In particolare segnaliamo che la proposta di compromesso sull’art. 2, lett. b) – definizione di biomassa - risponde alla richiesta, avanzate anche dall’Associazione, di non supportare l’emendamento Turmes (approvato in Commissione ITRE del Parlamento lo scorso settembre) che escludeva la frazione biodegradabile dei rifiuti urbani ed industriali, non raccolta separatamente, dalla definizione di biomassa (v. circ. 283/08). La formulazione inserita nella proposta di compromesso tra Consiglio, Parlamento e Commissione riporta: ”(b) "biomass" means the biodegradable fraction of products, waste and residues from biological origin from agriculture (including vegetal and animal substances), forestry and related industries including fisheries and aquaculture, as well as the biodegradable fraction of industrial and municipal waste”1.
Inoltre all’art.19, comma 1, relativo alle Relazioni degli Stati membri, è stato inserito un nuovo punto che evidenzia la libertà lasciata ad ogni Paese UE per quanto riguarda i criteri di determinazione e verifica della frazione biodegradabile dei rifiuti. Agli stessi infatti è richiesto unicamente di informare la Commissione europea: “n) information on how the share of biodegradable waste in waste used for producing energy has been estimated, and what steps have been taken to improve and verify such estimates”2 .
Nei prossimi giorni è previsto l’incontro del Consiglio per discutere nuovamente la proposta della Commissione, ma salvo improvvise intenzioni di riaprire la discussione sugli emendamenti, il testo di compromesso (v. allegato II, in inglese) non dovrebbe subire importanti modifiche.
In ambito nazionale, sempre sul tema “clima ed energia”, si trasmette inoltre la Risoluzione approvata dalle Commissioni riunite X - Industria e XIII - Ambiente del Senato che hanno concluso l'esame delle proposte comunitarie in materia (v. allegato II, in italiano). La Risoluzione evidenzia, come già ribadito da Confindustria nel corso della propria audizione in materia, che l'attuazione delle proposte del pacchetto comporterebbero per l'Italia un costo superiore alla media europea. Le Commissioni hanno quindi impegnato il Governo ad agire in sede comunitaria per assicurare la valorizzazione dei meccanismi di flessibilità presenti nel provvedimento ed a considerare le conseguenze economiche che deriveranno dagli strumenti contenuti nel pacchetto.
Nel rinviare agli allegati per ulteriori dettagli, saluto cordialmente.
Il Segretario
Paolo Cesco