Nel fare seguito alla circolare n. 456/2025 del 10 dicembre scorso, si rende noto che l'Associazione ha contattato, in occasione delle recenti festività natalizie, il Prof. Avv. Pietro Ichino, anche al fine di ottenere un parere pro-veritate in ordine alle conseguenze della mancata sottoscrizione dell'accordo in oggetto da parte di Assoambiente.
Ciò sia per quanto riguarda l'applicazione della parte economica e/o normativa dell'accordo da parte delle aziende associate, nonché relativamente alla parte “obbligatoria” del contratto, ovvero quella che impegna direttamente le Parti stipulanti (nello specifico l’articolo 57, lettera “e”, e il riconoscimento dei distacchi sindacali in favore delle organizzazioni sindacali nazionali di categoria).
Allo stato attuale quindi il riconoscimento dei permessi sindacali nazionali di cui alla norma contrattuale citata deve ritenersi sospeso.
Il parere sarà a disposizione dell’Associazione, e quindi delle aziende associate, entro il corrente mese di gennaio.
Nelle more, l’Associazione si dichiara disponibile a redigere note specifiche in favore delle aziende che lo richiedessero, utili ad avanzare richieste di riconoscimento degli aumenti economici dell'accordo di rinnovo nei riguardi delle proprie committenze, al fine di chiarire che l'accordo risulta comunque compatibile con il recente andamento del sistema di contrattazione collettiva di categoria del Paese; ciò indipendentemente dalla mancata sottoscrizione da parte di Assoambiente connessa, come già detto più volte, a ragioni di metodo oltre che di merito.
Non mancheremo di aggiornare sugli sviluppi della situazione
In tema di sicurezza sul lavoro segnaliamo che il Ministero della salute ha approvato la “Strategia Nazionale in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro 2026-2030” che si configura come indirizzo strategico finalizzato a offrire un corretto orientamento per tutti i soggetti coinvolti.
Inoltre che con il decreto ministeriale 17 dicembre 2025, n. 180 il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha adottato le “Linee guida per l’implementazione dell’Intelligenza Artificiale nel mondo del lavoro”, definendo un quadro di riferimento per un utilizzo responsabile e sicuro e dell'IA.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/016/SAEC-LAV/PE del 13.01.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Informiamo che il Ministero della salute ha approvato la “Strategia Nazionale in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro 2026-2030” che, in linea con il Quadro strategico dell’Unione Europea 2021-2027 e con il contesto nazionale, mira a un approccio coordinato e sinergico alla salute e sicurezza sul lavoro (SSL), integrandosi con Piano Nazionale della Prevenzione 2026-2031 e con le iniziative degli altri enti coinvolti nella salute e sicurezza sul lavoro.
La Strategia nazionale – che si configura come indirizzo strategico finalizzato a offrire un corretto orientamento per tutti i soggetti coinvolti - si fonda su cinque Assi Strategici per ridurre drasticamente infortuni e decessi: affrontare i cambiamenti del lavoro, rafforzare la resilienza del sistema istituzionale, potenziare le tutele, supportare le MPMI e diffondere la cultura della prevenzione fin dalle scuole.
Il documento approvato passerà ora alla Conferenza Stato-Regioni per il recepimento formale e la declinazione territoriale degli indirizzi nazionali.
La “Strategia Nazionale in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro 2026-2030” è disponibile qui.
Sempre in materia, informiamo che con il decreto ministeriale 17 dicembre 2025, n. 180 il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha adottato le “Linee guida per l’implementazione dell’Intelligenza Artificiale nel mondo del lavoro”, definendo un quadro di riferimento per un utilizzo responsabile e sicuro e dell'IA.
Il provvedimento si inserisce nel quadro del Regolamento europeo sull’Intelligenza Artificiale (AI Act) e della Strategia italiana per l’IA 2024-2026, anche alla luce degli indirizzi emersi dal G7 Lavoro e Occupazione di Cagliari e della consultazione pubblica avviata nei mesi di aprile e maggio 2025.
In particolare, le Linee guida – che costituiscono parte integrante del decreto sono finalizzate a promuovere l’adozione consapevole dell’IA, tutelando i diritti dei lavoratori, favorendo l’innovazione sostenibile. Il documento fornisce indicazioni operative rivolte a imprese, PMI e lavoratori autonomi, con particolare attenzione alla trasparenza degli algoritmi, alla supervisione umana, alla non discriminazione e alla protezione dei dati personali. Un focus specifico è dedicato alla formazione e allo sviluppo delle competenze, considerate leve fondamentali per governare la trasformazione digitale e rafforzare l’occupabilità, valorizzando percorsi di upskilling e reskilling coerenti con i fabbisogni del mercato del lavoro, rafforzando l’integrazione tra politiche attive e innovazione tecnologica.
Il documento, sottolinea inoltre l'importanza dell'IA a fini antinfortunistici e di come tale intelligenza possa contribuire alla prevenzione degli incidenti sul lavoro "grazie al monitoraggio di ambienti e comportamenti a rischio".
Le linee guida rappresentano un documento soggetto ad aggiornamento da parte dell’Osservatorio sull’adozione dei sistemi di Intelligenza Artificiale nel mondo del lavoro (Legge 132/2025).
Per quanti interessati, sempre sul sito del Ministero del Lavoro è disponibile la normativa aggiornata per garantire una corretta implementazione dei sistemi di intelligenza artificiale, disponibile qui.
Su iniziativa di Austria ed Olanda, l’ECHA, l’Agenzia europea per le sostanze chimiche, ha avviato la definizione di un fascicolo con le informazioni necessarie per valutare l’introduzione di possibili restrizioni all’impiego di 6PPD e sostanze correlate nella gomma.
Questa sostanza viene infatti additivata alla gomma, e quindi negli pneumatici, per svolgere un ruolo antiossidante e allungare la vita di questi prodotti. La possibile restrizione è stata motivata con l’elevata tossicità di queste sostanze per l’ambiente acquatico. Attesi contributi alla call for evidence.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/015/SAEC-PFU/CS del 13.01.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Su iniziativa di Austria ed Olanda, l’ECHA, l’Agenzia europea per le sostanze chimiche, ha avviato la definizione di un fascicolo con le informazioni necessarie per valutare l’introduzione di possibili restrizioni all’impiego di 6PPD e sostanze correlate nella gomma. Questa sostanza viene infatti additivata alla gomma, e quindi negli pneumatici, per svolgere un ruolo antiossidante e allungare la vita di questi prodotti. La possibile restrizione è stata motivata con l’elevata tossicità di queste sostanze per l’ambiente acquatico.
In questa prima fase l’ECHA sta cercando di raccogliere, dagli operatori e dalle imprese, il maggior numero di informazioni possibili al fine di avere un quadro completo, comprendente il quantitativo di PPD negli pneumatici, il loro potenziale rilascio nell’ambiente (vie di rilascio e quantitativi) e l’esistenza di possibili alternative con i relativi costi di sostituzione.
EuRIC, oggi Recycling Europe, sta raccogliendo presso i propri associati una serie di prime informazioni da condividere con ECHA. Stando a queste, sembra che la percentuale di 6PPD e sostanze correlate nella gomma degli pneumatici nuovi si possa attestare tra l’1 e l’1,6%. Tale valore dovrebbe calare con l’utilizzo e arrivare, in un PFU, allo 0,3 0,4%. Tali livelli sarebbero comunque rilevanti in caso di restrizione con le conseguenze del caso per il riciclo della gomma da PFU.
