AssoAmbiente

Circolari

083/2012/PE

Lo scorso 17 aprile l’European Topic Centre on Sustainable Consumption and Production (ECT/SCP) ha pubblicato lo studio, commissionato dall’Agenzia Europea per l’Ambiente (European Enviroment Agency - EEA), su Overview of the use of landfill taxes in Europe, nell’ambito del quale è stata effettuata una panoramica sul livello e sugli effetti economici legati alla tassazione sui rifiuti conferiti in discarica in 18 Stati dell’UE più Svizzera e Norvegia

Lo studio è articolato in capitoli in cui è stato approfondito, in modo specifico, per ciascun Paese esaminato, il tema oggetto dello studio, strutturando le informazioni sulla base di un questionario finalizzato a chiarire non solo le modalità di riscossione ma anche la gestione ed i benefici ambientali ed economici, dei fondi derivati dall’applicazione dell’imposta che, complessivamente, per i Paesi presi in esame, ha generato, nel biennio 2009/2010, ricavi totali derivanti pari a circa 2,1 miliardi di euro. 

Il quadro che emerge, a livello europeo, evidenzia una forte variabilità -  sia tra Paesi UE sia in relazione alla tipologia di rifiuti - per quanto riguarda l’entità della tassazione sul conferimento in discarica. In alcune aree, come l’Italia, infatti, il prezzo per tonnellata di rifiuto conferito in discarica risulta essere di pochi euro mentre in altre, come la Repubblica Ceca o i Paesi Bassi, si arriva a pagare anche oltre i 200 €/ton per i rifiuti pericolosi. Per quanto riguarda invece la tipologia dei rifiuti, lo studio rileva che la maggior parte dei Paesi considerati ha optato per un raggruppamento degli stessi (da 1 a 3 classi) al fine dell’articolazione del sistema di tassazione, mentre risultano pochi quelli con un sistema più articolato. 

Considerato l’obiettivo, richiamato non solo nella direttiva 2008/98/CE sui rifiuti ma anche nei Piani di Azione della Commissione europea, di riduzione del conferimento in discarica dei rifiuti a vantaggio del recupero di materia ed energia, lo studio mette in luce il risultato importante raggiunto, a riguardo, nei Paesi in cui il livello della tassazione è cresciuto in modo significativo nel tempo. Le entrate derivanti dalla tassazione, infatti, sono diminuite in alcune nazioni, sintomo che le imposte hanno sortito l’effetto desiderato di indirizzare i rifiuti verso un ciclo più virtuoso. 

Altro elemento di forte variabilità tra i Paesi censiti è quello relativo all’utilizzo delle entrate derivanti dalla tassazione: mentre in alcuni Paesi, come Danimarca, Paesi Bassi, Norvegia e Svezia, viene totalmente indirizzo nel budget generale statale, in altri Paesi viene destinato in parte anche al finanziamento di interventi ambientali (inclusa la bonifica di siti inquinati). 

Per quanti interessati, si rimanda allo studio in parola, riportato in allegato alla presente (v. allegato) per maggiori e più dettagliate informazioni in merito alla situazione registrata nei singoli Stati censiti. 

Cordiali saluti.

» 08.05.2012
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