Il Foglio
Quotidiano di Puglia
L’ECHA, l’Agenzia europea per le sostanze chimiche, ha pubblicato due pareri relativi alla restrizione dei PFAS a livello dell’Unione europea.
Il primo parere dell'ECHA, emesso dal Comitato di valutazione del rischio (RAC), definitivo ed adottato, conclude che è necessaria una restrizione a livello europeo.
Il secondo parere, emesso dal Comitato di analisi socio-economica (SEAC), è invece aperto a una consultazione pubblica che scadrà il prossimo 25 maggio 2026. Per quanto riguarda il settore della gestione dei rifiuti, il SEAC sottolinea la mancanza di dati sulla capacità di rispettare i limiti di concentrazione e sull'impatto economico della restrizione, ma sostiene la necessità di deroghe a tempo limitato per alcune tipologie di rifiuto.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare2026/152/SAEC-EUR/FA del 03.04.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
L’ECHA, l’Agenzia europea per le sostanze chimiche, ha pubblicato due pareri relativi alla restrizione dei PFAS a livello dell’Unione europea.
Si ricorda che a seguito della proposta di restrizione dei PFAS avanzata da alcuni Stati europei, l’ECHA sta procedendo alla valutazione della proposta attraverso il Comitato per la valutazione del rischio (RAC) e il dal Comitato di analisi socio-economica (SEAC), i quali hanno presentato i due pareri di propria competenza, che verranno poi inviati alla Commissione UE e costituiranno un contributo tecnico fondamentale al processo di definizione della restrizione di queste sostanze nell’ambito del Regolamento REACH.
Il primo parere dell'ECHA, emesso dal Comitato di valutazione del rischio (RAC), conclude che è necessaria una restrizione a livello europeo, dati i rischi ben documentati che le sostanze PFAS comportano per la salute umana, la loro persistenza nell'ambiente e la contaminazione del suolo e delle acque sotterranee. Il RAC raccomanda inoltre diverse misure di gestione del rischio applicabili alla catena del valore a monte, tra cui piani di gestione delle PFAS specifici per sito (che includono l'etichettatura obbligatoria dei rifiuti contenenti PFAS e lo smaltimento sicuro), il monitoraggio delle emissioni, la segnalazione obbligatoria e la comunicazione o l'etichettatura lungo tutta la catena di approvvigionamento per i prodotti contenenti PFAS soggetti a deroghe.
Il RAC conferma le deroghe presenti nella proposta, previste per il settore del riciclo, ma solo se il fornitore del materiale o del prodotto riciclato può dimostrare l’origine del materiale tramite documentazione. Le deroghe proposte sono:
Il RAC sottolinea inoltre la necessità di monitorare e controllare la potenziale esposizione e le emissioni durante i processi di riciclo. Il RAC giunge anche a conclusioni sulle emissioni di PFAS nell'ambiente dal settore della gestione dei rifiuti, con una serie di fattori di emissione per tipologia di trattamento (discarica, incenerimento, trattamento delle acque reflue).
La relazione del RAC è considerata definitiva ed adottata per cui non sono possibili proposte di modifica alle conclusioni.
Il secondo parere, emesso dal Comitato di analisi socio-economica (SEAC), è invece aperto a una consultazione pubblica che scadrà il prossimo 25 maggio 2026. Sebbene il SEAC sostenga in linea di massima la restrizione, riconosce la necessità di esenzioni mirate nei casi in cui le sostanze PFAS non possano ancora essere sostituite e in cui un divieto immediato potrebbe comportare impatti negativi sproporzionati.
In questa fase, il SEAC non ha ancora stabilito se le esenzioni proposte, o le misure di gestione del rischio raccomandate dal RAC, siano proporzionate. La consultazione ha lo scopo di contribuire a questa valutazione.
Per quanto riguarda il settore della gestione dei rifiuti, il SEAC sottolinea la mancanza di dati sulla capacità di rispettare i limiti di concentrazione e sull'impatto economico della restrizione, ma sostiene la necessità di deroghe a tempo limitato per:
Il SEAC non individua la necessità di una deroga per altri flussi di rifiuti e inoltre:
La consultazione pubblica sulla bozza di conclusione del SEAC è strutturata per settore ed è disponibile un sondaggio specifico (disponibile qui tramite login), in cui è possibile affrontare l'impatto sul settore del riciclo (sezione 3.4.2.2.4 del rapporto - domanda 2.27 del sondaggio).
A tal proposito il SAEC ha richiesto espressamente nuovi dati che possano aiutare a prendere una decisione sulle conclusioni preliminari di cui sopra, pertanto si evidenzia l’importanza di inviare un parere chiaro a riguardo, al fine di sostenere la necessità di un’esenzione per il settore dei rifiuti e chiarire le modalità di applicazione delle restrizioni.
Informiamo che FEAD è a lavoro per raccogliere i contributi dei propri membri e avviare un confronto per definire il riscontro alla consultazione, chiediamo pertanto a quanti interessati di inviare i propri commenti sui punti chiave relativi alle conclusioni SAEC, alla D.ssa Giulia Fano (g.fano@fise.org) entro il prossimo 21 aprile 2026, al fine di predisporre una posizione associativa.
Per qualsiasi ulteriore approfondimento, si rimanda ai due pareri, in allegato alla presente.
Save The Date per la Tappa dedicata a SEVAL che si terrà il 20 Aprile a Colico.
La seconda tappa del viaggio ASSOAMBIENTE per la sostenibilità sarà dedicata esclusivamente ad un Gruppo di Parlamentari Europei, scelti e invitati anche grazie alla collaborazione con ERION, interessati alle tematiche ambientali.
Il Gruppo di Parlamentari avrà l’opportunità di visitare il nuovo impianto SEVAL, che si appresta a diventare leader in Italia nel trattamento delle batterie al litio.
Un’occasione unica per conoscere operativamente una realtà dell’economia circolare ed affrontare insieme gli sviluppi del futuro Circular Economy Act.
L’Impianto Seval SEVAL è un gruppo pioniere nel trattamento dei rifiuti tecnologici in Italia, con oltre 30 anni di esperienza e 9 stabilimenti, tra cui il principale a Colico (LC). Ogni anno il gruppo tratta oltre 130.000 tonnellate di rifiuti, spaziando dai RAEE (frigoriferi, televisori, computer) alle pile e batterie esauste, dai cavi ai toner.
Impianti Aperti on The Road ha ricevuto per l'edizione 2026 il Patrocinio del MASE, di ISPRA SNPA. Assoambiente, inoltre, aderisce al Protocollo Lombardo per lo Sviluppo Sostenibile.
Il 3 marzo 2026 è stato pubblicato il Regolamento della nuova edizione del Bando CONAI per l’ecodesign degli imballaggi nell’economia circolare - Valorizzare la sostenibilità ambientale degli imballaggi che incentiva la riduzione dell’impatto ambientale degli imballaggi immessi al consumo in Italia nel biennio 2024/2025.
L’iniziativa mette in palio un importo complessivo pari a 600.000 euro di cui 5 premi speciali da 10.000 euro ciascuno.
In allegato file di sintesi dell’iniziativa, con alcuni approfondimenti, e al seguente link è scaricabile/consultabile il Regolamento completo al cui interno sono indicati i principi generali e le modalità di partecipazione.
Sarà possibile presentare i casi fino al 30 aprile 2026.
Per maggiori informazioni si prega di inviare una richiesta all’indirizzo ecotoolconai@conai.org.
Il Centro Studi MatER – Materia & Energia da Rifiuti annuncia l’apertura del bando nazionale 2026–2028 per il finanziamento di 2 progetti di ricerca e innovazione nel settore del recupero di materia ed energia dai rifiuti, aperto a soggetti pubblici o privati, con sede sul territorio nazionale, che, per natura istituzionale o statutaria, svolgono attività di ricerca scientifica e tecnologica indipendente.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/151/SAEC-FIN/PE del 02.04.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Il Centro Studi MatER – Materia & Energia da Rifiuti - annuncia l’apertura del bando nazionale 2026–2028 per il finanziamento di 2 progetti di ricerca e innovazione nel settore del recupero di materia ed energia dai rifiuti, aperto a soggetti pubblici o privati, con sede sul territorio nazionale, che, per natura istituzionale o statutaria, svolgono attività di ricerca scientifica e tecnologica indipendente:
Il bando è tecnologicamente aperto e accoglie proposte che contribuiscano alla transizione verso un sistema di gestione dei rifiuti più efficiente, digitale e sostenibile.
Tra gli ambiti tematici di ricerca:
Le proposte devono essere rigorose, con obiettivi chiari, un forte impatto e un piano di lavoro strutturato in Work Packages.
I dettagli completi del bando sono disponibili qui.
Il prossimo aggiornamento organizzato da FEAD sui dossier normativi in esame a livello europeo si terrà il 24 aprile 2026 dalle 11.00 alle 12.00
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/150/SAEC-EUR/PE del 02.04.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
FEAD organizza mensilmente un incontro via web della durata di un’ora in cui vengono sintetizzate le principali tematiche in corso di esame a livello europeo, che interessano in particolare la gestione dei rifiuti e la Circular Economy.
Per quanti interessati segnaliamo che il prossimo incontro si terrà il 24 aprile 2026, dalle ore 11.00 alle ore 12.00.
Di seguito il seguente link per seguire evento:
Microsoft Teams meeting
Join: https://teams.microsoft.com/meet/371127557568713?p=3UZrkJWpN36diDEylc.
Meeting ID: 371 127 557 568 713
Passcode: 9Jj3Ki6j
Per eventuali richieste o quesiti, potete rivolgerVi a g.fano@fise.org.
Pubblicata sul portale RENTRi, area supporto, la FAQ recante “Variazione finalizzata alla cancellazione di una o più Unità Locali” che fornisce indicazioni su come procedere alla cancellazione di una o più unità locali al venir meno dei requisiti previsti dal D.M. 4 aprile 2023, n. 59 o al venir meno della volontà nel caso di iscrizione volontaria.
La FAQ precisa che la pratica è soggetta al versamento del diritto di segreteria per ogni unità locale variata e che, prima della cancellazione, l'operatore dovrà accertarsi di aver adempiuto agli obblighi di trasmissione di cui all'art. 15 del D.M. 4 aprile 2023, n. 59 (trasmissione al RENTRi dei dati del registro cronologico di carico e scarico).
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare2026/149/SAEC-REN/LE del 02.04.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Informiamo che è stata pubblicata sul portale RENTRi, area supporto, la FAQ recante Variazione finalizzata alla cancellazione di una o più Unità Locali che fornisce indicazioni su come procedere alla cancellazione di una o più unità locali al venir meno dei requisiti previsti dal D.M. 4 aprile 2023, n. 59 o al venir meno della volontà nel caso di iscrizione volontaria.
La FAQ precisa che la pratica è soggetta al versamento del diritto di segreteria per ogni unità locale variata e che prima della cancellazione, l'operatore dovrà accertarsi di aver adempiuto agli obblighi di trasmissione di cui all'art. 15 del D.M. 4 aprile 2023, n. 59 (trasmissione al RENTRi dei dati del registro cronologico di carico e scarico).
Sulla base delle indicazioni fornite sul portale RENTRi l’operatore, anche dopo la cancellazione dell’unità locale, potrà:
Tuttavia, non potrà:
Si coglie l’occasione per ricordare che è ancora disponibile un ultimo appuntamento del settimo ciclo di formazione RENTRi (cfr. circolare Assoambiente n. 033/2026) che si terrà il 16 aprile 2026 alle ore 11.00 ed avrà come focus “Produttori di rifiuti - I servizi di supporto del RENTRI per la tenuta del registro cronologico di carico e scarico digitale”. Il link per la registrazione sarà disponibile 48 ore prima della data dell’evento.
Nel rimanere a disposizione per eventuali ulteriori informazioni, rimandiamo a successive comunicazioni per ogni aggiornamento o iniziativa associativa in materia.
A trainare l’incremento sono soprattutto i volumi avviati a trattamento di grandi bianchi (R2) e di piccoli elettrodomestici ed elettronica di consumo (R4), che crescono rispettivamente del 5,4% e del 5,1% e si attestano a 133.691 t e a 86.652 t.
Positivo anche il risultato di freddo e clima (R1), in aumento dell’1,9%, per un totale di 106.423 t raccolte. Di segno opposto, invece, l’andamento delle sorgenti luminose (R5), che chiudono l’anno con 1.795 t, in calo del 4,5%, e dei TV e monitor (R3), che, ancora influenzati dagli effetti del cambio tecnologico ormai alle battute finali, perdono il 9,7% dei quantitativi e si fermano a 38.330 t.
A livello territoriale si registrano ancora differenze marcate. Il Nord Italia si conferma l’area con la raccolta maggiore, con 192.952 t e una media di 7,02 kg/ab. Il Centro Italia raccoglie 85.854 t, pari a 6,61 kg/ab e il Sud, con 88.085 t, mostra una situazione sostanzialmente stabile, ma una raccolta pro capite pari a 4,76 kg/ab, ancora distante dalle altre macroaree.
A livello regionale il confronto con il 2024 restituisce un quadro abbastanza positivo con quindici regioni che aumentano i volumi raccolti, con crescite superiori al 6% in cinque casi. Si distinguono Molise (+17,4%), Abruzzo (+7,3%), Puglia (+7,2%), Lazio (+6,9%), e Sardegna (+6,4%). Al contrario, cinque regioni perdono parte dei propri volumi e le riduzioni maggiori riguardano la Basilicata (-10,2%) e la Sicilia (-8,3%). L’analisi del dato pro capite mette in evidenza differenze piuttosto marcate: accanto a regioni che da anni registrano risultati elevati e si avvicinano ai target fissati dall’Unione europea, come Valle d’Aosta (10,33 kg/ab) e Sardegna (10,29 kg/ab), seguite da Toscana (8,74 kg/ab) e Liguria (8,40 kg/ab), restano aree in cui la raccolta non raggiunge o, al massimo, supera di poco i 5 kg per abitante, con la Campania che si ferma ad appena 2,95 kg/ab.
La raccolta dei RAEE avviene principalmente attraverso due canali: i Comuni, che mettono a disposizione dei cittadini i centri di raccolta e i rivenditori di apparecchiature elettriche ed elettroniche, che organizzano luoghi di raggruppamento serviti dai Sistemi Collettivi. Nel 2025 il 76,3% dei RAEE avviati a riciclo a livello nazionale è stato raccolto presso i centri di raccolta comunali, mentre il 23,3% presso i luoghi di raggruppamento della distribuzione. Gli altri siti di conferimento iscritti al Centro di Coordinamento RAEE hanno contribuito per lo 0,4%.