Pertanto, in ragione di quanto sopra riportato, siamo a chiederVi di inviare a d.cesaretti@fise.org entro il prossimo 19 gennaio 2026, eventuali informazioni, dati e studi sul 6PPD. Questi verranno quindi trasmessi a Recycling Europe per definire una posizione comune da inviare ad ECHA sul tema.
Per maggiori informazioni si rimanda alla call for evidence allegata predisposta da ECHA.
Dal 24 gennaio 2026 entrano in vigore le disposizioni del Decreto legislativo 31 dicembre 2025, n. 213 che interviene sul D.lgs. n. 81/2008 in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro in attuazione della Direttiva (UE) 2023/2668 che modifica la Direttiva 2009/148/CE sulla protezione dei lavoratori contro i rischi connessi con un’esposizione all’amianto durante il lavoro.
In materia la Commissione ha inoltre pubblicato una linea guida a sostegno dell’attuazione della stessa Direttiva.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/014/SAEC-NOT/PE del 13.01.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Dal 24 gennaio 2026 entrano in vigore le disposizioni del Decreto legislativo 31 dicembre 2025, n. 213 (G.U. n. 6 del 9.1.2026) che interviene sul D.lgs. n. 81/2008 in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro in attuazione della Direttiva (UE) 2023/2668 che modifica la direttiva 2009/148/CE sulla protezione dei lavoratori contro i rischi connessi con un’esposizione all’amianto durante il lavoro. In allegato provvedimento.
Il decreto amplia il campo di applicazione della norma che si applica a “tutte le attività lavorative, ivi compresi i lavori di manutenzione, ristrutturazione e demolizione, la rimozione dell’amianto o dei materiali contenenti amianto, lo smaltimento e il trattamento dei relativi rifiuti, nonché la bonifica delle aree interessate, l’attività estrattiva o di scavo in pietre verdi, la lotta antincendio o gestione delle emergenze in eventi naturali estremi, nelle quali vi è rischio per la salute dei lavoratori, che deriva o può derivare dall’esposizione all’amianto, durante il lavoro”.
Il provvedimento, tra l’altro:
Sempre in materia segnaliamo inoltre che a sostegno dell’attuazione della Direttiva (UE) 2023/2668 la Commissione europea ha pubblicato lo scorso 22 dicembre 2025 una Comunicazione e una Linea Guida che fornisce indicazioni ai datori di lavoro e ai lavoratori in materia antinfortunistica per prevenire e gestire i rischi derivanti dall'esposizione all'amianto durante il lavoro: il documento contiene suggerimenti per ridurre l'esposizione e gestire i rischi correlati, con indicazioni operative per le attività di valutazione dei rischi, formazione, sorveglianza sanitaria e gestione dei rifiuti contenenti amianto. Oltre ad indicazioni specifiche per i settori maggiormente a rischio, come le attività estrattive e quelle edilizie.
In allegato la Comunicazione della Commissione UE, mentre per la Linea Guida (in inglese) è necessario registrarsi sul sito della Commissione al seguente link.
Il 23 dicembre 2025 ARERA ha adottato la Delibera n. 584 recante disposizioni per l’ulteriore minimizzazione dei flussi di dati relativi al bonus sociale rifiuti e per l’integrazione e la rettifica di errori materiali del TUBR.
La delibera n. 584 integra la precedente Delibera 355/2025/R/rif del 29 luglio 2025, con la quale l’Autorità ha approvato il Testo Unico per la regolazione delle modalità applicative per il riconoscimento del bonus sociale rifiuti (TUBR) agli utenti domestici del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani in condizioni economico sociali disagiate, in attuazione dell’articolo 57 bis del Decreto legge 124/19 e del DPCM 21 gennaio 2025, n. 24.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/013/SAEC-ARE/CC del 13.01.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Il 23 dicembre 2025 ARERA ha adottato la Delibera n. 584/2025/R/rif recante disposizioni per l’ulteriore minimizzazione dei flussi di dati relativi al bonus sociale rifiuti e per l’integrazione e la rettifica di errori materiali del TUBR.
La Delibera n. 584/2025/R/rif integra la precedente Delibera 355/2025/R/rif del 29 luglio 2025 (v. circolare Assoambiente 302/2025), con la quale l’Autorità ha approvato il Testo Unico per la regolazione delle modalità applicative per il riconoscimento del bonus sociale rifiuti (TUBR) agli utenti domestici del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani in condizioni economico sociali disagiate, in attuazione dell’articolo 57 bis del Decreto legge 124/19 e del DPCM 21 gennaio 2025, n. 24.
Successivamente alla definizione delle modalità applicative per il riconoscimento del bonus sociale rifiuti erano state avviate delle interlocuzioni con i vari soggetti coinvolti nel processo di erogazione del medesimo bonus, dalle quali interlocuzioni era emersa la necessità di integrare il TUBR al fine di esplicitare alcune tempistiche relative allo scambio dei flussi di dati tra i diversi soggetti coinvolti e di semplificare alcune procedure connesse a tali scambi, nonché la possibilità di minimizzare ulteriormente lo scambio di dati.
La Delibera n. 584/2025, oltre a modificare in più punti la Delibera n. 355/2025, corregge gli errori materiali riscontrati nell’Allegato A del TUBR.
Per maggiori informazioni e per il dettaglio delle integrazioni adottate si rimanda al testo della Delibera in allegato.
Il 24 gennaio 2026 entrerà in vigore il Decreto legislativo 7 gennaio 2026, n. 2 recante attuazione della direttiva (UE) 2024/884 che modifica la direttiva 2012/19/UE sui RAEE (G.U. n. 6 del 9 gennaio 2026).
La Direttiva (UE) 2024/884 era stata approvata dagli organi europei in risposta alla sentenza della Corte di Giustizia europea C-181/20 e prevedeva, di fatto, l’eliminazione dell’applicazione retroattiva della responsabilità estesa del produttore (EPR) ai pannelli fotovoltaici dismessi. Il decreto specifica che i costi relativi alla gestione e allo smaltimento dei rifiuti originati dai pannelli fotovoltaici spettano al produttore dei pannelli solo con riferimento ai prodotti immessi sul mercato dopo il 13 agosto 2012.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/012/SAEC-NOT/CS del 13.01.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Il 24 gennaio 2026 entrerà in vigore il Decreto legislativo 7 gennaio 2026, n. 2 recante attuazione della direttiva (UE) 2024/884 che modifica la direttiva 2012/19/UE sui RAEE (G.U.n. 6 del 9 gennaio 2026).
La Direttiva (UE) 2024/884 era stata approvata dagli organi europei in risposta alla sentenza della Corte di Giustizia europea C-181/20 e prevedeva, di fatto, l’eliminazione dell’applicazione retroattiva della responsabilità estesa del produttore (EPR) ai pannelli fotovoltaici dismessi.
Il decreto specifica che i costi relativi alla gestione e allo smaltimento dei rifiuti originati dai pannelli fotovoltaici spettano al produttore dei pannelli solo con riferimento ai prodotti immessi sul mercato dopo il 13 agosto 2012 (data di entrata in vigore della Direttiva 2012/19/UE che ha incluso nella disciplina questi beni). Viene comunque specificato che per i pannelli fotovoltaici che hanno ricevuto gli incentivi statali del "Conto energia", i costi della gestione a fine vita spettano al titolare dell'impianto e non al produttore del pannello.
Il decreto inoltre fornisce una chiarimento sul perimetro e la definizione dei RAEE storici che vengono quindi identificati come quei rifiuti che:
Il finanziamento delle operazioni di gestione di tali RAEE storici, se prodotti da aziende, sarà quindi a carico del detentore del rifiuto mentre, nel caso di sostituzione dell’apparecchio vecchio con uno nuovo, la gestione sarà a carico del produttore della nuova AEE. Per tutti i rifiuti elettronici che invece originano da apparecchiature immesse sul mercato dopo il 15 agosto 2018 i costi di smaltimento continuano ad essere finanziati dai produttori.
