AssoAmbiente

Circolari

247/2019/NE

Presentata a Roma il 14 ottobre scorso l’inchiesta realizzata da Altroconsumo ed il consorzio Ecodom per monitorare le rotte dei rifiuti elettronici domestici. Per realizzare l’inchiesta è stato nascosto un tracker GPS in ognuno dei 205 Raee oggetto dell’indagine così da poterne monitorare gli spostamenti in tempo reale, dal momento della loro uscita dalle case dei consumatori fino alla distruzione finale. Su un campione valido di 174 Raee (per altri 31 non è stato possibile effettuare un’analisi completa) dall’analisi dei tracciati emerge che il 39% dei grandi RAEE domestici non arriva alla corretta destinazione in impianti autorizzati, in grado di garantire un trattamento corretto dal punto di vista ambientale. Oltre la metà del campione raggiunge invece le corrette destinazioni di trattamento.

L’inchiesta ha in particolare messo in luce:

  • Passaggi multipli del RAEE in diverse isole ecologiche: evidenziano comportamenti scorretti da parte di gestori di impianti di trattamento che aumentano in maniera fraudolenta le quantità di RAEE raccolti, aumentando così anche i costi per i Sistemi Collettivi;
  • Conferimento del RAEE ai rottamai, anziché all’impianto autorizzato di trattamento: avviene per maggiore remunerazione nel trattamento della sola frazione metallica dei RAEE, a scapito del riciclo ottimale con conseguente dispersione delle sostanze inquinanti nell’ambiente.

Durante la presentazione dell’iniziativa, per contrastare e ridurre questi due grandi flussi di perdita dei RAEE dalla filiera del riciclo sono state messe in luce le seguenti esigenze:

  • maggiori controlli sui rifiuti in uscita dagli impianti di trattamento e in ingresso ai rottamai, in modo che apparecchi che sono a tutti gli effetti RAEE non finiscano in impianti di trattamento interessati alla sola frazione metallica;
  • maggiore uniformità delle norme che regolano il trattamento adeguato (il decreto sulla qualità del trattamento, già previsto nel D.Lgs 49 /2014 e mai emanato in Italia);
  • una disciplina organica della preparazione per il riutilizzo dei RAEE, affinché l’immissione sul mercato di un’apparecchiatura, precedentemente diventata rifiuto, sia fatta con le dovute garanzie per i consumatori;
  • migliore informazione dei consumatori sui vantaggi di una corretta filiera del riciclo dei RAEE, che sono rifiuti contenenti sostanze critiche, troppo spesso sottovalutati nel loro potenziale danno ambientale.

Segnaliamo inoltre che i risultati dell’inchiesta saranno presentati anche nel corso dell’evento, organizzato da ASSORAEE insieme al Centro di coordinamento RAEE, dal titolo (Eco)² efficienza nella filiera delle AEE, dove sarà anche presentata l’indagine ASSORAEE, realizzata da Sofies La cannibalizzazione dei RAEE. Conseguenze ambientali e impatto economico.

» 22.10.2019

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