Nel 2025 i Comuni e i rivenditori di apparecchiature elettriche ed elettroniche hanno ricevuto complessivamente 30.385.167 euro in premi di efficienza. La Lombardia è la regione in cui Comuni e rivenditori hanno ricevuto l’importo complessivo più elevato, pari a 5.127.086 euro. Considerando invece il contributo medio per tonnellata raccolta, ai primi posti si collocano Comuni e rivenditori della Liguria (104 €/ton), della Toscana (99 €/ton) e dell’Emilia-Romagna (93 €/ton).
Per maggiori informazioni, compreso il dettaglio della raccolta regionale, si rimanda al testo del Rapporto CdC RAEE, disponibile qui.
La Commissione Europea ha pubblicato la Comunicazione dell’approvazione della bozza di documento guida volto a facilitare l'attuazione uniforme del Regolamento sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggi (PPWR), insieme ad una serie di FAQ (domande e risposte) che affrontano in modo pratico i principali quesiti applicativi che gli operatori potrebbero porsi.
Il documento guida pubblicato, che non è giuridicamente vincolante, fornisce l'interpretazione della Commissione di alcune disposizioni del Regolamento PPWR e mira a sostenere l'attuazione efficace e tempestiva del Regolamento da parte degli operatori economici e degli Stati membri.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/148/SAEC-EUR/FA del 01.04.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
La Commissione Europea ha pubblicato la Comunicazione dell’approvazione della bozza di documento guida volto a facilitare l'attuazione uniforme del Regolamento sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggi (PPWR), insieme ad una serie di FAQ (domande e risposte) che affrontano in modo pratico i principali quesiti applicativi che gli operatori potrebbero porsi.
Il documento guida pubblicato, che non è giuridicamente vincolante, fornisce l'interpretazione della Commissione di alcune disposizioni del Regolamento PPWR e mira a sostenere l'attuazione efficace e tempestiva del Regolamento da parte degli operatori economici e degli Stati membri.
La Commissione aveva fatto circolare delle versioni preliminari della guida sulle quali FEAD aveva fornito le proprie osservazioni. Per quanto di interesse, di seguito si riporta una panoramica non esaustiva dei principali elementi:
a) PFAS negli imballaggi a contatto con alimenti (punto 5):
b) Esenzioni dagli obiettivi relativi al contenuto riciclato (punto 7):
c) Altri aspetti rilevanti:
Il documento guida della Commissione sarà tradotto in tutte le lingue ufficiali dell'UE prima di essere adottato formalmente.
Per qualsiasi ulteriore approfondimento, si rimanda alla Comunicazione, al relativo allegato e alle FAQ (in inglese), allegati alla presente.
Si rende disponibile il bollettino mensile prodotta da Recycling Europe relativa al mese di marzo 2026.
Nel bollettino sono riportate le attività e gli eventi Recycling Europe, nonché le tematiche sulle quali le Istituzioni europee sono maggiormente attive.
Buona lettura.
L’Italia è chiamata a misurarsi con sfide strutturali che incidono sulla competitività del sistema produttivo e sulla qualità della vita dei territori: decarbonizzazione, sicurezza energetica, gestione sostenibile delle risorse, modernizzazione infrastrutturale. In questo contesto, la realizzazione di opere di pubblica utilità rappresenta una leva strategica per coniugare tutela ambientale, sviluppo industriale e coesione sociale.
Con la settima edizione del Premio PIMBY GREEN, Assoambiente rinnova il proprio impegno a favore di una cultura del “fare” fondata su responsabilità, innovazione e partecipazione. L’obiettivo è promuovere il superamento dell’approccio “NIMBY” (Not In My BackYard), che ostacola la realizzazione di infrastrutture necessarie, e valorizzare una visione “PIMBY” (Please In My BackYard), orientata alla consapevolezza dei benefici ambientali, economici e occupazionali che le opere di qualità possono generare nei territori.
Il Premio intende riconoscere amministrazioni pubbliche, imprese e professionisti dell’informazione che si sono distinti nei settori dell’energia, della gestione dei rifiuti e delle trasformazioni del territorio, contribuendo a rafforzare un modello di sviluppo sostenibile e inclusivo.
Categorie
1. Realizzazione di Infrastrutture Tecnologicamente Avanzate
Premia i progetti che hanno favorito l’innovazione e il progresso tecnologico nel territorio, migliorando l’efficienza, la sostenibilità ambientale e la resilienza delle infrastrutture.
2. Coinvolgimento Positivo e Responsabile dei Cittadini
Riconosce l’impegno di enti locali e pubbliche amministrazioni che hanno promosso percorsi strutturati di dialogo e partecipazione, favorendo una relazione trasparente con le comunità interessate dalle opere.
3. Informazione Trasparente e Scientifica
Valorizza giornalisti e autori che hanno contribuito a diffondere un’informazione rigorosa, basata su dati verificabili e conoscenze tecnico-scientifiche, contrastando narrazioni distorsive e opposizioni aprioristiche.
Candidature
Il termine per l’invio delle candidature per il Premio PIMBY Green 2026 è fissato per il 29 maggio 2026.
Le candidature dovranno essere inviate tramite email alla segreteria dell'Associazione: assoambiente@assoambiente.org esplicitando in oggetto “Candidatura Premio Pimby Green 2026”.
La candidatura deve essere presentata esclusivamente via email, compilando il Modulo di presentazione candidatura fornito dall'Associazione (allegato).
Premiazione
La cerimonia di premiazione del Premio PIMBY GREEN 2026 si terrà a Milano il 9 luglio 2026, presso la prestigiosa Villa Necchi Campiglio - Bene FAI, nell’ambito di una serata di Gala organizzata dall’Associazione.
Un appuntamento che rappresenta non solo un momento celebrativo, ma un’occasione di confronto tra istituzioni, imprese e stakeholder sulla necessità di rafforzare una cultura industriale e ambientale capace di trasformare le infrastrutture in opportunità di sviluppo per le comunità.
Pubblicato sul portale RENTRI e sul sito dell’Albo nazionale gestori ambientali l’avviso che comunica la cessazione delle modalità operative di sicurezza per la gestione del FIR digitale, a decorrere dalle ore 00.00 del 14 aprile 2026.
Fino al 15 settembre resta la possibilità, prevista dalla Legge n. 26/2026, a scelta del produttore/detentore di emettere il FIR in formato digitale o cartaceo. Il MASE fornisce indicazioni su:
a) quali sono le modalità operative di sicurezza da utilizzare in caso di indisponibilità temporanea dei servizi di connettività internet o dei servizi di autenticazione digitale utilizzati dall’operatore, a seconda del momento in cui si verifica l’indisponibilità temporanea di connettività,
b) le modalità di gestione del FIR da parte della filiera a seconda che la scelta da parte del produttore ricada sull’emissione cartacea o digitale.
Come supporto agli operatori il MASE rende disponibili delle slide sulle modalità operative di gestione dei FIR fino al 15 settembre.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/147/SAEC-REN/LE del 01.04.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Pubblicata nella sezione "AVVISI" del portale RENTRi e sul sito dell’Albo nazionale gestori ambientali la comunicazione di cessazione delle modalità operative di sicurezza per la gestione del FIR digitale.
In sostanza l’evento di cui all’avviso del 13 febbraio 2026 alle ore 09:00 (cfr. circolari Assoambiente n. 074/2026 e 081/2026), che ha causato la parziale e temporanea indisponibilità dei servizi RENTRi, è da considerarsi chiuso e, pertanto, a decorrere dalle ore 00:00 del 14 aprile 2026, vi sarà il ripristino delle regolari modalità operative dei servizi per la gestione del FIR in formato digitale e non è più consentito l’utilizzo delle modalità operative di sicurezza previste dall’Allegato 1 al Decreto Direttoriale n. 319 del 30 ottobre 2025 e dall'Allegato 1 al Decreto Direttoriale n. 25 del 5 febbraio 2026.
Sul punto si precisa che resta, in caso di indisponibilità temporanea dei servizi di connettività Internet o dei servizi di autenticazione digitale utilizzati dall’operatore, la possibilità di far ricorso alle misure di sicurezza previste dall’Allegato 2 al Decreto direttoriale n. 25/2026 (cfr. circolare Assoambiente n. 059/2026) che disciplinano le due seguenti situazioni a seconda del momento in cui si verifica l’indisponibilità temporanea di connettività:
Per entrambe le fattispecie l’operatore che rileva l’indisponibilità dovrà:
Relativamente al regime transitorio dal 14 aprile al 15 settembre 2026, come riportato nella Sezione News del portale RENTRi, considerato che la Legge n. 26 del 27 febbraio 2026 (cfr. circolare Assoambiente n. 097/2026) prevede che dal 1° marzo al 15 settembre 2026 il FIR può essere emesso in formato digitale o cartaceo, a scelta del produttore/detentore, gli iscritti al RENTRI possono, alternativamente, emettere il FIR nelle seguenti modalità:
Per ogni approfondimento in merito al dettaglio delle modalità operative di gestione dei FIR fino al 15 settembre si rinvia al file allegato alla news sopra richiamata, disponibile qui.
Nel rimanere a disposizione per eventuali ulteriori informazioni, rimandiamo a successive comunicazioni per ogni aggiornamento o iniziativa associativa in materia.
Sono state pubblicate sul sito del GSE le nuove Regole Operative di Sviluppo Agrivoltaico, Sviluppo di Biometano e Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) e Gruppi di autoconsumatori, che disciplinano i nuovi programmi di sovvenzione per contributi in conto capitale, in attuazione di quanto previsto dall'articolo 27 (Programmi di sovvenzione PNRR per la concessione di contributi in conto capitale in relazione a investimenti in impianti di produzione di biometano, agrivoltaici e di comunità energetiche rinnovabili e sistemi di autoconsumo collettivo di cui agli Investimenti 1.4, 1.1 e 1.2 della Missione 2 - Componente 2 del PNRR) del DL 19 febbraio 2026, n. 19 (DL PNRR), attualmente all’esame della Commissione Bilancio della Camera.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/146/SAEC-ENE/PE del 31.03.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Sono state pubblicate sul sito del GSE le nuove Regole Operative di Sviluppo Agrivoltaico, Sviluppo di Biometano e Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) e Gruppi di autoconsumatori, che disciplinano i nuovi programmi di sovvenzione per contributi in conto capitale, in attuazione di quanto previsto dall'articolo 27 (Programmi di sovvenzione PNRR per la concessione di contributi in conto capitale in relazione a investimenti in impianti di produzione di biometano, agrivoltaici e di comunità energetiche rinnovabili e sistemi di autoconsumo collettivo di cui agli Investimenti 1.4, 1.1 e 1.2 della Missione 2 - Componente 2 del PNRR) del DL 19 febbraio 2026, n. 19 (DL PNRR), attualmente all’esame della Commissione Bilancio della Camera.
Le nuove regole disciplinano i rapporti con i soggetti che hanno diritto ai contributi, fatti salvi i provvedimenti di concessione già adottati e/o delle graduatorie già approvate.
Gli Accordi di concessione con i soggetti beneficiari dovranno essere stipulati entro il 30 giugno 2026. I soggetti beneficiari avranno poi a disposizione 24 mesi dalla data di comunicazione degli accordi per l'entrata in esercizio degli impianti. Per le Comunità Energetiche e i gruppi di autoconsumatori, invece, il termine ultimo di entrata in esercizio è il 31 dicembre 2027.
Tali termini valgono sia per l'accesso ai contributi in conto capitale, sia per l'accesso agli incentivi in conto esercizio, previsti nei decreti ministeriali attuativi dell'art. 14, comma 1, lettere b), c) ed e), del D.lgs. n. 199/2021, che restano vigenti per tutti gli aspetti compatibili con il nuovo quadro normativo.
I documenti, che disciplinano le modalità attuative delle disposizioni del DL PNRR, integrano le precedenti Regole Operative approvate dal MASE per le singole misure, che continuano ad applicarsi nelle parti non espressamente modificate o superate dal DL PNRR.
Per ulteriori informazioni si rimanda ai seguenti pagine del sito GSE:
Lo scorso 30 marzo 2026 si è tenuta la riunione del gruppo di esperti della Commissione europea sulle spedizioni di rifiuti alla quale hanno preso parte anche i rappresentanti di FEAD e Recycling Europe.
Obiettivo del gruppo di lavoro era quello di affrontare le criticità più attuali in materia di spedizione dei rifiuti e proporre possibili interventi risolutivi.
Tra le questioni di maggiore interesse si evidenzia che la Commissione ha avanzato la possibilità di una deroga all’utilizzo del DIWASS per la spedizione dei rifiuti in lista verde con allegato VII e pertanto le Autorità competenti potranno accettare i documenti di cui all’allegato VII in formato cartaceo fino alla fine del 2026. Al contrario, per le spedizioni dei rifiuti che necessitano della procedura di notifica non verrà concessa alcuna deroga e si dovrà impiegare il DIWASS a partire dal 21 maggio 2026.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/145/SAEC-EUR/CS del 31.03.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Lo scorso 30 marzo 2026 si è tenuta la riunione del gruppo di esperti della Commissione europea sulle spedizioni di rifiuti alla quale hanno preso parte anche i rappresentanti di FEAD e Recycling Europe, Associazioni europee a cui partecipa anche Assoambiente. Obiettivo del gruppo di lavoro era quello di affrontare le criticità più attuali in materia di spedizione dei rifiuti e proporre possibili interventi risolutivi.
Tra le questioni di maggiore interesse segnaliamo che la Commissione ha avanzato la possibilità di una deroga all’utilizzo del DIWASS per la spedizione dei rifiuti in lista verde con allegato VII e pertanto le Autorità competenti potranno accettare i documenti di cui all’allegato VII in formato cartaceo fino alla fine del 2026. Al contrario, per le spedizioni dei rifiuti che necessitano della procedura di notifica non verrà concessa alcuna deroga e si dovrà impiegare il DIWASS a partire dal 21 maggio 2026.