Per maggiori informazioni si rimanda al testo del decreto in allegato.
Si rende disponibile in allegato la Newsletter n. 248 del 12 gennaio 2026.
È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea dell’8 gennaio 2026 il Regolamento Delegato (UE) 2026/73, che modifica i Regolamenti (UE) 2021/2178, 2021/2139 e 2023/2486, per semplificare contenuto e presentazione dell’informativa sulle attività ecosostenibili delle aziende nell’ambito della tassonomia e alcuni criteri di vaglio tecnico DNSH (non arrecare danno significativo all’ambiente).
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/011/SAEC-EUR/FA del 12.01.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Pubblicato il Regolamento Delegato (UE) 2026/73 (GUUE dell’8 gennaio 2026), che modifica i Regolamenti (UE) 2021/2178, 2021/2139 e 2023/2486, per semplificare contenuto e presentazione dell’informativa sulle attività ecosostenibili delle aziende nell’ambito della tassonomia e alcuni criteri di vaglio tecnico DNSH (non arrecare danno significativo all’ambiente).
Si ricorda che il testo della Commissione, che era stato sottoposto al vaglio di Parlamento e Consiglio lo scorso luglio (v. circolare associativa n. 262 dell’11 luglio 2025) e fa parte del pacchetto Omnibus, ha l’obiettivo di ridurre gli oneri amministrativi e favorire una rendicontazione più proporzionata e chiara, senza compromettere la trasparenza e la comparabilità dei dati ambientali, per andare verso una finanza sostenibile più efficace, accessibile e trasparente, in grado di sostenere la transizione ecologica.
Si evidenzia che il Regolamento prevede una maggiore flessibilità per le imprese in quanto potranno non valutare le attività economiche che rappresentano meno del 10% dei loro KPI (indicatori chiave di performance) rilevanti (fatturato, spesa operativa e spesa in conto capitale).
È prevista anche una modalità di reporting semplificata, attraverso l’eliminazione di duplicati delle informazioni, la soppressione dell’allegati dedicati ai settori del gas fossile e del nucleare e l’aggiornamento/sostituzione di vari allegati tecnici, mantenendo però le informazioni essenziali sui gradi di ammissibilità e allineamento normativo.
Il Regolamento è entrato in vigore dal 1° gennaio 2026, coprendo l'esercizio 2025, ma con la possibilità di essere applico dall'esercizio 2026. A tal proposito, per quanto di interesse, si ricorda che alla fine dello scorso anno la Commissione ha pubblicato una bozza di FAQ per supportare le imprese sulla transizione alle nuove regole semplificate della tassonomia (v. circolare associativa n. 469 del 22 dicembre 2025).
Per qualsiasi ulteriore approfondimento, si rimanda al Regolamento UE in allegato alla presente.
Pubblicate sul sito RENTRi tre news che forniscono chiarimenti su: esclusioni dall’obbligo di iscrizione al RENTRi, termini per la fruizione dei servizi per la gestione del FIR in formato digitale e iscrizione produttori di rifiuti pericolosi fino a 10 dipendenti.
In particolare le news sintetizzano i contenuti e le ricadute delle esclusioni all’obbligo di iscrizione al RENTRi contenute nella Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Legge Bilancio 2026).
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/010/SAEC-REN/LE del 09.01.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Informiamo che sul sito RENTRi sono state pubblicate le seguenti tre news che, anche a seguito delle modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 (cfr. ns circ. n. 008/2026), forniscono chiarimenti su:
Relativamente a ciascuna news si evidenzia sinteticamente quanto segue:
La news sintetizza i contenuti della Legge 199 del 30/12/2025 (G.U. n.301 del 30/12/2025 – v. circolare Assoambiente n. 008/2026) che ha sostituito il comma 3-bis dell’articolo 188-bis del D.lgs. n. 152/2006 il quale individua gli operatori obbligati all’iscrizione al RENTRi, come di seguito riportato:
3-bis. Gli enti e le imprese che effettuano il trattamento dei rifiuti, i produttori di rifiuti pericolosi e gli enti e le imprese che raccolgono o trasportano rifiuti pericolosi a titolo professionale o che operano in qualità di commercianti ed intermediari di rifiuti pericolosi, nonché, con riferimento ai rifiuti non pericolosi, i soggetti di cui all'articolo 189, comma 3, sono tenuti ad iscriversi al Registro elettronico nazionale di cui al comma 3 del presente articolo. Sono esclusi dall'obbligo di iscrizione al suddetto Registro elettronico nazionale:
a) i Consorzi ovvero i sistemi di gestione in forma individuale o collettiva, di cui all'articolo 237, comma 1;
b) i produttori di rifiuti a cui si applicano le disposizioni di cui all'articolo 190, commi 5 e 6.
La news sintetizza, per comodità degli utenti, i soggetti a cui si applicano le disposizioni dell’articolo 190 che sono esclusi dall’iscrizione al RENTRi che sono:
Si evidenzia che gli enti e le imprese produttori iniziali di rifiuti che raccolgono e trasportano i propri rifiuti di cui all'articolo 212, comma 8, rimangono tenuti all’iscrizione solo quando obbligati in qualità di produttori;
Tali operatori rientranti nelle categorie escluse, laddove già iscritti, dovranno presentare, tramite l’area operatori del portale RENTRI, una pratica di cancellazione, in assenza della quale verranno ritenuti operatori iscritti al RENTRI in modalità volontaria.
Da ultimo la news ricorda che i produttori iniziali di rifiuti non iscritti al RENTRI sono tenuti a registrarsi all’area riservata “Produttori di rifiuti non iscritti” per produrre, vidimare e gestire il FIR in formato cartaceo conforme al nuovo modello già in uso dal 13 febbraio 2025.
Per approfondimenti su tale aspetto si rinvia ai seguenti link:
2.TERMINI PER LA FRUIZIONE DEI SERVIZI PER LA GESTIONE DEL FIR IN FORMATO DIGITALE (LINK)
La news ricorda che ai sensi dell’articolo 7, comma 8 del D.M. n. 59/2023 il FIR è emesso e gestito in modalità digitale a partire dalla data indicata all'articolo 13, comma 1, lettera c) ovvero a partire dal 13 febbraio 2026.
Dal 22 gennaio 2026 il MASE ha programmato il rilascio in ambiente di produzione delle seguenti funzionalità:
Resta fermo che:
Maggiori informazioni e materiale didattico sul FIR digitale sono disponibili ai seguenti link del portale RENTRi:
- FIR digitale come prepararsi al 13 febbraio 2026
- i servizi di supporto e l’APP del RENTRI per l’utilizzo e la gestione del FIR digitale
- gestione del FIR digitale (xFIR) da parte degli operatori coinvolti nella movimentazione
- FIR cartaceo o digitale (xFIR): modalità di adempimento
- sottoscrizione del FIR digitale (xFIR)
Gli aspetti tecnico informatici sono trattati nella documentazione pubblicata nell’area Servizi per l’interoperabilità.
