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Presentato Vademecum Antitrust della AGCM

Lo scorso 5 marzo si è tenuto presso l’AGCM il Convegno su “Prevenzione e contrasto della collusione negli appalti: il vademecum antitrust”.

Il Vademecum dovrebbe fornire alle stazioni appaltanti gli strumenti per riconoscere le anomalie anticoncorrenziali nelle gare, come ribadito peraltro anche dal Presidente Santoro (AVCP) che ne sottolineato la valenza di linea guida per il settore. Alle amministrazioni l'Antitrust chiede di segnalare i casi sospetti, ma solo per le gare sopra la soglia comunitaria.

Il documento dell'AGCM individua come fenomeni che possono indicare comportamenti anticoncorrenziali il boicottaggio della gara, le offerte di comodo, i subappalti o ATI (Associazioni Temporanee di Imprese), la rotazione delle offerte e la ripartizione del mercato, e infine modalità ‘sospette’ di partecipazione all’asta. Rispetto ai pattern collusivi è stato ribadito, anche da AGCM, che trattasi di meri indizi, la cui valenza negativa deve comunque sempre essere verificata e non può essere data a priori. Sui casi segnalati dalle stazioni appaltanti l’AGCM, fatte le sue verifiche, potrà intraprendere un procedimento istruttorio e, al suo esito, accertare la presenza di una condotta lesiva, con un'eventuale sanzione. Se l'infrazione sarà accertata, la stazione appaltante potrà richiedere, sulla base della pronuncia dell'Antitrust, i danni alle imprese che hanno messo in atto la pratica anticoncorrenziale, nel caso in cui l'appalto sia stato già assegnato.

In allegato il Vademecum ed il rapporto dell’OECD “Linee guida per la lotta contro le turbative d’asta negli appalti pubblici”, richiamato dallo stesso Vademecum.

» 06.03.2014

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