In attesa dei documenti che la Commissione condividerà sul tema, anticipiamo sinteticamente di seguito le principali conclusioni del gruppo di lavoro e il verbale redatto da Recycling Europe (v. Allegato 1):
DIWASS
CLASSIFICAZIONE DEI RIFIUTI
ESPORTAZIONI VERSO PAESI NON OCSE
ESPORTAZIONI VERSO I PAESI OCSE
REQUISITI DI AUDIT
APPLICAZIONE DELLA NORMATIVA
NORME TRANSITORIE/PROCEDURA DI NOTIFICA
ALTRI ARGOMENTI
Sempre tema di spedizione dei rifiuti siamo ad informare che la Commissione europea ha pubblicato la decisione del 20 marzo 2026 n. 2026/681/Ue con la quale, secondo quanto previsto dal Regolamento 1157/2024, affida all'Ufficio europeo per la lotta antifrode (Olaf) i compiti ispettivi sui movimenti transfrontalieri dei rifiuti di natura complessa che potrebbero nascondere attività illegali e avere effetti negativi gravi sulla salute umana o sull'ambiente.
L’Olaf possiede le necessarie competenze per svolgere controlli, richiedere informazioni e acquisire documenti per contrastare le movimentazioni illegali di rifiuti. Nello svolgimento della sua attività, che comprende azioni investigative con una dimensione transfrontaliera riguardante almeno due Paesi, l'Olaf potrà accedere al DIWASS.
Si rimanda a successive comunicazioni per ulteriori aggiornamenti in materia.
Il CONAI ha reso noto che il Consiglio di amministrazione, a seguito del confronto continuo con il consorzio COREPLA e alla luce delle più recenti analisi disponibili, ha riesaminato il quadro economico e industriale della filiera del riciclo delle materie plastiche, che continua ad attraversare una fase di marcata incertezza.
CONAI ha quindi deciso di rinviare la decisione sulla rimodulazione del contributo ambientale delle singole fasce contributive degli imballaggi in plastica e sulla relativa decorrenza, nella riunione del CdA di maggio, quando sarà disponibile un quadro informativo più chiaro.
Nel contempo, in merito alle liste degli imballaggi in plastica, con l’obiettivo di incentivare quelli destinati esclusivamente al circuito Commercio&Industria per i quali esistono circuiti di raccolta e riciclo e/o di riutilizzo promossi direttamente dalle imprese, il Consiglio di amministrazione CONAI ha valutato positivamente l’inserimento nella fascia A1.1 di una nuova voce riservata a questi imballaggi, a condizione che tali flussi siano preventivamente e periodicamente verificati da CONAI e da COREPLA.
Una prima applicazione di questa nuova voce potrebbe essere rappresentata dai “Contenitori/fusti tipo KEG per bevande (ad es. birra)”, per le componenti effettivamente riciclate/riutilizzate.
Il file relativo alle liste aggiornate sarà disponibile nei prossimi giorni sul sito www.conai.org.
La notizia completa è consultabile sul sito di Conai al seguente link.
La Commissione europea ha avviato una call for evidence e una consultazione pubblica riguardanti il tema delle prospettive post-2030 per le energie rinnovabili.
Entrambe le iniziative, come anticipato nel Programma di Lavoro della Commissione 2026, mirano a contribuire alla definizione del quadro europeo per le energie rinnovabili nel prossimo decennio, con l’obiettivo di garantire che il settore supporti in modo efficace il raggiungimento del target di riduzione del 90% delle emissioni di gas serra entro il 2040, rafforzando competitività, sicurezza energetica e sostenibilità dell’UE.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/144/SAEC-EUR/FA del 30.03.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
La Commissione europea ha avviato un invito a presentare contributi (call for evidence) e una consultazione pubblica riguardanti il tema delle prospettive post-2030 per le energie rinnovabili.
Entrambe le iniziative, come anticipato nel Programma di Lavoro della Commissione 2026, mirano a contribuire alla definizione del quadro europeo per le energie rinnovabili nel prossimo decennio, con l’obiettivo di garantire che il settore supporti in modo efficace il raggiungimento del target di riduzione del 90% delle emissioni di gas serra entro il 2040, rafforzando competitività, sicurezza energetica e sostenibilità dell’UE.
In questo contesto, il settore dei rifiuti riveste un ruolo strategico, in quanto comprende attività che rappresentano contributi essenziali alla produzione di energia rinnovabile; è pertanto fondamentale che il futuro quadro post‑2030 riconosca e valorizzi pienamente il potenziale del settore, assicurando coerenza normativa e oneri proporzionati.
1. Per quanto riguarda il call for evidence, l’obiettivo è quello di raccogliere elementi utili per orientare le future politiche europee, assicurando un approvvigionamento energetico affidabile, competitivo e pienamente decarbonizzato per tutti gli utenti.
A riguardo FEAD ha predisposto una bozza di risposta (v. allegato 1), sulla quale invitiamo quanti interessati ad inviare eventuali contributi alla D.ssa Giulia Fano (g.fano@fise.org) entro il prossimo martedì 7 aprile 2026.
2. Per quanto riguarda invece la consultazione pubblica, la Commissione ha predisposto un questionario (v. allegato 2) finalizzato a raccogliere evidenze, dati e valutazioni su come promuovere ulteriormente le fonti rinnovabili; i contributi raccolti alimenteranno la preparazione della proposta legislativa sul quadro post‑2030, prevista entro la fine dell’anno e accompagnata da una valutazione d’impatto dedicata.
La consultazione si chiuderà il prossimo 12 giugno 2026. Invitiamo quanti interessati ad inviare le proprie risposte alla D.ssa Giulia Fano (g.fano@fise.org) entro il prossimo 27 aprile 2026, al fine di consentire un eventuale confronto interno e con FEAD prima di inviare il contributo alla Commissione.
Per qualsiasi ulteriore approfondimento, si rimanda al sito specifico della Commissione, qui.
Il MASE ha definito i Criteri Ambientali Minimi per l’affidamento del servizio di noleggio operativo e la fornitura di computer, monitor, tablet e smartphone nuovi e ricondizionati (CAM ICT) che, ai sensi del Codice degli appalti, le Amministrazioni pubbliche saranno tenute ad utilizzare a partire dal prossimo 24 maggio 2026 per la definizione dei bandi di gara relativi ad acquisto e noleggio di questa tipologia di beni.
Tra le varie caratteristiche che i mezzi informatici con cui la PA potrà approvvigionarsi viene richiamata una progettazione finalizzata alla semplificazione dei processi di disassemblaggio necessari alla riparazione, manutenzione, preparazione per il riutilizzo e riciclo. Importanti ai fini dell’aggiudicazione anche la resistenza alle cadute, la durata della batteria e il consumo energetico.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/143/SAEC-NOT/CS del 30.03.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha definito i Criteri Ambientali Minimi per l’affidamento del servizio di noleggio operativo e la fornitura di computer, monitor, tablet e smartphone nuovi e ricondizionati (CAM ICT) che, ai sensi del D.lgs. n. 36/2023 (cd. Codice degli appalti), le Amministrazioni pubbliche saranno tenute ad utilizzare per la definizione dei bandi di gara relativi ad acquisto e noleggio di questa tipologia di beni.
Nell’allegato del Decreto 11 marzo 2026 sono contenute le specifiche tecniche di sostenibilità che gli Enti dovranno inserire obbligatoriamente nella documentazione di gara a partire dal prossimo 24 maggio 2026. I prodotti coinvolti sono computer, monitor, tablet e smartphone nuovi e ricondizionati. Questi ultimi sono beni usati ceduti dal proprietario all'operatore economico che li ricondiziona e li rivende. Le gare pubbliche riguardano la fornitura o il noleggio operativo (affitto del materiale eventualmente con servizio manutenzione e riparazione e sostituzione periodica in caso di arrivo sul mercato di prodotti più aggiornati) e per ognuna di queste due tipologie di servizio il documento riporta le specifiche tecniche e i criteri premianti (non vincolanti ma che permettono il conseguimento di un migliore punteggio ai fini dell’aggiudicazione).
Tra le varie caratteristiche che i mezzi informatici con cui la PA potrà approvvigionarsi viene richiamata una progettazione finalizzata alla semplificazione dei processi di disassemblaggio necessari alla riparazione, manutenzione, preparazione per il riutilizzo e riciclo. Importanti ai fini dell’aggiudicazione anche la resistenza alle cadute, la durata della batteria e il consumo energetico.
Per maggiori informazioni si rimanda al testo del decreto allegato.
Il Comitato Nazionale dell’Albo Gestori Ambientali ha emanato la Deliberazione n. 1/2026 e la Circolare n. 2/2026 con cui ridefinisce al 30 giungo 2026 i termini dell’obbligo di presenza dei sistemi di geolocalizzazione sui mezzi adibiti al trasporto di rifiuti speciali pericolosi, per tener conto delle modifiche introdotte dalla conversione in Legge del DL Proroga Termini.
Il Comitato dell’Albo ha altresì emanato la Circolare n. 1/2026 per tener conto del parere del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in merito all’utilizzo di autovetture di categoria M1 nel trasporto di rifiuti in conto proprio stabilendo che esse non possono essere ricomprese nel parco veicolare delle imprese iscritte all’Albo nazionale gestori ambientali.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare2026/142/SAEC-ALB/LE del 30.03.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
A seguito della pubblicazione della Legge n. 26/2026 di conversione del DL proroga termini con la quale sono stati ridefiniti i termini dell’obbligo di presenza di sistemi di geolocalizzazione sui mezzi adibiti al trasporto di rifiuti speciali pericolosi (v. circolare Assoambiente n. 097/2026), il Comitato Nazionale dell’Albo Gestori Ambientali ha emanato le seguenti disposizioni che entreranno in vigore, entrambe, il 2 aprile 2026:
Il Comitato nazionale ha altresì affrontato un tema che negli ultimi anni ha generato numerose incertezze applicative, relativo all’utilizzo di autovetture di categoria M1 nel trasporto di rifiuti in conto proprio. Dopo aver acquisito il parere del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha emanato la Circolare n. 1 del 26 marzo 2026 che:
Nel rimanere a disposizione per ulteriori informazioni, si rinvia ai provvedimenti richiamati per ulteriori dettagli.
Si rende disponibile in allegato la Newsletter n. 259 del 30 marzo 2026.
Buona lettura.
L’Agenzia delle Entrate, con la risposta alla istanza di consulenza giuridica 17 marzo 2026, n. 6, ha precisato che l'aliquota IVA del 22% si applica solo alla specifica attività deposito dei rifiuti in discarica o avvio ad incenerimento senza recupero energetico.
Restano escluse le altre attività che rientrano nella definizione di "gestione dei rifiuti" (art. 183, lett. n) del D.lgs. n. 152/2006), tra cui quella di trasporto dei rifiuti, che rimangono soggetta alla aliquota IVA del 10%.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/141/SAEC-DIS/PE del 30.03.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
L’Agenzia delle Entrate, con la risposta alla istanza di consulenza giuridica 17 marzo 2026, n. 6, ha precisato che l'aliquota IVA del 22% si applica solo alla specifica attività deposito dei rifiuti in discarica o avvio ad incenerimento senza recupero energetico. Restano escluse le altre attività che rientrano nella definizione di "gestione dei rifiuti" (art. 183, lett. n) del D.lgs. n. 152/2006), tra cui quella di trasporto dei rifiuti, che rimangono soggetta alla aliquota IVA del 10%.
Si ricorda in merito che con la Legge n. 307/2024 (Legge Bilancio 2025) è stata introdotta una modifica
al DPR n. 633/1972 (Testo unico dell'IVA) tale per cui in relazione al punto numero 127-sexiesdecies) alla tabella A, parte III, del DPR 26 ottobre 1972, n. 633, veniva alzata al 22% l'aliquota dell'imposta - attualmente del 10% - unicamente per lo smaltimento dei rifiuti in discarica o per l'incenerimento senza recupero efficiente di energia mentre rimaneva ferma l'aliquota IVA del 10% per le altre operazioni di trattamento dei rifiuti urbani e speciali ivi previsti, nonché per le attività di gestione di impianti di fognatura e depurazione (v. circolare Assoambiente n. 018/2025).
Sempre in materia, l’Agenzia delle Entrate ricorda che in risposta all’interrogazione parlamentare n. 503851 (Comaroli), la Sottosegretaria per l'economia e le finanze, Albano, aveva ricordato che il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) aveva precisato che “l'esclusione dell'IVA agevolata interessa solo l'operazione di consegna dei rifiuti a un impianto di discarica e non anche la fase antecedente del trasporto che, non essendo espressamente prevista come esclusione dalla norma in esame, deve considerarsi rientrare nelle « prestazioni di gestione » con IVA agevolata” (v. circolare Assoambiente n. 200/2025).
In risposta al quesito, l’Agenzia delle Entrate ribadisce quindi che l'azione del trasporto dei rifiuti sopra menzionati qualora diretta a qualsiasi operazione di gestione rifiuti, come anche il conferimento diretti a impianto di discarica o di incenerimento senza recupero di energia applica l'aliquota agevolata IVA.
Per ulteriori informazioni si rimanda al documento dell’Agenzia delle Entrate, disponibile qui.
In risposta ad interpello presentato da un Comune della provincia di Vicenza sulla qualificazione e computabilità dei rifiuti urbani prodotti da utenze non domestiche e conferiti al di fuori del servizio pubblico il MASE ha risposto che tali rifiuti conservano tale qualifica anche se conferiti al di fuori del servizio pubblico di raccolta, concorrono sia alla produzione complessiva dei rifiuti urbani sia al raggiungimento degli obiettivi di riciclaggio e sono considerati urbani anche ai fini del sistema di tracciabilità.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/140/SAEC-NOT/LE del 27.03.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Il MASE ha risposto (prot. 59566 del 18 marzo 2026) ad un interpello avanzato dal Comune di Cartigliano in provincia di Vicenza (prot. n. 0291797 del 19 dicembre 2025) con cui venivano chiesti chiarimenti finalizzati a sapere se:
Al riguardo, in risposta all’interpello, il MASE - con puntuale ricostruzione normativa delle modifiche introdotte dalla Direttiva (UE) 2018/851 - recepite nel nostro ordinamento con il D.lgs. n. 116/2021 - che hanno portato all’introduzione di una nuova definizione di rifiuti urbani che ha superato il concetto di assimilazione dei rifiuti speciali agli urbani - ha chiarito:
Per ogni approfondimento si rinvia alla domanda di interpello e alla risposta del MASE.
Pubblicata la Legge 11 marzo 2026, n. 34 che introduce un insieme coordinato di misure volte a rafforzare la competitività delle PMI, favorendone crescita e aggregazione.