3.ISCRIZIONE PRODUTTORI DI RIFIUTI PERICOLOSI FINO A 10 DIPENDENTI (LINK)
La news ricorda che l’ultima scadenza prevista dal D.M. 59/2023 per l’iscrizione dei produttori di rifiuti pericolosi fino a 10 dipendenti è il 13 febbraio 2026 e che da tale data questi soggetti hanno l’obbligo di tenere i registri di carico e scarico in formato digitale, utilizzando i propri sistemi gestionali o i servizi di supporto messi a disposizione gratuitamente dal RENTRI nonché di gestire, a partire dal 13 febbraio 2026, per i soli rifiuti pericolosi, il FIR in formato digitale. Di seguito i principali link di interesse:
Per l’iscrizione
Per il registro cronologico di carico e scarico
Per il FIR in formato digitale
La news sintetizza altresì i contenuti delle esclusioni dall’iscrizione al RENTRi apportati dalla recente Legge di Bilancio (cfr. ns. circ. n. 008/2026) e già sintetizzati al primo punto della presente circolare “Esclusioni dall’obbligo di iscrizione al RENTRi”.
Nel rimanere a disposizione per eventuali ulteriori informazioni, rimandiamo a successive comunicazioni per ogni aggiornamento o iniziativa associativa in materia.
Lo scorso 30 dicembre i Presidenti di CONAI e di ANCI hanno stabilito di prorogare fino al 30 aprile 2026 l’Accordo Quadro ANCI-CONAI 2020-2024 per consentire la definizione degli Allegati Tecnici del nuovo Accordo, continuando così a garantire il ritiro dei rifiuti di imballaggio raccolti in convenzione da parte dei Consorzi di filiera.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/009/SAEC-SPL/PE del 09.01.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Informiamo che lo scorso 30 dicembre i Presidenti di CONAI e di ANCI hanno stabilito di prorogare fino al 30 aprile 2026 l’Accordo Quadro ANCI-CONAI 2020-2024 per consentire la definizione degli Allegati Tecnici del nuovo Accordo, continuando così a garantire il ritiro dei rifiuti di imballaggio raccolti in convenzione da parte dei Consorzi di filiera.
Le negoziazioni in corso tra i rappresentanti degli enti locali e i consorzi di filiera per il riciclo degli imballaggi, a cui partecipa anche Assoambiente, non sono approdate a un’intesa sulla parte tecnica del nuovo accordo di comparto che dovrà regolare i corrispettivi riconosciuti ai Comuni in base ai costi efficienti della raccolta differenziata.
Ricordiamo che un’intesa sulla parte generale del nuovo Accordo è già stata raggiunta da CONAI, dai Consorzi di filiera, da ANCI, da UPI e dai sistemi EPR autonomi a giugno 2025. Questa parte entrerà in vigore dalla data di sottoscrizione di almeno due degli Allegati Tecnici previsti dall’Accordo.
Nel periodo di proroga continueranno ad applicarsi le attuali condizioni contenute negli Allegati vigenti, compresi i parametri vigenti per l’assegnazione delle fasce qualitative e i corrispettivi riconosciuti ai Comuni o ai loro delegati per il conferimento degli imballaggi a fine vita al sistema CONAI e ai Consorzi di filiera. L’accordo prevede anche, se necessario per motivi economici, il riconoscimento di un corrispettivo transitorio una tantum per il periodo dal 1° luglio 2025 alla data di entrata in vigore degli allegati tecnici definitivi.
La proroga prevede inoltre la prosecuzione dell’incarico a TÜV Italia come soggetto terzo per le attività di analisi sulla qualità dei rifiuti di imballaggio conferiti.
Per quanti interessati, in allegato una sintesi rispetto agli ultimi incontri sugli Allegati tecnici.
In vigore dal 1° gennaio 2026 la legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Legge di bilancio 2026) che prevede numerose disposizioni anche in materia ambientale, tra cui norme relative a: proroga plastic tax e TARI, energia, “somma di PFAS” per acque destinate al consumo umano, soggetti obbligati al RENTRi, Terre e rocce da scavo.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/008/SAEC-NOT/NA del 09.01.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
In vigore dal 1° gennaio 2026, salvo diverse prescrizioni specifiche, la Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Legge Bilancio 2026, pubblicata nella GU del 30/12/2025) che prevede, tra le numerose disposizioni, norme che hanno impatto diretto o indiretto su imprese e operatori dei servizi ambientali e in particolare:
RENTRI
Comma 789: sostituisce il comma 3-bis dell’art. 188-bis del Testo Unico Ambientale (TUA), ridefinendo chi deve iscriversi al RENTRI:
Riportiamo in grassetto le novità rispetto al testo precedentemente in vigore:
«3-bis. Gli enti e le imprese che effettuano il trattamento dei rifiuti, i produttori di rifiuti pericolosi e gli enti e le imprese che raccolgono o trasportano rifiuti pericolosi a titolo professionale o che operano in qualita di commercianti ed intermediari di rifiuti pericolosi, nonché, con riferimento ai rifiuti non pericolosi, i soggetti di cui all'articolo 189, comma 3, sono tenuti ad iscriversi al Registro elettronico nazionale di cui al comma 3 del presente articolo. Sono esclusi dall'obbligo di iscrizione al suddetto Registro elettronico nazionale:
a) i Consorzi ovvero i sistemi di gestione in forma individuale o collettiva, di cui all'articolo 237, comma 1;
b) i produttori di rifiuti a cui si applicano le disposizioni di cui all'articolo 190, commi 5 e 6».
PLASTIC TAX
Comma 125: viene differita dal 1° luglio 2026 al 1° gennaio 2027 l’entrata in vigore dell’imposta sul consumo dei manufatti con singolo impiego (MACSI), la cosiddetta plastic tax sulla plastica usa-e-getta.
TERRE E ROCCE DA SCAVO
Comma 829: Modifiche ai criteri che dovrà prendere in considerazione il MASE nell'adottare il futuro regolamento sulla disciplina semplificata delle terre e rocce da scavo (che sostituirà l'attualmente vigente decreto del Presidente della Repubblica 120/2017). La norma estende l’ambito di applicazione del nuovo regolamento di semplificazione della gestione delle terre e delle rocce da scavo previsto dal D.L. 13/2023, convertito dalla L. 41/2023, ai residui di lavorazione di materiali lapidei, alle terre e rocce da scavo provenienti da affioramenti geologici naturali contenenti amianto e ai sedimenti escavati negli alvei dei corpi idrici superficiali e del reticolo idrografico, in zone golenali di corsi d’acqua, di spiagge, di fondali lacustri e di invasi artificiali, nonché di fondali marini e portuali, derivanti da attività finalizzate alla realizzazione di un’opera.
GESTIONE MATERIE DEL SISMA CENTRO ITALIA 2016-2017
Comma 581: prorogata di un ulteriore anno (al 31 dicembre 2026) la gestione agevolata di rifiuti e macerie nei territori dell'Italia centrale colpiti dal sisma del 2016 e 2017. In particolare viene modificato il DL 189/2016, art. 28, commi 7 e 13-ter differendo al 31 dicembre 2026 il termine (scaduto il 31 dicembre
2025) entro il quale si applicano le deroghe per il deposito temporaneo delle macerie e dei rifiuti derivanti dagli interventi di ricostruzione. Prorogata al 31 dicembre 2026 anche la disciplina derogatoria in materia di terre e rocce da scavo prevista, dal comma 13-ter dell'articolo 28 del Dl 189/2016, per i materiali da scavo provenienti dai cantieri allestiti per la realizzazione di strutture abitative di emergenza o altre opere provvisionali connesse all'emergenza.
Comma 582: modifica l'articolo 28-bis, comma 2 del DL 189/2016, prevedendo la proroga sempre al 31 dicembre 2026, previo parere degli organi tecnico-sanitari e certificazione della Regione della deroga ai limiti quantitativi di rifiuti non pericolosi, derivanti dalle attività di costruzione e demolizione nelle aree del sisma del 2016-2017. L'aumento è consentito nel limite del 70% per ogni autorizzazione..
