dilimitare i materiali in ingresso al processo EoW ai contenitori in vetro, al vetro piano e al vasellame senza piombo, prevedendo che il vetro raccolto separatamente (compreso quello da raccolta multi materiale) sia utilizzabile come materiale di input se non contaminato.
  • I rifiuti pericolosi(es.: vetro da CRT) non possono essere utilizzati come input per l’EoW. Ciò significa che detti materiali potranno continuare ad essere riciclati solo mantenendo, in uscita dal processo di recupero, lo status di rifiuto. Tale limitazione, non condivisa dall’associazione, rischia seriamente di ostacolare l’effettivo avvio a recupero di detti materiali.
  • I processi e le tecnichedi trattamento fanno parte dei criteri EoW ma le specifiche di queste attività non vengono definite, al fine di promuovere l'innovazione nel settore del riciclaggio ed evitare ulteriori oneri per le imprese.
  • Per quanto riguarda le possibili applicazioni dei materiali EoW, i criteri proposti dal JRC prevedono esclusivamente la produzione di nuovo vetro in vetreria attraverso la ri-fusione del rottame di vetro grezzo. Sono esclusi, pertanto, altri usi (es. nell’industria dei laterizi) che dovranno passare attraverso il regime dei rifiuti. Anche in questo caso, i recuperatori vedono questa come una forte limitazione ai possibili sbocchi di mercato del materiale riciclato e ritengono necessario ampliare il campo di applicazione dell’EoW anche a questi mercati, che potrebbero diventare strategici per lo sviluppo presente e futuro del settore.

Il documento verrà presentata alla DG-Ambiente, incaricata di provvedere alla stesura del Regolamento EoW per il vetro.

Il JRC ha inoltre reso pubblico il primo documento di lavoro per la definizione dei criteri End of Waste per i rifiuti di plastica (allegato 2), che sarà oggetto di discussione nella riunione del Gruppo Tecnico di Lavoro del JRC, prevista per il 22 novembre p.v..

Riportiamo in sintesi i criteri e i requisiti, proposti nel documento, che devono essere rispettati affinché i rifiuti di plastica cessino di essere tali:

  • Il materiale ottenuto dal trattamento dei rifiuti di plastica deve rispecchiare le specifiche dei clienti, dell’industria o degli standard tecnici per un suo utilizzo diretto nella produzione di sostanze plastiche.
  • Il valore soglia per le componenti non plastica deve essere ?1,5% del peso secco mentre per le plastiche non utilizzabili ?0,5%. Altre caratteristiche di interesse per l'acquirente come umidità, densità e l’indice di fluidità in massa possono essere integrate come informazioni non obbligatorie.
    • Per componenti non plastica si intende qualsiasi materiale diverso dalla plastica come metalli, carta, vetro, tessuti, terra, sabbia, cenere, polveri, cera, bitume, gomma, ceramica e legno.
    • Per plastiche non utilizzabili si intendono polimeri plastici la cui presenza è dannosa all’utilizzo diretto dei rifiuti nella produzione di sostanze e oggetti in plastica, ad esempio nella produzione di PE riciclato, PET e PVC sono plastiche non utilizzabili.
  • I rifiuti di plastica non devono presentare caratteristiche di pericolo.
  • I rifiuti di plastica non devono contenere oli, solventi, colle, vernici e alimenti solidi o liquidi individuabili tramite un’ispezione visiva.
  • I rifiuti pericolosi, i rifiuti biodegradabili, i rifiuti urbani misti, i rifiuti sanitari e quelli provenienti dalla cura della persona non possono essere utilizzati come materiale di input nelle operazioni di recupero.
  • Il produttore di EoW dovrà accompagnare ogni partita con una dichiarazione di conformità attestante la rispondenza a tutte le condizioni sopra indicate e la condizione che il materiale verrà destinato esclusivamente alla produzione di materie plastiche.
  • Il produttore di EoW dovrà inoltre dotarsi di un sistema di gestione della qualità che andrà a monitorare tutte le attività del processo di trattamento dei rifiuti di plastica.

Il documento in esame rappresenta la base per lo sviluppo dei criteri EoW per la plastica e  presenta quindi numerose questioni da approfondire. Invitiamo pertanto le aziende interessate a fornirci i propri commenti e osservazioni in vista della citata riunione del 22 novembre p.v., a seguito della quale il JRC dovrebbe predisporre il Rapporto completo sui criteri EoW per la plastica.

Nel riservarci di tenervi informati sugli ulteriori sviluppi porgiamo cordiali saluti.

» 17.11.2011
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