In particolare, incentiva le reti d’impresa tramite benefici fiscali sugli utili reinvestiti e promuove nuove forme organizzative come le centrali consortili. Sul piano finanziario, amplia gli strumenti di accesso al credito, anche con soluzioni innovative alternative al canale bancario. Interviene inoltre sulla continuità aziendale, potenziando il fondo per imprese in difficoltà e marchi storici.
Prevede misure per il ricambio generazionale, collegando l’uscita graduale dei lavoratori senior all’assunzione di giovani. Introduce semplificazioni amministrative e riduzioni di costi operativi. Infine, delega il Governo a riordinare la disciplina delle PMI innovative e interviene sulla tutela della reputazione digitale.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/139/SAEC-NOT/NA del 27.03.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Informiamo che stata pubblicata la Legge 11 marzo 2026, n. 34, recante disposizioni per la promozione e lo sviluppo delle piccole e medie imprese (G.U. n. 68 del 23.03.2026) che entrerà in vigore dal 7 aprile 2026.
La Legge si configura come un intervento organico volto a rafforzare la competitività del sistema produttivo nazionale, con particolare riferimento al tessuto imprenditoriale di minori dimensioni. L’impianto normativo si articola in una pluralità di misure eterogenee, accomunate dall’obiettivo di favorire processi di crescita dimensionale, migliorare l’accesso alle risorse finanziarie e ridurre gli oneri amministrativi.
In primo luogo, assume rilievo la disciplina di incentivazione delle reti d’impresa, attraverso la previsione di un regime di sospensione d’imposta sugli utili destinati alla realizzazione di programmi comuni. Tale misura, applicabile nel triennio 2026–2028 entro determinati limiti quantitativi, è finalizzata a promuovere forme stabili di cooperazione tra imprese, favorendo l’integrazione delle rispettive capacità produttive e l’incremento della competitività sui mercati.
La Legge introduce e disciplina nuove forme di aggregazione imprenditoriale, tra cui le cosiddette centrali consortili, configurate quali soggetti mutualistici deputati al coordinamento e allo sviluppo delle attività delle imprese aderenti. L’intervento si inserisce nel più ampio disegno di rafforzamento delle filiere produttive, consentendo alle PMI di operare con maggiore massa critica pur preservando la propria autonomia giuridica.
Sotto il profilo finanziario, la Legge reca disposizioni volte a migliorare l’accesso al credito, anche mediante il conferimento di deleghe al Governo per la riforma del sistema dei confidi e l’introduzione di strumenti innovativi di finanziamento. Tra questi, si segnalano la possibilità di operazioni di cartolarizzazione aventi ad oggetto crediti anche futuri e la valorizzazione delle rimanenze di magazzino quale garanzia finanziaria. Tali misure mirano a diversificare le fonti di finanziamento e a ridurre la dipendenza dal canale bancario tradizionale.
Particolare attenzione è dedicata ai profili di continuità aziendale e salvaguardia del tessuto produttivo, attraverso il rafforzamento del fondo destinato al sostegno delle imprese in difficoltà e alla tutela dei marchi storici di interesse nazionale. L’intervento consente di supportare operazioni di ristrutturazione, rilancio e trasferimento d’azienda, anche nell’ottica di preservare asset produttivi strategici.
In materia di lavoro, la legge introduce misure finalizzate a favorire il ricambio generazionale, prevedendo meccanismi di riduzione dell’orario lavorativo per i dipendenti prossimi al pensionamento, subordinati all’assunzione di lavoratori più giovani. Tale impostazione intende coniugare esigenze di sostenibilità occupazionale con la trasmissione delle competenze all’interno delle imprese.
Per quanto concerne la semplificazione, sono previste disposizioni di alleggerimento degli adempimenti amministrativi, in particolare in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, anche mediante l’adozione di modelli standardizzati e strumenti formativi innovativi. A ciò si affiancano interventi di riduzione dei costi operativi, tra cui l’esclusione di specifici obblighi assicurativi per talune categorie di mezzi utilizzati esclusivamente in ambito privato o produttivo.
La legge contempla inoltre una serie di interventi settoriali e misure di sistema, tra cui il riordino della disciplina delle start-up e delle PMI innovative (mediante delega legislativa) e l’introduzione di disposizioni volte a garantire la trasparenza e l’affidabilità delle recensioni online, con effetti rilevanti in termini di tutela della reputazione commerciale. Una parte significativa delle disposizioni è demandata a successivi decreti attuativi.
In allegato il provvedimento e una nota di sintesi delle disposizioni in esso riportate.
Presentate lo scorso 26 marzo le migliori azioni italiane della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti (SERR) 2025 realizzata lo scorso novembre. L’evento si è tenuto presso la Sala Conferenze di Europa Experience – David Sassoli. Lucia Cuffaro, conduttrice televisiva dell’eco-rubrica Unomattina in Famiglia, ha presentato la cerimonia dando voce ai protagonisti.
La campagna europea riunisce in un’unica settimana di fine novembre le azioni di associazioni, imprese, cittadini, scuole e amministrazioni pubbliche d’Europa che rispondono ad una call to action per la riduzione dei rifiuti prodotti. L’edizione 2025 della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti ha puntato i riflettori sui RAEE.
Al centro della campagna c’è l’obiettivo di potenziare la filiera del riciclo per recuperare materie prime critiche e limitare la dispersione di sostanze pericolose. Migliorare la gestione dei dispositivi elettrici ed elettronici non è solo un passo verso l’economia circolare, ma un obiettivo per rafforzare l’autonomia dell’Unione Europea.
Le azioni vincitrici italiane dell’edizione 2025 sono:
Anche per questa edizione l’Italia ha avuto l’opportunità di scegliere cinque azioni candidate dirette alle premiazioni europee, che hanno ricevuto il riconoscimento dal Consorzio CONAI.
Tutte le 10 azioni concorreranno alle premiazioni europee, organizzate per giugno 2026 a Bruxelles.
In allegato il Comunicato stampa e disponibile il PRESS KIT
IL FOCUS TEMATICO PER L’EDIZIONE 2026 DELLA SERR È “USO RESPONSABILE DELLE RISORSE. PROGETTA MEGLIO, ACQUISTA CONSAPEVOLE, RIDUCI GLI SPRECHI”.
CON LO SLOGAN “SCEGLI IL FUTURO”
In data 24 marzo 2026 ARERA ha adottato la Delibera 93/2026/R/rif “Differimento dei termini per l’invio dei dati in materia di qualità contrattuale e tecnica del servizio di gestione dei rifiuti urbani, relativa all’anno 2025”.
L’Autorità ha differito il termine ultimo per la trasmissione dei dati e delle informazioni di cui all’articolo 58, comma 1 e 2 del TQRIF al 15 maggio 2026 ed ha ribadito che la comunicazione dei dati e delle informazioni debba avvenire in via esclusiva tramite l’apposita piattaforma online, secondo le modalità operative illustrate nelle relative istruzioni di compilazione rese disponibili sul sito dell’Autorità.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/138/SAEC-ARE/CC del 27.03.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
In data 24 marzo 2026 ARERA ha adottato la Delibera 93/2026/R/rif “Differimento dei termini per l’invio dei dati in materia di qualità contrattuale e tecnica del servizio di gestione dei rifiuti urbani, relativa all’anno 2025”.
L’Autorità ha ritenuto che “la raccolta dati per l’anno civile 2025, avviata in data 10 febbraio 2026, per effetto delle modifiche introdotte dalla richiamata deliberazione 374/2025/R/rif, presenta alcuni profili di novità, con particolare riferimento al coinvolgimento degli ETC nell’attività di validazione dei dati e delle informazioni trasmesse dai gestori, nonché negli obblighi di comunicazione all’Autorità”.
Inoltre, l’Autorità ha fatto presente che “con comunicazione del 25 febbraio 2026, ANEA ha richiesto un differimento del termine del 31 marzo 2026, in ragione delle possibili criticità operative per la validazione da parte degli ETC dei dati degli indicatori di qualità relativi ad ambiti tariffari ove siano applicati standard generali di qualità, qualora inviati dai gestori a ridosso del termine”.
L’Autorità ha pertanto differito il termine ultimo per la trasmissione dei dati e delle informazioni di cui all’articolo 58, comma 1 e 2 del TQRIF al 15 maggio 2026 ed ha ribadito che la comunicazione dei dati e delle informazioni debba avvenire in via esclusiva tramite l’apposita piattaforma online, secondo le modalità operative illustrate nelle relative istruzioni di compilazione rese disponibili sul sito dell’Autorità.
Per maggiori informazioni si rimanda al testo della Delibera in allegato.
La Commissione Europea ha lanciato un questionario tecnico, volto a raccogliere dati per contribuire ad uno studio dedicato alla presenza dei PFAS nei rifiuti, che si chiuderà il prossimo 10 aprile 2026.
Per quanto di interesse, si informa che FEAD è stata direttamente invitata a contribuire allo studio dal consorzio di consulenti incaricati dalla Direzione Ambiente della Commissione Europea (DG ENV) che si occuperà di redigerlo.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/137/SAEC-EUR/FA del 27.03.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
La Commissione Europea ha avviato un questionario tecnico, volto a raccogliere dati per contribuire ad uno studio dedicato alla presenza dei PFAS nei rifiuti, che si chiuderà il prossimo 10 aprile 2026.
Si ricorda che i PFAS sono sostanze chimiche altamente persistenti, ampiamente utilizzate in prodotti industriali e di consumo. La loro resistenza alla degradazione e la capacità di accumularsi nell’ambiente e negli organismi pongono rilevanti criticità ambientali e sanitarie, rendendo urgente una migliore gestione dei flussi di rifiuti che li contengono.
Per quanto di interesse, si informa che FEAD è stata direttamente invitata a contribuire allo studio dal consorzio di consulenti incaricati dalla Direzione Ambiente della Commissione Europea (DG ENV) che si occuperà di redigerlo. Lo studio avrà il fine di:
Per supportare questo lavoro, è stato avviato il questionario di cui sopra volto a raccogliere dati e informazioni su: mappatura dei PFAS nei rifiuti, regolamentazione vigente, standard applicati, esigenze di monitoraggio, metodi analitici e capacità di laboratorio.
Il questionario è disponibile qui e in allegato si condivide il documento con alcune risposte proposte da FEAD.
Invitiamo quanti interessati ad inviare alla D.ssa Giulia Fano (g.fano@fise.org), entro il prossimo 3 aprile 2026, osservazioni e integrazioni sull’allegato, al fine di contribuire all’invio all’UE di dati ed elementi specifici nazionali.
Il Consiglio di Stato si è espresso sul perimetro della “privativa comunale”, cioè sull’esclusiva in capo al Comune (o all'impresa affidataria) della gestione integrata dei rifiuti urbani, andando così a sistematizzare il quadro normativo in materia.
Nella sentenza è stato evidenziato che la Pubblica Amministrazione non può impedire alle imprese di raccogliere rifiuti urbani da privati per destinarli a recupero, ferma restando la legittimità di procedere a controlli su attività ed impianti.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/136/SAEC-GIU/CS del 26.03.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 1976 dell’11 marzo 2026, si è espresso sul perimetro della “privativa comunale”, cioè sull’esclusiva in capo al Comune (o all'impresa affidataria) della gestione integrata dei rifiuti urbani.
Nella sentenza è stato evidenziato che la Pubblica Amministrazione non può impedire alle imprese di raccogliere rifiuti urbani da privati per destinarli a recupero, ferma restando la legittimità di procedere a controlli su attività ed impianti. A sostegno di ciò i Giudici hanno affermato che "il Codice dell'ambiente assoggetta a privativa (comunale) esclusivamente la gestione dei rifiuti destinati allo smaltimento (cfr. articolo 198, D.Lgs. 152/2006), non anche l'esercizio delle attività di trattamento e recupero dei rifiuti che è, invece, affidata al rispetto del principio di libera concorrenza".
In ragione di quanto sopra riportato, i Giudici hanno stabilito che un provvedimento amministrativo che vieta ad un impianto di recupero rifiuti in libera concorrenza di ricevere gli scarti da utenze domestiche se non attraverso il gestore del servizio pubblico è da considerarsi illegittimo, in considerazione del fatto che si tratta di un’attività che rientra nel regime di libero mercato. Ad ogni modo l'Amministrazione pubblica potrà comunque effettuare i necessari controlli sulle attività dell'impianto aventi ad oggetto i rifiuti non destinati a recupero ma a smaltimento.
Per maggiori informazioni si rimanda al testo della sentenza allegato.
Pubblicata la legge di delegazione europea 2025 (Legge 17 marzo 2026, n. 36) che delega il Governo ad adottare, secondo i termini, le procedure, i principi e i criteri direttivi di cui alle normative europee, i decreti legislativi per l'attuazione e il recepimento degli atti dell'Unione europea di cui agli articoli da 3 a 19 della legge stessa.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/135/SAEC-NOT/CS del 26.03.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Sulla Gazzetta Ufficiale n° 70 del 25 marzo 2026 è stata pubblicata Legge 17 marzo 2026, n. 36 recante la delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea (cd. Legge di delegazione europea 2025) che delega il Governo ad adottare, secondo i termini, le procedure, i principi e i criteri direttivi di cui alle normative europee, i decreti legislativi per l'attuazione e il recepimento degli atti dell'UE di cui agli articoli da 3 a 19 della legge stessa. Gli schemi dei decreti legislativi dovranno poi essere trasmessi, dopo l'acquisizione degli altri pareri previsti dalla legge, alla Camera e al Senato per l’espressione dei pareri dei competenti organi parlamentari.
Di seguito si riportano i provvedimenti di maggiore interesse per le aziende associate su cui il Governo dovrà iniziare a lavorare:
Nell’Allegato A del provvedimento è riportato l’elenco delle direttive che, ai fini del loro recepimento, non necessitano di specifici principi o criteri di delega. In particolare si evidenziano:
Per maggiori informazioni si rimanda al testo della Legge di delegazione in allegato.
Pubblicata sul sito UNI la Prassi di riferimento (PdR) 191:2026 che definisce le linee guida per la codifica dei criteri di qualità delle terre da coltivo ottenute dal recupero di rifiuti terrosi mediante tecnologie di risanamento biologico sviluppate sia presso gli impianti di recupero (modalità ex situ) sia direttamente presso il cantiere di bonifica (modalità on site).