ACQUE POTABILI E PFAS
Commi 622 e 623: posticipano al 13 luglio 2026 dell'obbligo per Regioni, Autorità sanitarie e gestori degli impianti di assicurare il rispetto dei valori limite di parametro per quanto riguarda la "somma di 4 Pfas" (Pfoa, Pfos, Pfna e Pfhxs). Confermato invece l'obbligo dal 13 gennaio 2026 di osservare i valori limite nelle acque che beviamo per bisfenolo-A, clorato, acidi aloacetici, microcistina-LR, somma di Pfas e uranio.
IMPIANTI A FONTI RINNOVABILI
Comma 467: viene inserito all’articolo 14 del D.Lgs. 190/2024 (c.d. Testo Unico FER) il comma 10-ter che prevede, per gli interventi di revisione della potenza degli impianti a fonti rinnovabili esistenti su aree di demanio civico, la preventiva sdemanializzazione delle stesse. Tali interventi devono avvalersi delle migliori tecnologie disponibili, senza incremento di consumo di suolo, ed è prevista la corresponsione della relativa indennità di esproprio al comune titolare dei diritti. È inoltre fatto salvo il rispetto dei vincoli paesaggistici e culturali.
TARI
Comma 677: i Comuni, a decorrere dal 2026, avranno tempo fino al 31 luglio per l’approvazione di piani finanziari e delle tariffe e i regolamenti della tassa rifiuti (Tari) e della tariffa corrispettiva. Il precedente termine era il 30 aprile e negli ultimi anni era stato spesso prorogato.
FINANZIAMENTI PER INVESTIMENTI NEL FOTOVOLTAICO
Commi 427-436: vengono agevolati gli investimenti in beni materiali strumentali finalizzati all'autoproduzione e all'autoconsumo di energia da fonte solare effettuati dalle imprese dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. Oggetto del beneficio esclusivamente i seguenti impianti con:
- moduli fotovoltaici con celle, gli uni e le altre prodotti negli Stati membri dell'Unione europea, con un'efficienza a livello di cella almeno pari al 23,5%;
- moduli prodotti negli Stati membri Ue composti da celle bifacciali ad eterogiunzione di silicio o tandem prodotte nell'Unione europea con un'efficienza di cella almeno pari al 24%.
Per ulteriori approfondimenti la Legge Bilancio 2026 è disponibile qui.
Dal 25 febbraio al 1° aprile 2026 TuttoAmbiente ha organizzato il Professional Learning “RISK MANAGEMENT AMBIENTALE” in live streaming con l’ultima lezione in presenza a Milano.
TuttoAmbiente è accreditato come provider dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri. Per il presente evento saranno erogati 28 crediti formativi previa approvazione dell’Ordine.
Per ulteriori informazioni, e per la necessaria iscrizione si rimanda al programma disponibile qui.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/007/SAEC-COM/PE del 09.01.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Dal 25 febbraio al 1° aprile 2026 TuttoAmbiente ha organizzato il Professional Learning “RISK MANAGEMENT AMBIENTALE” in live streaming con l’ultima lezione in presenza a Milano.
Con questo corso professionalizzante, TuttoAmbiente mette a disposizione la propria esperienza pluridecennale, offrendo strumenti operativi, casi pratici e metodologie integrate e riconosciute per guidare i partecipanti nella costruzione di un modello di governance ambientale aziendale solido e conforme alle migliori practice oggi in essere. Dalla gestione dei rifiuti, alle emissioni in atmosfera e gli impatti diretti ed indiretti sul climate-change, gli scarichi idrici e alla prevenzione degli impatti su suolo, sottosuolo, fino alla gestione del rischio di greenwashing/greenblushing, delle emergenze ambientali e ai nuovi obblighi della rendicontazione non finanziaria, il percorso è pensato per fornire un quadro completo e aggiornato.
TuttoAmbiente è accreditato come provider dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri. Per il presente evento saranno erogati 28 crediti formativi previa approvazione dell’Ordine.
Ricordiamo che a seguito della partnership avviata con Assoambiente, per i soci sono previsti sconti per la partecipazione ai sopra richiamati corsi formativi.
Per ulteriori informazioni, e per la necessaria iscrizione si rimanda al programma disponibile qui.
“Troppa incertezza, investimenti a rischio”: le difficoltà della filiera del riciclo degli pneumatici fuori uso nella dichiarazione di Renzo Maggiolo, Presidente UNIRIGOM, ai microfoni di Ricicla.Tv.
Ciicca qui per il servizio
Ai microfoni di Ricicla.Tv il Direttore ASSOAMBIENTE Elisabetta Perrotta.
Clicca qui per il servizio
Si rinnova nel 2026 l'appuntamento per “IMPIANTI APERTI on The Road. Il viaggio per la sostenibilità”, la campagna di sensibilizzazione ASSOAMBIENTE che promuove la conoscenza delle infrastrutture industriali necessarie per una corretta e sostenibile gestione dei rifiuti. Le aziende interessate ad aderire all'iniziativa possono inviare una mail a Teresa Colin (t.colin@fise.org) entro il 15 gennaio 2026 per concordare la data della Tappa da realizzare.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2025/468/SAEC-COM/PE del 22.12.2025 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Dal 13 febbraio 2026 il Formulario di Identificazione dei Rifiuti (FIR) dovrà essere redatto esclusivamente in formato digitale (XFIR).
Una transizione regolatoria che incide direttamente su organizzazione operativa, flussi documentali e responsabilità lungo l’intera filiera.
Per accompagnare imprese e operatori nella fase preparatoria, Omnisyst Spa, in collaborazione con ASSOAMBIENTE, organizza un webinar tecnico-operativo dedicato.
𝗖𝗢𝗨𝗡𝗧𝗗𝗢𝗪𝗡 𝗫𝗙𝗜𝗥 𝗖𝗼𝘀𝗮 𝗳𝗮𝗿𝗲 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝟭𝟯 𝗳𝗲𝗯𝗯𝗿𝗮𝗶𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟲
📅 Martedì 20 gennaio 2026
🕟 Ore 16:30
Focus del webinar
• Quadro normativo e perimetro dei soggetti coinvolti
• Obblighi e impatti per produttori, trasportatori e intermediari
• Adeguamento organizzativo senza interruzioni operative
• Soluzioni digitali per una transizione efficiente e conforme
Intervengono
Chiara Leboffe, Funzionario ASSOAMBIENTE
Alberto Scotti, Technical & Compliance Manager Omnisyst
Clicca qui per iscriverti!
Pubblicato ieri sul sito SNPA-ISPRA il quarto Rapporto “Lo stato delle bonifiche dei siti contaminati in Italia” che fornisce il quadro aggiornato al 1° gennaio 2024 dei procedimenti di bonifica sulla base dei dati trasmessi dalle Regioni/Province autonome/Agenzie per la protezione dell’ambiente nell’ambito del popolamento 2024 di MOSAICO, la banca dati nazionale sui procedimenti di bonifica.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/006/SAEC-SUO/PE del 08.01.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Pubblicato ieri sul sito SNPA-ISPRA il quarto Rapporto “Lo stato delle bonifiche dei siti contaminati in Italia” che fornisce il quadro aggiornato al 1° gennaio 2024 dei procedimenti di bonifica sulla base dei dati trasmessi dalle Regioni/Province autonome/Agenzie per la protezione dell’ambiente nell’ambito del popolamento 2024 di MOSAICO.
MOSAICO è la banca dati nazionale sui procedimenti di bonifica, sviluppato da ISPRA nell’ambito del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) con il supporto di Regioni e Province Autonome e colleziona le informazioni disponibili sui procedimenti di bonifica che interessano il territorio italiano.
