AssoAmbiente

Circolari

098/2012/CS

Si informa che il  22 maggio scorso il Joint Research Centre della Commissione Europea ha presentato a Siviglia le proposte tecniche per la definizione dei criteri, relativi alle materie plastiche, da seguire nell’ambito della strategia End of Waste.

L’obiettivo del documento è quello di facilitare il recupero delle plastiche di alta qualità, chiarire le caratteristiche richieste per far si che le plastiche non siano più considerate rifiuto e armonizzare le conoscenze per gli operatori del riciclo e per le autorità.

Nella redazione si è tenuto conto della necessità di avere criteri semplici, chiari e non duplicanti i principi contenuti nelle direttive già vigenti in materia, come la Direttiva RAEE (Direttiva 2002/96/EC sulla gestione dei rifiuti elettrici ed elettronici), RoHS (Direttiva  2002/95/EC sulle restrizioni all’uso di materiali pericolosi nella produzione di materiale elettrico ed elettronico) e REACH (Regolamento CE 1907/2006 concernente la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche). 

Lo studio individua le seguenti categorie di criteri, tra loro complementari, che dovranno essere rispettati nelle fasi industriali di recupero

  • requisiti di qualità del prodotto recuperato;
  • requisiti di qualità che deve possedere il materiale utilizzato come input nel processo;
  • requisiti relativi ai processi e alle tecniche utilizzate per il recupero delle plastiche;
  • requisiti da rispettare nel fornire informazioni in merito al prodotto ottenuto e alle materie utilizzate;
  • requisiti necessari a garantire la qualità delle procedure industriali svolte

I criteri individuano la cessazione dello status di rifiuto per le plastiche che hanno una domanda di mercato che ne giustifichi il recupero; inoltre deve essere possibile risalire ai tipi di polimeri e di additivi in esse contenuti, verificare l’assenza di eventuali sostanze pericolose per la salute e l’ambiente, accertare possibili contaminazioni dovute al contatto con altre tipologie di rifiuti ed, infine, vi deve essere la disponibilità del produttore a fornire la documentazione che tutti i requisiti sopra elencati siano posseduti e a indicare gli usi per i quali quella determinata tipologia di plastica può essere ammessa

Lo studio ha cercato di tenere conto dell’estrema varietà delle materie plastiche presenti sul mercato, delle tecniche di recupero più utilizzate e dei principali flussi di domanda e offerta in relazione alla tipologia di plastica considerata. E’ stato inoltre analizzato il comportamento delle principali tipologie di polimeri ai trattamenti di recupero, evidenziando come questi, nella maggior parte dei casi, non vengano alterati dai processi di fusione e di trattamento meccanico al contrario di quanto invece avviene per il vetro ed il metallo. 

Infine, con l’obiettivo di tutelare la salute umana e l’ambiente, sono state individuate le sostanze che risultano essere dannose  (Bisfenolo A, Ftlati a basso peso molecolare, composti alogenati ignifughi e metalli tossici pesanti) la cui presenza deve essere assolutamente evitata nelle plastiche recuperate e nelle fasi di trattamento. 

Pertanto si invitano i soggetti interessati a fornire, entro venerdì 8 giugno p.v., eventuali commenti e osservazioni che saranno poi trasmessi agli organismi competenti (FEAD e Rappresentanti nazionali).

Nel rimandare al documento allegato, in particolare al capitolo 3 relativo ai “Criteri EoW” per ulteriori approfondimenti porgiamo cordiali saluti.

» 29.05.2012
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