L’esigenza della PdR nasce dall’analisi del contesto nazionale ed europeo: l’inquinamento del suolo rappresenta una minaccia per gli ecosistemi e per i servizi ecosistemici fondamentali, tra cui l’approvvigionamento idrico, la produzione agroalimentare e la regolazione del clima.
Sebbene il riciclo dei terreni in Europa sia in aumento, il consumo di suolo supera ancora il recupero: secondo i dati satellitari Copernico la percentuale di terra rigenerata nei Paesi UE è passata da un valore compreso tra il 2,0% e il 2,2% (1990-2000) a uno compreso tra il 2,7% e il 2,9% (2006-2012) e il consumo di suolo in Italia continua a crescere.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/134/SAEC-NOT/PE del 26.03.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Pubblicata sul sito UNI la Prassi di riferimento (PdR) 191:2026 che definisce le linee guida per la codifica dei criteri di qualità delle terre da coltivo ottenute dal recupero di rifiuti terrosi mediante tecnologie di risanamento biologico sviluppate sia presso gli impianti di recupero (modalità ex situ) sia direttamente presso il cantiere di bonifica (modalità on site).
Le terre da coltivo possono derivare dal riciclo di terreni contaminati trattati mediante processi biologici o da altre filiere industriali dedicate a processi che hanno lo scopo di ottimizzare le caratteristiche vegetative del terreno.
La prassi si applica ai rifiuti terrosi con caratteristiche idonee alla creazione e alla gestione di sistemi ecologici naturali o antropici e definisce i criteri di qualità tecnici applicabili alle terre da coltivo, nonché gli specifici protocolli di valutazione degli impatti complessivi sull’ambiente e sulla salute umana generati dagli utilizzi specifici delle terre da coltivo. Inquadra inoltre tali prodotti all’interno del Regolamento (CE) n. 1907/2006 (cd. REACH).
La valutazione di conformità del prodotto ai requisiti della presente prassi può essere effettuata da:
Qualora l’organizzazione intenda effettuare una valutazione di conformità di prima parte, quest'ultima deve essere conforme alla UNI CEI EN ISO/IEC 17050. Quando l’organizzazione e l’utilizzatore/acquirente del prodotto concordano di effettuare una valutazione di conformità di seconda parte, quest'ultima deve essere effettuata in conformità a criteri condivisi tra le parti. Qualora infine l’organizzazione intenda ottenere una certificazione (valutazione della conformità di terza parte), si applicano i criteri riportati nell’Appendice A.
Per maggiori informazioni si rimanda alla PdR disponibile qui.
Con Decreto Direttoriale n. 98/2026 sono stati definiti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti i requisiti costruttivi e funzionali delle macchine operatrici idonee alla manutenzione delle strade e alla raccolta e allo scarico dei rifiuti solidi urbani.
La nuova disciplina stabilisce che le macchine operatrici dotate di moduli operativi per la manutenzione stradale, se rispondono alle caratteristiche e alle prescrizioni tecniche – anche in materia di revisione periodica - previste per i veicoli a motore per il trasporto di merci con massa compresa tra 3,5 e 12 tonnellate (categoria internazionale N2), possono essere ritenute idonee anche per la raccolta dei rifiuti.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/133/SAEC-NOT/LE del 26.03.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Definiti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) - Direzione Generale per la Motorizzazione, con Decreto direttoriale n. 98 del 3 marzo 2026, i requisiti costruttivi e funzionali delle macchine operatrici idonee alla manutenzione delle strade e alla raccolta e allo scarico dei rifiuti solidi urbani.
La disciplina è stata adottata per integrare l’attuale disciplina (Decreto Ministero trasporti n. 277/2001) e rispondere alle nuove esigenze delle attività che "svolgono un'attività operativa specifica e funzionale all'erogazione di un servizio pubblico essenziale".
Secondo quanto disposto nel DD n. 98/2026, le macchine operatrici dotate di moduli operativi per la manutenzione stradale, se rispondono alle caratteristiche e alle prescrizioni tecniche – anche in materia di revisione periodica - previste per i veicoli a motore per il trasporto di merci con massa compresa tra 3,5 e 12 tonnellate (categoria internazionale N2), possono essere ritenute idonee anche per la raccolta dei rifiuti.
Trattasi, più nel dettaglio, dei macchinari a carrozzeria permanente con attrezzature per il lavaggio e la sanificazione del manto stradale, sistemi di aspirazione o sistemi di disinfezione dei contenitori di rifiuti, che sono idonei anche al carico e allo scarico dei rifiuti (vasche di raccolta, mini-compattatori e costipatori installati sui veicoli per la raccolta porta a porta circolanti nelle strade strette).
Il decreto direttoriale precisa altresì che le macchine operatrici per la manutenzione delle strade e idonee alla raccolta e allo scarico dei rifiuti solidi urbani:
Per ogni approfondimento si rinvia al Decreto direttoriale in oggetto, disponibile qui.
E’ ripartito dal Piemonte il viaggio per la sostenibilità di ASSOAMBIENTE con l’edizione 2026 di Impianti Aperti on the road, la campagna di sensibilizzazione che promuove la conoscenza delle infrastrutture industriali necessarie per una corretta e sostenibile gestione dei rifiuti.
La prima tappa si è svolta il 20 marzo all’interno del rinnovato e ampliato impianto Autodemolizione Pollini a Lombardore, in provincia di Torino, che gestisce veicoli fuori uso. L’iniziativa ha previsto la visita guidata all’impianto, la presentazione del “Progetto Pollini’s Future” e un momento di approfondimento e confronto dedicato al tema “La gestione delle batterie da trazione nei centri di raccolta dei veicoli fuori uso”, cui hanno preso parte alcuni tra i principali attori della filiera.
A introdurre i lavori, il saluto con video messaggio del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin che ha evidenziato come “‘Impianti Aperti’, patrocinata dal MASE, consenta a cittadini, studenti e istituzioni di toccare con mano un lavoro di grande utilità; è un'opportunità per trasmettere cultura e consapevolezza delle grandi sfide che abbiamo di fronte, perché l'economia circolare si costruisce sul territorio, tra le persone e tra le imprese. Il Governo va avanti ogni giorno con grande impegno sul fronte dell'economia circolare, anche attraverso gli importanti stanziamenti del PNRR per costruire nuovi impianti di gestione del rifiuto, a difesa del modello italiano".
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Il MASE ha pubblicato il decreto direttoriale 12 febbraio 2026, n. 13 recante la programmazione per il 2026 delle attività legate alla definizione di nuovi Criteri ambientali minimi (CAM), gli obblighi "green" che devono essere contenuti negli appalti pubblici di determinati beni e servizi, nonché all’aggiornamento di quelli esistenti.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/132/SAEC-NOT/CS del 25.03.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha pubblicato il decreto direttoriale 12 febbraio 2026, n. 13 recante la programmazione per il 2026 delle attività legate alla definizione di nuovi Criteri Ambientali Minimi (CAM), gli obblighi "green" che devono essere contenuti negli appalti pubblici di determinati beni e servizi, nonché all’aggiornamento di quelli esistenti.
In particolare nel 2026 il Ministero prevede di avviare l’istruttoria per l’aggiornamento dei CAM vigenti relativi a:
Nel 2026, in continuità con i lavori avviati già nel 2025, proseguirà l’istruttoria per l’aggiornamento dei CAM vigenti relativi a:
Infine, proseguiranno i lavori per la definizione di CAM completamente nuovi e relativi all'affidamento del servizio di disinfestazione e derattizzazione e di trasporto pubblico locale.
Per maggiori informazioni si rimanda al testo del decreto allegato.
Pubblichiamo il N.1 di marzo 2026 di “ASSOAMBIENTE INFORMA” - Aggiornamento attività associativa di Assoambiente“: i dettagli sui principali temi in esame, i provvedimenti legislativi in discussione a livello parlamentare e gli eventi di possibile interesse.
Buona lettura.
È stato pubblicato il Regolamento (UE) 2026/667 (GUUE del 18.3.2026) recante la modifica della normativa riguardante il traguardo climatico intermedio dell’UE per il 2040 e in vigore dal 7 aprile 2026 e direttamente applicabile in tutti gli Stati membri.
Si ricorda che la normativa europea sul clima è contenuta nel Regolamento (UE) 2021/1119 e fornisce la base giuridica per le politiche climatiche a lungo termine dell'UE, in linea con l'accordo di Parigi. Questa stabilisce l’obiettivo vincolante di neutralità climatica entro il 2050 per tutti i settori dell'economia e un obiettivo di riduzione delle emissioni nette di almeno il 55% entro il 2030.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/131/SAEC-EUR/FA del 25.03.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
È stato pubblicato il Regolamento (UE) 2026/667 recante la modifica della normativa riguardante il traguardo climatico intermedio dell’UE per il 2040 (GUUE del 18.3.2026), in vigore dal 7 aprile 2026 e direttamente applicabile in tutti gli Stati membri.
Si ricorda che la normativa europea sul clima è contenuta nel Regolamento (UE) 2021/1119 e fornisce la base giuridica per le politiche climatiche a lungo termine dell'UE, in linea con l'accordo di Parigi. Questa stabilisce l’obiettivo vincolante di neutralità climatica entro il 2050 per tutti i settori dell'economia e un obiettivo di riduzione delle emissioni nette di almeno il 55% entro il 2030.
La modifica introdotta dal nuovo Regolamento stabilisce un traguardo climatico intermedio vincolante per il 2040, il quale consiste in una riduzione netta delle emissioni di gas a effetto serra (emissioni al netto degli assorbimenti) del 90% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2040, al fine di conseguire l’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050 e orientare la revisione della legislazione post‑2030 definendo i principi che guideranno le future proposte della Commissione.
Nello specifico viene stabilito che la legislazione esistente sarà riesaminata e la Commissione potrà proporre nuove misure basate su valutazioni d’impatto. È previsto infatti un riesame biennale: la Commissione valuterà l’efficacia delle misure alla luce degli sviluppi scientifici e tecnologici, dell’andamento dei prezzi dell’energia, degli assorbimenti netti e dell’uso dei crediti internazionali. Se necessario, proporrà ulteriori revisioni o misure aggiuntive per sostenere la competitività e la prosperità a lungo termine dell’UE.
Si segnala inoltre che la norma prevede la possibilità per gli Stati membri di utilizzare una quota di crediti internazionali di alta qualità per compensare una parte delle emissioni. Nello specifico, dal 2036, potranno essere usati fino a un massimo del 5% delle emissioni nette del 1990, al fine di mantenere un approccio ambizioso ma economicamente sostenibile.
Il Regolamento rinvia infine al 2028 l’entrata in piena operatività dell’ETS2 (edilizia, trasporto stradale e i settori a loro collegati), così da garantire una transizione più graduale.
Per ulteriori informazioni si rimanda al Regolamento, in allegato alla presente.
Si rende disponibile in allegato la Newsletter n. 258 del 23 marzo 2026.
Buona lettura.
Il prossimo 8 aprile 2026 si terranno a Bari, presso il Teatro Piccinni, gli “Stati Generali dell’Ambiente in Puglia”, iniziativa organizzata da Ricicla TV, di cui il Assoambiente è sponsor.
L’evento rappresenta un importante momento di confronto tra istituzioni, imprese e operatori del settore sui temi della sostenibilità ambientale, con particolare riferimento alla gestione dei rifiuti, alla transizione energetica e all’uso efficiente delle risorse.
L’iniziativa si inserisce in un percorso nazionale volto a favorire il dialogo tra i principali stakeholder e a promuovere strategie condivise per la transizione ecologica e il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione.
La partecipazione è gratuita, potete scaricare il biglietto cliccando qui.
Per maggiori informazioni e per consultare il programma dell’evento, in cui è previsto anche intervento Assoambiente, è possibile visitare il sito dedicato di Ricicla TV.
La Corte di Cassazione con sentenza n. 5357 del 10 febbraio 2026 ha confermato la responsabilità amministrativa di un'azienda ai sensi del D.lgs. n. 231/2001 per un infortunio sul lavoro causato dalla rimozione delle protezioni antinfortunistiche.
La Corte ha stabilito che anche se motivata dalla volontà di evitare fermi produttivi, la rimozione delle protezioni antinfortunistiche da parte dei preposti configura reato e genera responsabilità amministrativa dell’ente ai sensi del D.lgs. n. 231/2001, in quanto la condotta produce un vantaggio indiretto per la società.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/130/SAEC-GIU/CC del 24.03.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
La Corte di Cassazione con sentenza n. 5357 del 10 febbraio 2026 ha confermato la responsabilità amministrativa di un'azienda ai sensi del D.lgs. n. 231/2001 per un infortunio sul lavoro causato dalla rimozione delle protezioni antinfortunistiche.
La Corte ha stabilito che anche se motivata dalla volontà di evitare fermi produttivi, la rimozione delle protezioni antinfortunistiche da parte dei preposti configura reato e genera responsabilità amministrativa dell’ente ai sensi del D.lgs. n. 231/2001, in quanto la condotta produce un vantaggio indiretto per la società.
Dunque, in caso di infortunio sul lavoro, l'impresa risponde ai sensi della disciplina 231 anche se solo uno tra i soggetti dell'azienda responsabili del reato di lesioni ha agito nell'interesse o a vantaggio dell'Ente.
La Corte ha ribadito che “l'illecito dell'ente è strutturato su una fattispecie complessa costituita sul piano oggettivo da tre elementi essenziali: la realizzazione di un reato, integrato nei suoi estremi oggettivi e soggettivi, da parte di una persona che abbia un rapporto qualificato con l'ente e la commissione del reato nell'interesse o a vantaggio dell'ente stesso (art. 5 D.lgs. n. 231/2001). A questi elementi si aggiunge l'elemento soggettivo della colpa di organizzazione, diversamente connotato a seconda che il reato presupposto sia stato commesso da un soggetto in posizione apicale o sottoposto all'altrui vigilanza e direzione”.
La Corte ha poi chiarito l’alternatività esistente fra questi elementi “non essendo richiesto dalla disposizione in esame, ai fini della responsabilità dell'ente, che l'aver agito nell'interesse dell'ente o l'aver procurato un vantaggio al medesimo concorrano”.
Infine, in merito ai soggetti responsabili del reato, la Corte ha ribadito che “non è richiesto che, in caso di plurime imputazioni del medesimo infortunio, sia accertato per ciascuno degli imputati il rapporto di connessione tra la loro responsabilità penale e l’ente, essendo sufficiente che tale relazione sussista con riguardo a un singolo autore del reato”.