Il Rapporto contiene alcune elaborazioni di carattere generale effettuate sui 16.365 procedimenti in corso e i 22.191 conclusi censiti in MOSAICO focalizzandosi, poi, sull’analisi di un subset più significativo dal punto di vista ambientale: i 17.406 procedimenti che hanno superato l’approvazione del piano di caratterizzazione.
Nel Rapporto sono analizzati gli stati di avanzamento e di contaminazione dei procedimenti in corso, le modalità di chiusura di quelli conclusi, l’età dei procedimenti e la loro durata. Sono esaminate altresì le superfici interessate da procedimenti di bonifica, le procedure adottate, i soggetti titolari e la distribuzione territoriale dei procedimenti oltre che i siti orfani. Infine, rispetto ai popolamenti degli anni passati, vengono illustrate un’analisi preliminare dei dati sulle tecnologie di intervento oltre che una sezione “ad hoc” con focus relativi a specificità regionali, sia di carattere tecnico che amministrativo.
Per quanti interessati il Rapporto è disponibile qui.
Il 30 dicembre 2025 ARERA ha adottato la Delibera n. 591/2025/R/rif recante determinazioni in ordine all’aggiornamento delle predisposizioni tariffarie del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani, proposto dall’Agenzia Territoriale della Regione Puglia per il servizio di gestione dei rifiuti (AGER), con riferimento a taluni Comuni del pertinente territorio, per il biennio 2024-2025. L’Autorità ha deliberato di concludere con esito negativo il procedimento di verifica della coerenza regolatoria degli atti, dei dati e della documentazione trasmessa con riferimento al periodo 2024-2025 da AGER con riferimento agli ambiti tariffari di cui all’Allegato A delle Delibera n. 591 e, pertanto, per gli stessi ambiti tariffari, di escludere incrementi dei corrispettivi all’utenza finale per le annualità 2024-2025.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/005/SAEC-ARE/CC del 07.01.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Il 30 dicembre 2025 ARERA ha adottato la Delibera n. 591/2025/R/rif recante determinazioni in ordine all’aggiornamento delle predisposizioni tariffarie del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani, proposto dall’Agenzia Territoriale della Regione Puglia per il servizio di gestione dei rifiuti (AGER), con riferimento a taluni Comuni del pertinente territorio, per il biennio 2024-2025.
Nella Delibera si legge che l’Autorità, dopo aver trasmesso nel maggio 2025 ad AGER una prima richiesta di “Approfondimenti istruttori in merito all’aggiornamento biennale 2024-2025 delle predisposizioni tariffarie del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani”, ha ricevuto riscontro da parte dell’Agenzia nel luglio 2025 mediante l’invio di documentazione, che sostanzialmente ha confermato “i valori computati nelle predisposizioni tariffarie precedentemente trasmesse nel 2024”.
L’analisi istruttoria condotta dall’Autorità sulle predisposizioni tariffarie ha evidenziato “diffuse e rilevanti criticità” sia da parte dell’Ente territorialmente competente, sia da parte dei gestori, nell’adempiere alla regolazione tariffaria.
L’Autorità ha ritenuto che dall’esame della documentazione trasmessa da AGER emergono profili di illogicità, con particolare riferimento alla corretta verifica dell’equilibrio economico finanziario da parte della stessa, ed ha pertanto deliberato di concludere con esito negativo il procedimento di verifica della coerenza regolatoria degli atti, dei dati e della documentazione trasmessa con riferimento al periodo 2024-2025 da AGER con riferimento agli ambiti tariffari di cui all’Allegato A delle Delibera n. 591/2025 e, pertanto, per gli stessi ambiti tariffari, di escludere incrementi dei corrispettivi all’utenza finale per le annualità 2024-2025.
Per maggiori informazioni si rimanda al testo della Delibera e del relativo Allegato A.
In vigore dal 31 dicembre 2025 il decreto-legge 31 dicembre 2025 n. 200, il così detto Decreto Milleproroghe 2026 che proroga la scadenza dei termini previsti da varie disposizioni normative (G.U. n. 302 del 31 dicembre 2025).
Tra i termini posticipati si evidenzia quello relativo all’obbligo della stipula della polizza contro le catastrofi naturali (cd. Polizza “Cat-Nat”), introdotto dalla Legge di Bilancio 2024
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/004/SAEC-NOT/CS del 07.01.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
In vigore dal 31 dicembre 2025 il decreto-legge 31 dicembre 2025 n. 200, il così detto Decreto Milleproroghe 2026 che proroga la scadenza dei termini previsti da varie disposizioni normative (G.U. n. 302 del 31 dicembre 2025).
Tra i termini posticipati si evidenzia:
Il decreto-legge sarà presentato alle Camere per la conversione in legge, che dovrà avvenire entro sessanta giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Per maggiori informazioni si rimanda al testo del decreto allegato.
Lo scorso 23 dicembre 2025, la Commissione Europea, nell’ambito del Pacchetto Inverno sull’Economia Circolare (“Circular Economy Winter Package” – v. circolare associativa n. 477 del 24 dicembre 2025), ha pubblicato la proposta di atto di esecuzione sui criteri End-of-Waste per la plastica riciclata ed ha aperto una consultazione pubblica sul documento che chiuderà il prossimo 26 gennaio 2026. Attesi contributi.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/003/SAEC-EUR/FA del 07.01.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Lo scorso 23 dicembre 2025, la Commissione Europea, nell’ambito del Pacchetto Inverno sull’Economia Circolare (“Circular Economy Winter Package” – v. circolare associativa n. 477 del 24 dicembre 2025), ha pubblicato la proposta di atto di esecuzione sui criteri End-of-Waste per la plastica riciclata ed ha aperto una consultazione pubblica sul documento che chiuderà il prossimo 26 gennaio 2026.
La normativa mira a potenziare l'economia circolare all'interno dell'Unione Europea, riducendo gli oneri amministrativi e garantendo elevati standard di tutela ambientale. In particolare, l’atto di esecuzione pubblicato stabilisce i criteri tecnici affinché i rifiuti di plastica possano perdere la qualifica di rifiuto e diventare materie prime secondarie e il relativo allegato contiene la descrizione dettagliata di ognuno di essi.
La bozza, che deriva dallo studio del JRC al quale FEAD, anche con la collaborazione di Assoambiente, aveva inviato le proprie posizioni, si concentra sui polimeri termoplastici trattati tramite riciclo meccanico, garantendo che i materiali risultanti siano sicuri e pronti per la produzione di nuovi articoli. I produttori sono quindi chiamati ad implementare un rigoroso sistema di gestione della qualità e rilasciare una dichiarazione di conformità per ogni partita di materiale. Sono inoltre previsti limiti severi per la presenza di materiali estranei al fine di prevenire l'elusione delle norme sulle spedizioni transfrontaliere di rifiuti.
Per quanto riguarda la consultazione avviata sull’atto, disponibile qui, FEAD ha predisposto una bozza di posizione (v. allegato in word) e si evidenziano i seguenti commenti sostanziali:
Chiediamo a quanti interessati di inviare il proprio feedback sulla posizione di FEAD alla D.ssa Giulia Fano (g.fano@fise.org) entro il prossimo 15 gennaio 2026, al fine di contribuire alla definizione del contributo da inviare alla Commissione.
Per maggiori informazioni si rimanda all’atto di esecuzione e il relativo allegato, allegati alla presente.
Pubblicati sul sito dell’Albo gestori ambientali i nuovi quiz, suddivisi secondo le modalità disciplinate dalla delibera n. 6 del 26 novembre 2025 per le verifiche dei Responsabili Tecnici.
I quiz verranno successivamente inseriti nella sezione Area Riservata Quiz Responsabile Tecnico, in sostituzione degli attuali in tempo utile per la prima sessione di verifica prevista per 14 luglio 2026.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/002/SAEC-ALB/LE del 07.01.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Informiamo che sono stati pubblicati sul sito dell’Albo Gestori Ambientali i nuovi quiz, suddivisi secondo le modalità disciplinate dalla Delibera n. 6 del 26 novembre 2025 (cfr. circolare Assoambiente n. 454/2025), per le verifiche dei Responsabili Tecnici (RT) che si terranno a partire da luglio 2026:
Verifica iniziale:
Verifica di aggiornamento:
I quiz verranno successivamente inseriti nella sezione Area Riservata Quiz Responsabile Tecnico, in sostituzione degli attuali in tempo utile per la prima sessione di verifica prevista per il 14 luglio 2026 (CALENDARIO VERIFICHE RT 2026.pdf).
Per ogni ulteriore approfondimento sulla nuova disciplina del RT, in vigore dal 2 gennaio 2026, si rimanda alla nostra precedente comunicazione in materia (cfr. circolare Assoambiente n. 454/2025) con la sintesi dei contenuti della Delibera n. 6 del 26 novembre 2025 recante “Requisiti e modalità attuative del ruolo del responsabile tecnico di cui agli artt. 12 e 13 del decreto 3 giugno 2014, n. 120”, che opera una riforma organica della figura del Responsabile Tecnico (RT) e definisce un quadro unico e aggiornato dei requisiti, delle modalità di verifica e delle condizioni per l’esercizio dell’incarico del responsabile tecnico.
Si rimane a disposizione per ogni ulteriore informazione.
Il Foglio
Continuano gli appuntamenti mensili di FEAD per un aggiornamento sui principali dossier in discussione a livello europeo. Prossimo appuntamento on-line il 30 gennaio 2026 dalle 11.00 alle 12.00.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/001/SAEC-EUR/PE del 07.01.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
FEAD organizza mensilmente un incontro via web della durata di un’ora in cui vengono sintetizzate le principali tematiche in corso di esame a livello europeo, che interessano in particolare la gestione dei rifiuti e la Circular Economy.
Per quanti interessati segnaliamo che il prossimo incontro si terrà il 30 gennaio 2026, dalle ore 11.00 alle ore 12.00.
Di seguito il seguente link per seguire evento:
Microsoft Teams
Join the meeting now
Meeting ID: 379 653 945 767 68
Passcode: eJ33Cu3e
Per eventuali richieste o quesiti, potete rivolgerVi a g.fano@fise.org.
Regione Lombardia con deliberazione della Giunta regionale 15 dicembre 2025, n. XII/5511 ha rivisto le indicazioni procedurali, approvate nel 2012, sulla disciplina del tributo speciale per il conferimento in discarica di rifiuti solidi (cd. "Ecotassa") in relazione all'invio a smaltimento di scarti e sovvalli, nonché dei fanghi da parte di impianti di selezione automatica, riciclaggio e compostaggio.
A partire da gennaio 2026, le imprese che vogliono godere della riduzione del contributo per il conferimento in discarica di tali rifiuti dovranno inviare richiesta online – attestando il possesso dei requisiti stabiliti dalla DGR n. 4274/2012 - sulla piattaforma informativa Bandi e Servizi all’indirizzo www.bandi regione lombardia.it.
La deliberazione sostituisce inoltre l’Allegato II alla DGR n. 4274/2012 con un nuovo Allegato II recante «Modalità per l’ammissione al pagamento del tributo in misura ridotta».
La DGR Lombardia 15 dicembre 2025, n. XII/5511 è disponibile in allegato.
Gli uffici rimarranno chiusi dal 24 dicembre e riapriranno il 7 gennaio 2026.
La Redazione Augura a tutti Buona Natale e Felice e Sereno Anno Nuovo.
Pubblichiamo il N.4 del 2025 di “ASSOAMBIENTE INFORMA” - Aggiornamento attività associativa di Assoambiente“: i dettagli sui principali temi in esame, i provvedimenti legislativi in discussione a livello parlamentare e gli eventi di possibile interesse.
Buona lettura
Informiamo che è pubblicato sul sito Assoambiente il n. 4/2025 dell’Assoambiente informa, per un aggiornamento sull’attività Associativa e sui vari dossier nazionali ed europei di interesse del settore della gestione rifiuti e dell’economia circolare.
Dal team Assoambiente un sincero augurio di serene Feste.
La Commissione ha pubblicato il cosiddetto “Pacchetto invernale sull'economia circolare”, annunciando una serie di azioni volte ad accelerare la transizione dell'Europa verso un'economia circolare.
In attesa del Circular Economy Act previsto per il 2026, la Commissione, consapevole delle criticità registrate in alcuni settori, ha anticipato alcune disposizioni con questo primo atto che rappresenta quindi un pilot con focus sulle misure a breve termine per supportare la circolarità nel settore della plastica
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2025/477/SAEC-EUR/PE del 24.12.2025 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
La Commissione ha pubblicato il cosiddetto “Pacchetto invernale sull'economia circolare”, annunciando una serie di azioni volte ad accelerare la transizione dell'Europa verso un'economia circolare, con particolare attenzione al riciclaggio della plastica. Questa comunicazione era molto attesa nel contesto della crisi del riciclaggio della plastica, a seguito dell'annuncio del Commissario Roswall alcuni mesi fa.
In attesa del Circular Economy Act previsto per il 2026, la Commissione, consapevole delle criticità registrate in alcuni settori, ha anticipato alcune disposizioni con questo primo atto che rappresenta quindi un pilot con focus sulle misure a breve termine per supportare la circolarità nel settore della plastica.
Sebbene la Commissione abbia identificato le sfide strutturali e le barriere di mercato che attualmente interessano il settore del riciclaggio della plastica, il documento non include un sostegno a breve termine per i riciclatori di plastica (domanda di contenuto riciclato di produzione europea), soprattutto perché la maggior parte delle misure annunciate erano già attese da tempo dal settore.
Per superare la frammentazione del mercato, la Commissione propone:

Per rilanciare la Circular Plastic Alliance, la Commissione propone:

Per un mercato più equo, la Commissione propone:

Ulteriori misure sono previste per incrementare innovazione nel settore.
Si ricorda che Assoambiente sta partecipando anche al Tavolo avviato dal MASE in relazione alla crisi settore plastica che si sta registrando anche in Italia.
Per ulteriori informazioni si rimanda alla Comunicazione della Commissione e al CS FEAD, in allegato alla presente.
L’Agenzia delle Entrate con la risposta n. 310/2025 “Trattamento IVA applicabile al servizio di gestione della tassa sui rifiuti (TARI) e i rapporti con l'utenza” ha ritenuto che il Comune che affida a un'impresa sia il servizio di gestione rifiuti urbani sia la riscossione della relativa tassa rifiuti deve applicare l'aliquota Iva del 22% all'importo da corrispondere all'azienda per la prestazione.
L’Agenzia delle Entrate ha ritenuto che alla prestazione inerente alla gestione della tassa sui rifiuti (TARI) e ai rapporti con l'utenza, come rappresentata nell'istanza d'interpello, non sia applicabile l'aliquota IVA agevolata, bensì quella ordinaria.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2025/476/SAEC-SPL/CC del 23.12.2025 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
L’Agenzia delle Entrate con la risposta n. 310/2025 “Trattamento IVA applicabile al servizio di gestione della tassa sui rifiuti (TARI) e i rapporti con l'utenza” ha ritenuto che il Comune che affida a un'impresa sia il servizio di gestione rifiuti urbani sia la riscossione della relativa tassa rifiuti deve applicare l'aliquota Iva del 22% all'importo da corrispondere all'azienda per la prestazione.