Per maggiori informazioni si rimanda al testo della sentenza in allegato.
Il Consiglio di Stato, con sentenza n. 1480 del 24/02/2026 si è pronunciato su un ricorso proposto da una impresa seconda classificata che aveva impugnato l’aggiudicazione del servizio di gestione rifiuti perché, nel procedimento di verifica dell'offerta, la prima classificata aveva omesso di indicare la remunerazione del capitale secondo il criterio previsto nel metodo tariffario di ARERA valido per il secondo periodo regolatorio (c.d. MTR-2).
Secondo il Consiglio di Stato lo scopo dei criteri contenuti nelle delibere ARERA non può essere individuato nella finalità di disciplinare la verifica dell’anomalia delle offerte nelle diverse gare di appalto via via indette dall’Amministrazione.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/129/SAEC-GIU/CC del 24.03.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Il Consiglio di Stato, con sentenza n. 1480 del 24/02/2026 si è pronunciato su un ricorso proposto da una impresa seconda classificata che aveva impugnato l’aggiudicazione del servizio di gestione rifiuti perché, nel procedimento di verifica dell'offerta, la prima classificata aveva omesso di indicare la remunerazione del capitale secondo il criterio previsto nel metodo tariffario di ARERA valido per il secondo periodo regolatorio (c.d. MTR-2).
Secondo il Consiglio di Stato lo scopo dei criteri contenuti nelle delibere ARERA “non può essere individuato nella finalità di disciplinare la verifica dell’anomalia delle offerte nelle diverse gare di appalto via via indette dall’Amministrazione, bensì nell’obiettivo, del tutto differente, di fornire all’Amministrazione stessa una indicazione sulle tariffe da applicare in relazione alla TARI, e, dunque, al corrispettivo che cittadini e imprese saranno tenuti a pagare per il servizio rifiuti”.
Il Consiglio di Stato ha ritenuto corretta la valutazione del Comune e ha confermato l'aggiudicazione del servizio.
Pertanto, i criteri previsti nel metodo tariffario di ARERA, contenuti negli MTR applicabili ai diversi periodi di regolazione, non devono essere utilizzati dalla stazione appaltante per la verifica dell'anomalia dell'offerta presentata nelle gare per l'affidamento del servizio.
Per maggiori informazioni si rimanda al testo della sentenza in allegato.
Il Ministero dell'Ambiente ha risposto ad un interpello avanzato dalla Provincia di Como con cui venivano chiesti chiarimenti interpretativi sulla normativa applicabile al recupero degli inerti.
In particolare è stato chiesto il punto di vista del MASE su due distinte fattispecie di recupero relativamente all’uso come recupero ambientale, di cui al decreto 5 febbraio 98, e all’applicabilità del D.lgs. 117/2008 relativo alla gestione dei rifiuti delle industrie estrattive a rifiuti derivanti da materiali di cava estratti da un sito diverso da quello di lavorazione.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/128/SAEC-NOT/CS del 24.03.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha risposto ad un interpello avanzato dalla Provincia di Como con cui venivano chiesti chiarimenti interpretativi sulla normativa applicabile al recupero degli inerti.
In particolare il quesito riguarda due distinte fattispecie di recupero:
Il MASE, con la sua risposta n. 46989, fornisce un quadro normativo relativo alla disciplina sull’End of Waste e si sofferma sulle attività di recupero in procedura semplificata di cui al DM 5 febbraio 1998 (Allegato, punto 7.1.3), che prevedono l'utilizzo del materiale derivante dal trattamento di rifiuti inerti per recuperi ambientali. Il Ministero chiarisce che l'utilizzo di rifiuti inerti ai fini del recupero ambientale di cui al DM 5 febbraio 1998 è subordinato al rispetto dei criteri di trattamento fissati dal decreto Eow inerti (DM 127/2024) sulla base delle condizioni previste dal DM 5 febbraio 1998 relativamente ai limiti quantitativi, ai valori limite per le emissioni e alle norme tecniche. Inoltre sottolinea come anche l’articolo 184-ter, comma 3, del D.lgs. n. 152/2006 stabilisce che, solo in assenza di criteri specifici disciplinati a livello comunitario o nazionale, continuano ad applicarsi le disposizioni di cui al DM 5 febbraio 1998 nella sua interezza.
Relativamente alla seconda domanda il Ministero ribadisce che sono rifiuti di estrazione ai sensi del D.lgs. n. 117/2008 anche quelli derivanti da materiali di cava estratti da un sito diverso da quello di lavorazione.Ma solo se gli impianti di trattamento sono a servizio esclusivo del ciclo estrattivo e quindi gestiti dallo stesso soggetto legittimato all'attività estrattiva.
Per maggiori informazioni si rimanda ai testi dell’interpello e della risposta del MASE
GSA, Recycling Industry, Eco dalle Città, Alternativa Sostenibile
Nell'ambito dei Circular Talks ASSOAMBIENTE, si terrà il 25 marzo ore 14.00 il webinar dal titolo “VERSO IL DIWASS: COSA DEVONO ASPETTARSI GLI OPERATORI DAL 21 MAGGIO 2026”. Il webinar è organizzato in collaborazione con INNOVANDO.
Tema del webinar
L’art. 27 del nuovo Regolamento (UE) 1157/2024, in vigore dal 2006ha introdotto modalità innovative per lo scambio dei documenti e delle informazioni relative alle spedizioni di rifiuti: dal 21 maggio 2026 si passerà ad un sistema digitale centralizzato per lo scambio di informazioni: il DIWASS – Digital Waste Shipment System. Entro il 3 febbraio 2026, le Autorità competenti degli Stati membri sono tenute a comunicare alla Commissione le modalità con cui intendono accedere al sistema centrale e consentirne l’utilizzo agli operatori economici. A livello nazionale le Autorità competenti sono individuate nelle Regioni o nelle Province e, allo stato attuale, non esiste un sistema digitale unico a livello nazionale per la trasmissione dei documenti e delle informazioni relative alle procedure di notifica. È quindi verosimile che l’accesso al sistema centrale europeo avvenga secondo modalità differenti tra operatori che operano in Regioni o Province anche geograficamente contigue. Al fine di favorire una transizione efficace, nonché un confronto strutturato tra imprese e autorità competenti in vista della prossima scadenza del 21 maggio 2026, Assoambiente e Innovando hanno organizzato il presente TALK affinché queste importanti nuove procedure non determinino rallentamenti delle procedure di notifica e, più in generale, delle spedizioni di rifiuti, con potenziali ripercussioni sull’intera gestione dei rifiuti urbani e speciali.
Programma scaricabile
Come iscriversi
Per prenotare inviare una mail alla Segreteria ASSOAMBIENTE: assoambiente@assoambiente.org indicando in oggetto “Circular Talk DIWASS”.
La Segreteria avrà cura di inviare il link per la partecipazione da remoto.
la Repubblica, La Stampa, Askanews, Il Secolo xix, Ricicla News, Recover Magazine, Canale Energia, Staffetta Quotidiana, PneusNews, GreenME, Euroborsa, Energia Oltre, Insider Trend, Euroborsa, Teleborsa, Adriaeco, Tiscali
QN
È stata pubblicato sul sito del MASE lo schema di decreto per l'istituzione del regime di responsabilità estesa del produttore (EPR) per la filiera dei prodotti plastici non da imballaggio per l’avvio della consultazione pubblica.
Il termine ultimo per inviare le osservazioni è fissato al 17 aprile 2026.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/127/SAEC-DOP/PE del 20.03.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
È stata pubblicato sul sito del MASE lo schema di decreto per l'istituzione del regime di responsabilità estesa del produttore (EPR) per la filiera dei prodotti plastici non da imballaggio per l’avvio della consultazione pubblica.
Il provvedimento istituisce, ai sensi dell’articolo 178-bis del D.lgs. n. 152/2006, il regime di responsabilità estesa del produttore per la filiera dei prodotti in materiali plastici diversi dagli imballaggi come definiti dall’articolo 218 dello stesso decreto (anche denominati prodotti plastici non da imballaggio) elencati nell’Allegato I e ne definisce i requisiti, nell’ottica di prevenire e ridurre gli impatti ambientali derivanti dalla progettazione, dalla produzione e dalla gestione dei prodotti plastici non da imballaggio al termine del loro utilizzo, rafforzando, lungo tutta la catena del valore, la prevenzione della produzione dei rifiuti, la riparazione, la selezione, la preparazione per il riutilizzo, il riciclaggio e il recupero.
La necessità di intervenire su questa categoria di prodotti risponde a tre esigenze principali:
In particolare l’Allegato I elenca le principali categorie di prodotti in polimeri plastici rientranti nel campo di applicazione del presente regolamento, mediante il richiamo dei corrispondenti codici ATECO delle attività economiche interessate e delle principali corrispondenze con la classificazione Prodcom ai sensi del Regolamento (UE) n. 2019/2152 del Parlamento europeo e del Consiglio e con la Nomenclatura Combinata (NC) ai sensi del Regolamento di esecuzione (UE) n. 2025/1926.
L’Allegato II definisce i criteri generali degli statuti dei sistemi di gestione.
L’Allegato III contiene i principi per lo statuto del centro di coordinamento.
Il termine ultimo per inviare le osservazioni è fissato al 17 aprile 2026. Nel periodo di consultazione pubblica i soggetti interessati possono trasmettere le proprie osservazioni all’indirizzo di posta elettronica certificata ECB@pec.mase.gov.it, compilando la griglia appositamente predisposta e indicando, nell’oggetto della PEC, la seguente dicitura: "Consultazione pubblica EPR prodotti plastici non da imballaggio". A riguardo chiediamo di inviare eventuali vostre segnalazioni anche al Dott. Cesaretti (email d.cesaretti@fise.org) entro il 16 aprile 2026 al fine di definire la posizione associativa in risposta alla consultazione sul tema.
Per ulteriori informazioni si rimanda alla documentazione di seguito richiamata (con link):
La Commissione Europea ha aperto una consultazione pubblica sulla proposta di revisione degli atti delegati Clima (Reg. 2021/2139/UE) e Ambiente (Reg. 2023/2486/UE) della Tassonomia, al fine di rendere la disciplina più semplice, coerente e utilizzabile, riducendo gli oneri per le imprese e aumentando la trasparenza per gli investitori.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/126/SAEC-EUR/FA del 20.03.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
La Commissione Europea ha avviato una consultazione pubblica sulla proposta di revisione degli atti delegati Clima (Reg. 2021/2139/UE) e Ambiente (Reg. 2023/2486/UE) della Tassonomia, al fine di rendere la disciplina più semplice, coerente e utilizzabile, riducendo gli oneri per le imprese e aumentando la trasparenza per gli investitori.
Si ricorda che la normativa sulla tassonomia si riferisce alla classificazione delle attività economiche in base al loro impatto ambientale e, l’iniziativa di revisionarla, rientra nelle recenti priorità politiche più generali della Commissione presentate con la pubblicazione del Pacchetto Omnibus (v. circolare Assoambiente n. 458 dell’11.12.2025).
In particolare la proposta di atto delegato che modifica il Regolamento (UE) 2021/2139, relativa ai criteri della mitigazione e l’adattamento al cambiamento climatico della tassonomia, mira a semplificare i criteri tecnici climatici presenti, aggiornare le definizioni, eliminare duplicazioni e requisiti ridondanti e infine a rendere meglio applicabili i criteri del DNSH (non arrecare danno significativo) collegati al clima.
Invece, la proposta di atto delegato che modifica il Regolamento (UE) 2023/2486, relativa ai criteri sugli altri quattro obiettivi ambientali (uso sostenibile e protezione delle acque e delle risorse marine, transizione verso l’economia circolare, prevenzione e riduzione dell’inquinamento, protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi), interviene sul semplificare i criteri tecnici troppo complessi o non allineati alla normativa UE più recente, sui criteri DNSH generici e su settori come energia, trasporti, manifattura, edilizia, silvicoltura e tutela ambientale.
Per quanto di interesse si segnala che le modifiche sono rilevanti per il settore dei rifiuti in quanto intervengono sui criteri tecnici di rendicontazione applicabili agli operatori che effettuano raccolta, trattamento, recupero e riciclo, alla luce delle evoluzioni normative e tecnologiche.
L’obiettivo della Commissione è quello di promuovere l’adozione della tassonomia rendendone più agevole l’utilizzo, migliorare l’accesso alla finanza verde nell’UE e aumentare la trasparenza del mercato attraverso informazioni più chiare.
Le consultazioni sulle due proposte, disponibili qui e qui, si chiuderanno il prossimo 14 aprile 2026. Invitiamo quanti interessati a condividere i propri contributi con la D.ssa Giulia Fano (g.fano@fise.org), entro il 10 aprile 2026, al fine di poter definire anche un feedback associativo da inviare alla Commissione.
Roma, 20 marzo 2026 – E’ ripartito dal Piemonte il viaggio per la sostenibilità di ASSOAMBIENTE (l’Associazione che rappresenta le imprese che operano nel settore dell’igiene urbana, riciclo, recupero, economia circolare, smaltimento rifiuti e bonifiche), con l’edizione 2026 di Impianti Aperti on the road, la campagna di sensibilizzazione che promuove la conoscenza delle infrastrutture industriali necessarie per una corretta e sostenibile gestione dei rifiuti.
La prima tappa si è svolta oggi all’interno del rinnovato e ampliato impianto Autodemolizione Pollini a Lombardore, in provincia di Torino, che gestisce veicoli fuori uso. L’iniziativa ha previsto la visita guidata all’impianto, la presentazione del “Progetto Pollini’s Future” e un momento di approfondimento e confronto dedicato al tema “La gestione delle batterie da trazione nei centri di raccolta dei veicoli fuori uso”, cui hanno preso parte alcuni tra i principali attori della filiera.
A introdurre i lavori, il video intervento del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin che ha evidenziato come “‘Impianti Aperti’, patrocinata dal MASE, consenta a cittadini, studenti e istituzioni di toccare con mano un lavoro di grande utilità; è un'opportunità per trasmettere cultura e consapevolezza delle grandi sfide che abbiamo di fronte, perché l'economia circolare si costruisce sul territorio, tra le persone e tra le imprese. Il Governo va avanti ogni giorno con grande impegno sul fronte dell'economia circolare, anche attraverso gli importanti stanziamenti del PNRR per costruire nuovi impianti di gestione del rifiuto, a difesa del modello italiano".
“Con questa visita”, ha aggiunto il Ministro Pichetto, "si può capire meglio la gestione articolata dei rifiuti in un settore complesso come quello dei veicoli fuori uso, con la richiesta di performance sempre più avanzate anche a fronte dell'evoluzione del mercato e del bisogno di sostituire i veicoli più vecchi e inquinanti con altri nuovi e più sostenibili”.
L’incontro è stato anche l’occasione per analizzare le novità introdotte dal decreto legislativo pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 6 marzo scorso, che aggiorna la normativa nazionale sulla gestione delle batterie e dei relativi rifiuti, adeguando l’ordinamento italiano al nuovo regolamento europeo. Il provvedimento ridisegna l’intera filiera degli accumulatori – dalla produzione al riciclo – con un’attenzione particolare all’intercettazione e al recupero delle materie prime critiche e strategiche.
ASSOAMBIENTE sulla nuova normativa
“Il decreto legislativo – ha spiegato nel corso dell’incontro il Direttore di ASSOAMBIENTE Elisabetta Perrotta – coordina la normativa italiana con il regolamento europeo introducendo nuove disposizioni sull’organizzazione dei sistemi di responsabilità estesa del produttore, sulla vigilanza del mercato, sui controlli e sul regime sanzionatorio. Si tratta di un intervento che allinea la normativa di settore all’attuale contesto di mercato”.
“Un elemento centrale – ha proseguito Perrotta – è il rafforzamento dei sistemi di responsabilità estesa del produttore (EPR), che dovranno garantire la copertura integrale dei costi di gestione dei rifiuti di batterie su tutto il territorio nazionale: dalla raccolta al trattamento e al riciclo, tenendo conto anche del valore delle materie prime recuperate”.
“Nella gestione di questi rifiuti – ha aggiunto Perrotta – che dal 9 dicembre prossimo saranno classificati come pericolosi, con procedure molto più stringenti per le spedizioni, i produttori dovranno considerare anche le elevate potenzialità legate al recupero dei critical raw materials contenuti nelle batterie. Un ulteriore tema da approfondire riguarderà il necessario utilizzo di materie prime seconde nella produzione di nuove batterie, elemento fondamentale per garantire un adeguato sbocco industriale alla filiera del riciclo”.
Nonostante la crescente attenzione del settore, il livello di raccolta delle batterie resta oggi fermo attorno al 30%, ben lontano dagli obiettivi europei: 63% entro il 31 dicembre 2027 e 73% entro il 31 dicembre 2030. Un divario che potrà essere colmato solo rafforzando i sistemi di raccolta, coinvolgendo maggiormente distribuzione e cittadini e sviluppando una filiera industriale integrata, con un forte coordinamento tra sistemi EPR, operatori logistici e impianti di trattamento.
La nuova edizione della campagna
L’edizione 2026 di “Impianti Aperti on the Road” rafforzerà ulteriormente il ruolo dell’Associazione nell’organizzazione di visite negli impianti industriali, offrendo alle strutture aderenti l’opportunità di aprire le proprie porte a enti locali, comitati territoriali, scuole e cittadini, per favorire una maggiore conoscenza delle infrastrutture dell’economia circolare.
Grazie al suo impegno nella diffusione di informazioni e buone pratiche nel campo del waste management, ASSOAMBIENTE ha ottenuto per la campagna “Impianti Aperti on The Road” anche il patrocinio di ISPRA SNPA, oltre a quello del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Per la tappa piemontese l’iniziativa ha, inoltre, ricevuto il patrocinio della Città Metropolitana di Torino.
Pubblicato sul sito ISPRA-SNPA l’informativa sulla modalità di presentazione delle dichiarazioni PRTR 2026 (dati 2025) per gli stabilimenti italiani soggetti all'obbligo di trasmettere le informazioni ai sensi dell'art. 4 DPR 157/2011 (di attuazione per il Regolamento CE 166/2006).
La comunicazione dei dati riferiti all’anno 2025 avverrà mediante il nuovo applicativo PRTR online. Scadenza per l’invio dei dati è il 30 aprile 2026.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/125/SAEC-NOT/PE del 19.03.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Pubblicato sul sito ISPRA-SNPA l’informativa sulla modalità di presentazione delle dichiarazioni PRTR 2026 (dati 2025) per gli stabilimenti italiani soggetti all'obbligo di trasmettere le informazioni ai sensi dell'art. 4 DPR 157/2011 (di attuazione per il Regolamento CE 166/2006).
La comunicazione dei dati riferiti all’anno 2025 avverrà mediante il nuovo applicativo PRTR online raggiungibile al seguente link: https://www.dichiarazioneprtr.isprambiente.it (l’ultima versione del manuale utente dichiarante è disponibile qui).
Come da indicazioni sul sito ISPRA:
Chi ha già ottenuto l’accredito come utente dell’applicativo PRTR può accedere già alla sezione per l’inserimento dei dati della dichiarazione PRTR2026.
La “trasmissione” della dichiarazione PRTR tramite l’applicativo PRTR rende disponibile la stessa dichiarazione PRTR all’ISPRA e ai referenti presso le Autorità competenti per la valutazione della dichiarazione, accreditati sull’applicativo PRTR. Rispetto alla compilazione della scheda relativa alle attività PRTR, in continuità con il passato esercizio della dichiarazione, i volumi di produzione dovranno essere riportati secondo le metriche e le unità di misura disponibili per la selezione e dettagliate nel manuale dell’utente, che si raccomanda di consultare a tale fine (anche per individuare i valori dei fattori di conversione per esprimere, ove necessario, in TEP il contenuto energetico dei prodotti energetici e per la conversione in UBA dei capi allevati).
Restano invariati rispetto agli anni passati il resto dei contenuti (parametri e sostanze da comunicare) e i criteri di compilazione della dichiarazione PRTR (valori soglia invariati).
Scadenza per l’invio dei dati è il 30 aprile 2026.
Per memoria, si riporta, in allegato, l’elenco dei gestori ricadenti nell’obbligo di dichiarazioni annuale, ai sensi dell’art. 5 del Regolamento (CE) n. 166/2006: in particolare al punto 5 “gestione rifiuti e acque reflue”.
L’omessa comunicazione dei dati, così come l’eventuale mancata rettifica di eventuali inesattezze della comunicazione, è punita con sanzioni amministrative (art. 30 del D.lgs. n. 46/2014).
Per ulteriori informazioni:
Per chiarimenti ed informazioni rivolgersi a ISPRA: Andrea Gagna (andrea.gagna@isprambiente.it).
Dal 28 al 30 aprile 2026 TuttoAmbiente ha organizzato in live streaming la terza edizione della Spring School su “Testo unico ambientale 20 anni dopo.
Facciamo il punto su autorizzazioni, Scarichi, Rifiuti, Emissioni, Bonifiche, Criticità”. Obiettivo della Spring School “Testo Unico Ambientale” è quello di fornire sia una formazione ed un aggiornamento professionale di alto profilo, sia la possibilità di avvicinarsi alla materia in modo autorevole e pratico.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/124/SAEC-COM/PE del 19.03.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Dal 28 al 30 aprile 2026 TuttoAmbiente ha organizzato in live streaming la terza edizione della Spring School su “Testo unico ambientale 20 anni dopo. Facciamo il punto su autorizzazioni, Scarichi, Rifiuti, Emissioni, Bonifiche, Criticità”.
A distanza di 20 anni, questa edizione della Spring School mira a fare il punto, anche da un punto di vista operativo, di questa disciplina, ricordando che il settore ambientale è anche uno di quelli che offre maggiori opportunità di crescita e sviluppo dal punto di vista professionale ed aziendale. Conoscere approfonditamente questa disciplina è però importantissimo anche per evitare rischi, sanzioni e spese derivanti da una non corretta applicazione di norme talmente complesse che spesso è “indispensabile affidarsi ad esperti “ (Cass. 20126/2004) per poterle interpretare correttamente. A questo proposito, principale obiettivo della Spring School “Testo Unico Ambientale” è quello di fornire sia una formazione ed un aggiornamento professionale di alto profilo, sia la possibilità di avvicinarsi alla materia in modo autorevole e pratico.
I moduli formativi non si limiteranno a semplici lezioni in diretta streaming, ma daranno anche ampio spazio a question time, esercitazioni ed alla discussione di casi, in un’ottica partecipativa.
Ricordiamo che a seguito della partnership avviata con Assoambiente, per i soci sono previsti sconti per la partecipazione ai sopra richiamati corsi formativi.
Per la necessaria iscrizione si rimanda al form richiesta programma, disponibile qui.
Per eventuali ulteriori informazioni: Martina Bonvini – Alice Bergami;
Mail: formazione@tuttoambiente.it;
Telefono: +39 0523.315305.
Sulla Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il DPCM 11 febbraio 2026 recante l’introduzione di nuove soglie quantitative concernenti l'esportazione dei rottami metallici (soglie minime).
Il decreto stabilisce che le operazioni di esportazione dei rottami metallici, compresi nei codici 7404 (rottami di rame), 7602 (rottami di alluminio) e 7902 (rottami di zinco) della nomenclatura combinata di cui al Regolamento CEE 2658/87 relativo alla nomenclatura tariffaria e statistica ed alla tariffa doganale comune, sono soggette all'obbligo di notifica, di cui all’articolo 30, comma 2 del DL 21/2022, ai Ministeri competenti.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/123/SAEC-NOT/CS del 19.03.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Il DPCM 11 febbraio 2026 recante l’introduzione di nuove soglie quantitative concernenti l'esportazione dei rottami metallici (soglie minime), pubblicato su GU n. 64 del 18.3.2026, stabilisce che le operazioni di esportazione dei rottami metallici, compresi nei codici 7404 (rottami di rame), 7602 (rottami di alluminio) e 7902 (rottami di zinco) della nomenclatura combinata di cui al Regolamento CEE 2658/87 relativo alla nomenclatura tariffaria e statistica ed alla tariffa doganale comune, sono soggette all'obbligo di notifica (art. 30, comma 2 del DL 21/2022) ai Ministeri competenti.
In particolare la notifica dovrà essere effettuata per le spedizioni dirette fuori dal territorio dell’Unione europea che superano i seguenti quantitativi:
Per maggiori informazioni si rimanda al testo del decreto allegato.
E’ stata pubblicata sul sito del MASE la Circolare del 10 marzo 2026 volta a fornire chiarimenti operativi e interpretativi per l’applicazione uniforme del decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 197, relativo agli impianti portuali di raccolta per il conferimento dei rifiuti delle navi. Il D.lgs. n. 197/2021 recante il recepimento della Direttiva (UE) 2019/883, relativa agli impianti portuali di raccolta per il conferimento dei rifiuti delle navi, che modifica la Direttiva 2010/65/UE e abroga la Direttiva 2000/59/CE, individua un complesso di obblighi, procedure e responsabilità nella gestione dei rifiuti delle navi che richiedono un approccio coordinato da parte di tutti i soggetti coinvolti.
Nel mese di febbraio 2025 l’Agenzia europea per la sicurezza marittima (EMSA) ha condotto un audit finalizzato a valutare l’adeguatezza e l’efficacia delle attività realizzate ai fini dell’attuazione della Direttiva (UE) 2019/883, recepita nell’ordinamento nazionale con il decreto. Dalle risultanze dell’audit è emerso che non sempre risulta garantita un’interpretazione uniforme delle disposizioni della citata normativa.
Pertanto, anche alla luce delle attività di monitoraggio svolte dal Reparto ambientale marino e dalla DG economia circolare e bonifiche, nonché delle recenti interlocuzioni con i competenti uffici della DG mobilità e trasporti della Commissione europea, si ritiene opportuno fornire talune precisazioni interpretative, per assicurare un’applicazione omogenea e univoca della normativa.
La Circolare fornisce chiarimenti su:
Per ulteriori informazioni si rimanda ai seguenti documenti:
CONAI, in occasione della giornata mondiale del riciclo, ha pubblicato le stime di riciclo dei rifiuti di imballaggio per l’anno in corso che dovrebbe attestarsi attorno al 75%, pari a quasi 11 milioni di tonnellate.
Il dato mostra una lieve flessione rispetto all’ultimo dato consolidato pari al 76,7% (2024). Questo, secondo CONAI, è dovuto principalmente alle difficoltà che sta attraversando il settore del riciclo nazionale in alcune filiere, nonostante un aumento costante dei volumi delle raccolte differenziate superiore a quello dell’immesso al consumo di imballaggi, che si stima supererà abbondantemente i 14 milioni di tonnellate nel 2026.
Tali stime vanno calate nella situazione attuale che fa registrare dinamiche di mercato particolari per alcune delle filiere degli imballaggi. Ad esempio per la carta, infatti, incide la diminuzione della domanda interna accompagnata da una crescita dell’export. L’aumento delle impurità nei flussi di raccolta è un altro aspetto da tenere maggiormente sotto controllo per garantire flussi sufficientemente adatti al riciclo.
Particolare attenzione va poi riservata all’andamento del riciclo delle plastiche tradizionali. Il rallentamento degli ultimi mesi, legato anche ai crescenti quantitativi di rifiuti di imballaggio selezionati ma non ritirati dal mercato, rischia di incidere sulla contabilizzazione dei flussi di riciclo effettivo.
In questo contesto di incertezza, CONAI ha stimato che per il 2026 sempre più imballaggi a fine vita saranno affidati dai Comuni al sistema consortile, con più di 5 milioni e mezzodi tonnellate, in crescita rispetto ai 4 milioni e 740.000 del 2024.
Per maggiori informazioni si rimanda al sito del CONAI.
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Si rinnova per il 2026 l'appuntamento per “IMPIANTI APERTI on The Road. Il viaggio per la sostenibilità”, la campagna di sensibilizzazione ASSOAMBIENTE che promuove la conoscenza delle infrastrutture industriali necessarie per una corretta e sostenibile gestione dei rifiuti.
L'edizione 2026 di "Impianti Aperti on the road" prevede un ruolo sempre più attivo dell'Associazione per le visite programmate negli impianti industriali. Vogliamo dare l’opportunità ad un impianto di aprire le sue porte per consentire la partecipazione di enti locali, comitati territoriali e, in particolare, studenti interessati.
Per partecipare è indispensabile registrarsi | clicca qui.
ASSOAMBIENTE, con il suo impegno costante nella diffusione di notizie e informazioni cruciali nel campo del waste management, ha ottenuto per la Campagna “Impianti Aperti on The Road” il patrocinio del MASE (Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare). ASSOAMBIENTE inoltre aderisce al protocollo lombardo per lo sviluppo sostenibile e per questa tappa ha ottenuto anche il Patrocinio Citta Metropolitana di Torino.
Il Sistema nazionale per la protezione dell'ambiente (SNPA) ha avviato una consultazione pubblica, aperta a tutti i soggetti interessati, su una bozza di "Linee guida per la redazione del progetto di monitoraggio ambientale delle opere soggette a valutazione d'impatto ambientale (VIA)".
La bozza definisce i criteri e i contenuti tecnici per la redazione del Progetto di monitoraggio ambientale (PMA) delle opere assoggettate a procedura di VIA. La finalità delle linee guida è di fornire al Proponente di un’opera indicazioni univoche per la predisposizione del PMA, favorendo l’omogeneizzazione tecnica su tutto il territorio nazionale e il confronto ed il riutilizzo dei dati di monitoraggio. Le linee guida hanno carattere generale e sono valide per tutte le tipologie di opera elencate negli allegati alla parte II del D.lgs. n. 152/2006.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/122/SAEC-DOP/CS del 18.03.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Il Sistema nazionale per la protezione dell'ambiente (SNPA) ha avviato una consultazione pubblica, aperta a tutti i soggetti interessati, sulla bozza di "Linee guida per la redazione del progetto di monitoraggio ambientale delle opere soggette a valutazione d'impatto ambientale (VIA)". Tale bozza definisce i criteri e i contenuti tecnici per la redazione del Progetto di Monitoraggio Ambientale (PMA) delle opere assoggettate a procedura di VIA.
Obiettivo di queste delle linee guida è quello di fornire al proponente di un’opera indicazioni univoche per la predisposizione del PMA, favorendo l’omogeneizzazione tecnica su tutto il territorio nazionale e il confronto ed il riutilizzo dei dati di monitoraggio. Le linee guida hanno carattere generale e sono valide per tutte le tipologie di opera elencate negli allegati alla parte II del D.lgs. n. 152/2006. Il PMA deve infatti essere presentato nell'ambito della valutazione d'impatto ambientale dei progetti ai sensi del D.lgs. n. 152/2006 e serve a valutare i potenziali impatti ambientali significativi e negativi derivanti dalla realizzazione e dall'esercizio degli stessi, in quanto fornisce la reale misura dell'evoluzione dello stato dell'ambiente nelle diverse fasi di attuazione dell'opera. Il PMA, inoltre, rientra tra gli elaborati previsti dal “Codice degli appalti” (D.lgs. n. 36/2023) e quindi può costituire una delle voci a base di gara per le società che devono realizzare i lavori.
Le istruzioni fornite da SNPA con la bozza di linee guida sono articolate in una parte generale, che illustra finalità e contenuti del progetto, e una parte di indirizzi specifici per singola tematica ambientale (biodiversità, patrimonio agroalimentare, suolo, sedimenti, geologica, acque, atmosfera, sistema paesaggistico, agenti fisici, cambiamenti climatici).
Alla pagina internet del sito SNPA dedica all’iniziativa, disponibile qui, è possibile consultare il documento posto in consultazione e fornire il proprio contributo, attraverso commenti e proposte di modifica, entro il prossimo 13 aprile 2026. A riguardo chiediamo a quanti interessati a partecipare di inviare entro il 12 aprile 2026 il contributo trasmesso anche al Dott. Cesaretti (email d.cesaretti@fise.org) al fine di definire una posizione associativa in materia.
La Commissione Europea ha pubblicato il Pacchetto Infrazioni di marzo 2026 in cui è presente un parere motivato per l’Italia (INFR (2024)2053) per il non corretto e incompleto recepimento della direttiva sulla plastica monouso.
Si ricorda che a maggio 2024 l’Unione Europea aveva aperto una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia tramite una lettera di costituzione in mora sul tema e, nel parere dello scorso marzo 2026, l’UE ritiene che l’Italia non ha modificato la normativa nazionale sulla plastica monouso e non ha fornito adeguate spiegazioni sul mancato corretto recepimento della stessa.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare2026/121/SAEC-EUR/FA del 17.03.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
La Commissione Europea ha pubblicato il Pacchetto Infrazioni di marzo 2026 in cui è presente un parere motivato per l’Italia (INFR (2024)2053) per il non corretto e incompleto recepimento della direttiva sulla plastica monouso.
Si ricorda che a maggio 2024 l’Unione Europea aveva aperto una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia tramite una lettera di costituzione in mora in quanto il nostro Paese aveva recepito in maniera incompleta la direttiva sulla plastica monouso (direttiva 2019/904/UE) nella disciplina interna, in particolare riguardo "l'introduzione di una soglia minima relativa alla definizione di "plastica", l'esenzione dei prodotti in plastica biodegradabile da alcune disposizioni e la limitazione della responsabilità dei produttori di coprire i costi della raccolta dei rifiuti."
A tal proposito, nel parere dello scorso marzo 2026, l’UE ritiene che l’Italia non ha modificato la normativa nazionale sulla plastica monouso e non ha fornito adeguate spiegazioni sul mancato corretto recepimento di cui sopra; inoltre segnala che il Paese non ha rispettato i tempi, pubblicando il Dlgs 196/2021 in Gazzetta ufficiale mentre il dialogo con le Istituzioni Ue era ancora in corso.
Si ricorda infatti che l'Italia aveva inviato la bozza di decreto legislativo alla Commissione UE nel settembre 2021 con il periodo per la valutazione del documento che si sarebbe chiuso il 23 dicembre 2021, mentre il D.lgs. n. 196/2021 è stato invece pubblicato in Gazzetta ufficiale il 30 novembre 2021, dunque prima.
Ora le Autorità nazionali hanno due mesi di tempo per fornire chiarimenti validi sul tema, altrimenti la Commissione potrebbe deferire la questione alla Corte di Giustizia europea.
Per qualsiasi ulteriore approfondimento si rimanda al Pacchetto Infrazioni di marzo 2026 in allegato alla presente.
La Commissione Europea ha avviato una consultazione pubblica relativa all’iniziativa legislativa Omnibus sulla tassazione, prevista dal Programma di lavoro della Commissione per il 2026 e attualmente in fase di valutazione d’impatto, che si chiuderà il prossimo 30 marzo 2026.
L’iniziativa ha la finalità politica di semplificare e modernizzare il quadro dell’imposizione diretta nell’Unione europea, riducendo gli oneri amministrativi per le imprese — in particolare le PMI — e migliorando la competitività del mercato interno, senza pregiudicare gli obiettivi fondamentali delle direttive vigenti.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/120/SAEC-EUR/FA del 17.03.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
La Commissione Europea ha avviato una consultazione pubblica relativa all’iniziativa legislativa Omnibus sulla tassazione, prevista dal Programma di lavoro della Commissione per il 2026 e attualmente in fase di valutazione d’impatto, che si chiuderà il prossimo 30 marzo 2026.
L’iniziativa si pone l’obiettivo di semplificare e modernizzare il quadro dell’imposizione diretta nell’Unione europea, riducendo gli oneri amministrativi per le imprese — in particolare le PMI — e migliorando la competitività del mercato interno, senza pregiudicare gli obiettivi fondamentali delle direttive vigenti.
La consultazione ha l’obiettivo di raccogliere contributi, evidenze e osservazioni da parte di tutti gli stakeholder interessati (amministrazioni nazionali, imprese, associazioni di categoria, organizzazioni della società civile e mondo accademico) in merito a:
I contributi raccolti saranno utilizzati per orientare la valutazione d’impatto e la definizione delle opzioni politiche che confluiranno nella proposta legislativa, prevista per il secondo trimestre del 2026.
A tal proposito si segnala che FEAD ha predisposto una bozza di contributo (v. allegato in word) con le seguenti proposte:
Invitiamo quanti interessati ad inviare un proprio commento sul documento proposto da FEAD alla D.ssa Giulia Fano (g.fano@fise.org) entro il prossimo 23 marzo 2026, al fine di contribuire alla posizione da inviare alla Commissione.
Per qualsiasi ulteriore approfondimento, si rimanda alla consultazione disponibile qui.
A seguito del webinar organizzato da Assoambiente ed Utilitalia lo scorso 9 febbraio 2026 dedicato al Formulario di Identificazione dei Rifiuti digitale (xFIR), le due Associazioni hanno raccolto ed elaborato i quesiti raccolti.
Ad esito di tale attività sono stati predisposti due documenti: un documento recante quesiti le cui risposte trovano riscontro nelle FAQ ufficiali e nei decreti direttoriali del MASE e una nota trasmessa al MASE in vista di un auspicato riscontro.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/119/SAEC-REN/LE del 17.03.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
In occasione del webinar organizzato da Assoambiente ed Utilitalia lo scorso 9 febbraio 2026 dedicato al Formulario di Identificazione dei Rifiuti digitale (xFIR), sono stati raccolti complessivamente circa 120 quesiti da parte delle imprese e degli enti partecipanti.
Durante il webinar i relatori hanno potuto fornire riscontro solo a una parte limitata delle domande pervenute, i restanti sono stati esaminati dalle due Associazioni e organizzati nei due seguenti raggruppamenti:
Sinteticamente evidenziamo che le richieste di riscontro trasmesse al Ministero riguardano alcune criticità applicative emerse nella prima fase di operatività del sistema RENTRI e del FIR digitale, che stanno determinando in diversi casi applicazioni non uniformi sul territorio nazionale e incertezze operative per gli operatori della filiera dei rifiuti. Più in dettaglio segnaliamo che le macroaree in cui sono stati raggruppati i quesiti raccolti riguardano:
Si tratta di aspetti che non mettono in discussione l’impianto generale della riforma, ma che evidenziano alcune criticità di coordinamento tra disciplina normativa, indicazioni operative disponibili e configurazione funzionale del sistema informatico.
Alla luce di tali elementi, nella nota è stato richiesto al Ministero di valutare chiarimenti interpretativi ufficiali e possibili adeguamenti delle istruzioni operative e delle funzionalità del sistema, anche nell’ambito dell’aggiornamento delle istruzioni di compilazione dei registri e dei formulari contenute nel Decreto Direttoriale n. 251/2023 di cui siamo ancora in attesa.
Nella stessa comunicazione è stata inoltre avanzata la richiesta di attivare un tavolo stabile di confronto con la Direzione competente del MASE, al fine di accompagnare le aziende associate nella fase di consolidamento del nuovo sistema di tracciabilità e prevenire ulteriori criticità applicative anche in vista dell’obbligo di utilizzo del FIR digitale fissato dalla Legge n. 26/2026 “Proroga Termini”, al 15 settembre p.v..
Nel rimanere a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti, rimandiamo a successive comunicazioni per quanto riguarda gli aggiornamenti sugli sviluppi e sugli eventuali riscontri che perverranno dal Ministero.
Si rende disponibile in allegato la Newsletter n. 2577 del 16 marzo 2026.
Buona lettura.
TiFORMA (Società di formazione e consulenza) ha organizzato un seminario in videoconferenza su "Gli appalti di (avvio a) smaltimento/recupero dei rifiuti: tra concorrenza e regolazione” che si terrà il prossimo 10 aprile 2026 dalle 9.30 alle 13.30.
L'evento si svolgerà in videoconferenza e il link di accesso sarà disponibile sulla piattaforma didattica Tiforma.academy previa iscrizione.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/118/SAEC-COM/PE del 16.03.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
TiFORMA (Società di formazione e consulenza) ha organizzato un seminario in videoconferenza su "Gli appalti di (avvio a) smaltimento/recupero dei rifiuti: tra concorrenza e regolazione” che si terrà il prossimo 10 aprile 2026 dalle 9.30 alle 13.30.
Tra i temi che verranno approfonditi nell’ambito del seminario, come da programma allegato:
Il seminario è rivolto a Direttori generali e/o Amministratori Delegati; Direttori tecnici e amministrativi; Responsabili e Funzionari tecnici, uffici legale, affari societari, gare e contratti.
L'evento si svolgerà in videoconferenza e il link di accesso sarà disponibile sulla piattaforma didattica Tiforma.academy previa iscrizione. Le istruzioni operative dettagliate saranno fornite ai partecipanti qualche giorno prima dello svolgimento del seminario.
Per informazioni e per quanti interessati all’iscrizione si rimanda alla scheda di adesione e alla brochure evento in allegato (v. Allegati). Per ogni ulteriore informazione si rimanda alla segreteria TIFORMA.
È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea il parere del Comitato economico e sociale europeo (CESE) "Sviluppare il potenziale dei materiali permanenti nell'economia circolare dell'Ue", per promuovere l'utilizzo dei materiali con capacità di mantenere le loro proprietà intrinseche nonostante molteplici cicli di riciclo
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/117/SAEC-EUR/FA del 16.03.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea è stato pubblicato il parere del Comitato economico e sociale europeo (CESE) "Sviluppare il potenziale dei materiali permanenti nell'economia circolare dell'UE" (C/2026/869), per promuovere l'utilizzo dei materiali con capacità di mantenere le loro proprietà intrinseche nonostante molteplici cicli di riciclo.
Nel contesto normativo attuale, con i lavori in corso per il Circular Economy Act, il parere sottolinea come materiali come vetro, alluminio e acciaio rappresentino un pilastro strategico per la transizione verso un modello produttivo più sostenibile. A tal proposito il documento elenca delle raccomandazioni relative all'utilizzo dei materiali permanenti per il loro ruolo positivo nell'economia circolare dell'UE.
Nel parere si sottolinea che la Direttiva quadro sui rifiuti (WFD - direttiva 2008/98/UE) parla di riciclo in modo generale, come applicabile indistintamente a tutti i materiali, ed anche in ambito di gerarchia dei rifiuti (articolo 4), non distingue tra i materiali permanenti e quelli che invece si degradano a ogni ciclo fino a diventare inutilizzabili. Il CESE chiede quindi che la nozione di “materiale permanente” sia integrata nel quadro legislativo dell’Unione europea, valorizzandone il contributo unico alla circolarità, specificandone le caratteristiche intrinseche e riconoscendone i vantaggi, così da distinguerlo dagli altri materiali che si degradano facilmente.
Per quanto di interesse, nel testo, tra le altre cose, viene:
Per qualsiasi ulteriore approfondimento, si rimanda al parere allegato alla presente.