Il quesito posto all’Agenzia da parte di un Comune riguardava, in particolare, l’applicazione dell’IVA nella misura agevolata del 10 per cento per tutte le attività comprese nel perimetro della regolazione ARERA relativa al settore rifiuti urbani ricomprese in unico affidamento.
L’Agenzia delle Entrate, dopo aver premesso che l’attività di gestione del servizio rifiuti gode dell’applicazione dell’aliquota agevolata del 10 per cento, ai sensi del numero 127 sexiesdecies, parte III, della Tabella A allegata al decreto IVA, ha stabilito che “considerato che la citata disposizione fiscale agevolativa di cui al numero 127 sexiesdecies), parte III, della Tabella A allegata al decreto IVA, rinvia espressamente alle prestazioni di gestione dei rifiuti definite dalla lettera n) del menzionato articolo 183, comma 1, del d.lgs. n. 152 del 2006, la stessa si applica unicamente a dette prestazioni, che si limitano alla raccolta, al trasporto e al recupero con annesso lo smaltimento dei rifiuti urbani e dei rifiuti speciali, individuati dall'articolo 184, rispettivamente ai commi 2 e 3, lettera g), dello stesso d.lgs. n. 152 del 2006”.
Pertanto, dal quadro normativo sopra delineato, l’Agenzia delle Entrate ha ritenuto che alla prestazione inerente alla gestione della tassa sui rifiuti (TARI) e ai rapporti con l'utenza, come rappresentata nell'istanza d'interpello, non sia applicabile l'aliquota IVA agevolata, bensì quella ordinaria.
Dunque, se il Comune nel contratto con l'azienda chiamata a svolgere le prestazioni non ha distinto le varie somme da corrispondere all'impresa per le varie attività ma ha previsto un pagamento unico, allora su questa somma di denaro erogata all'azienda per le attività svolte va applicata l'aliquota Iva più alta tra quelle astrattamente applicabili ai diversi servizi che sono ricompresi nell'accordo.
L’Agenzia delle Entrate conclude “in assenza di una prestazione unica, sono da assoggettare ad aliquota agevolata IVA del 10 per cento esclusivamente le prestazioni di gestione dei rifiuti, come individuate dal citato d.lgs. n. 152 del 2006 all'articolo 183, comma 1, lettera n), oltre che le prestazioni di stoccaggio e deposito temporaneo, di cui alle lettere aa) e bb) del medesimo articolo 183; mentre le restanti attività, compresa l'attività di gestione della tariffa sui rifiuti, devono assoggettarsi ad aliquota propria”.
Per maggiori informazioni si rimanda al testo della risposta in allegato.
Lo scorso 19 dicembre 2025 è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea la Rettifica della Direttiva (Ue) 2019/883 del Parlamento europeo e del Consiglio, relativa agli impianti portuali di raccolta per il conferimento dei rifiuti delle navi.La Direttiva oggetto di modifica disciplina le regole sullo scarico dei rifiuti delle navi che attraccano in un porto dell'Unione Europea, la rettifica riguarda gli Allegati II e III
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2025/475/SAEC-EUR/FA del 23.12.2025 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Lo scorso 19 dicembre 2025 è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea (2025/91039) la Rettifica della Direttiva (UE) 2019/883 del Parlamento europeo e del Consiglio, relativa agli impianti portuali di raccolta per il conferimento dei rifiuti delle navi.
La Direttiva oggetto di modifica disciplina le regole sullo scarico dei rifiuti delle navi che attraccano in un porto dell'Unione Europea, la rettifica riguarda gli Allegati II e III, più precisamente:
Per qualsiasi ulteriore approfondimento, si rimanda alle norme allegate alla presente.
L'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) con delibera n. 478, approvata dal Consiglio del 26 novembre 2025, ha approvato le Linee Guida in materia di whistleblowing sui canali interni di segnalazione. Con successiva delibera n. 479 approvata dal Consiglio del 26 novembre 2025, l’Autorità ha poi apportato modifiche ed integrazioni alle Linee guida sulla presentazione e gestione delle segnalazioni esterne, così da assicurare la coerenza dei contenuti con le indicazioni presenti superando alcune criticità segnalate dai soggetti tenuti ad applicare il d.lgs. n. 24/2023.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2025/474/SAEC-GIU/CC del 23.12.2025 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
L'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) con delibera n. 478, approvata dal Consiglio del 26 novembre 2025, ha approvato le Linee Guida in materia di whistleblowing sui canali interni di segnalazione, dando indicazioni sulle modalità di gestione dei canali interni di segnalazione.
L’obiettivo delle nuove linee guida è quello di garantire un’applicazione uniforme ed efficace della normativa sul whistleblowing e indirizzare ulteriormente i soggetti tenuti a dare attuazione alla stessa. Sul punto si è espresso il Garante della Privacy, che con parere 581 del 27 novembre 2025, ha ritenuto che le indicazioni dell’Anac assicurino la specifica tutela della riservatezza dell'identità del segnalante e della segnalazione, garantendo in pari tempo il necessario bilanciamento con la necessità di accertare gli illeciti e il diritto di difesa e di contraddittorio del segnalato.
Con successiva delibera n. 479 approvata dal Consiglio del 26 novembre 2025, l’Autorità ha poi apportato modifiche ed integrazioni alle Linee guida sulla presentazione e gestione delle segnalazioni esterne, così da assicurare la coerenza dei contenuti con le indicazioni presenti superando alcune criticità segnalate dai soggetti tenuti ad applicare il d.lgs. n. 24/2023.
Le due delibere sono state adottate in attuazione del D.lgs. n. 24/2023 “Whistleblowing”.
Per maggiori informazioni si rimanda al testo delle delibere in allegato.
La Legge 18 dicembre 2025, n. 190 - Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2025 (GU n. 294 del 19 dicembre 2025), nei primi due commi dell’art.1 contiene importanti novità riguardanti la ricognizione annuale dei servizi pubblici locali (art. 30 D. Lgs. 201/2022). Al fine di rafforzare la vigilanza e i controlli degli enti locali, la legge inserisce tre nuovi commi dopo il comma 1 dell’art.30.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2025/473/SAEC-GIU/CC del 23.12.2025 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Nella Gazzetta Ufficiale n.294 del 19 dicembre 2025 è stata pubblicata la Legge 18 dicembre 2025, n. 190 Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2025.
La legge nei primi due commi dell’art.1 contiene importanti novità riguardanti la ricognizione annuale dei servizi pubblici locali (art. 30 D. Lgs. 201/2022). Al fine di rafforzare la vigilanza e i controlli degli enti locali, la legge inserisce tre nuovi commi dopo il comma 1 dell’art.30.
Il nuovo comma 1-bis stabilisce che “Nella ricognizione di cui al comma 1 l'ente, tenendo conto delle valutazioni conclusive sull'andamento della gestione di ciascun servizio affidato, individua le possibili cause dell'eventuale andamento negativo. Se da tali valutazioni emerge un andamento gestionale insoddisfacente per cause dipendenti dall’attività del gestore, l'ente adotta un atto di indirizzo, allegato alla ricognizione, con cui impone al gestore di elaborare, entro il termine massimo di tre mesi, un piano per intraprendere le necessarie misure correttive, che include un cronoprogramma di azioni per il ripristino e il miglioramento della qualità del servizio, per efficientare i costi e per ripianare le eventuali perdite. L'atto di indirizzo e il piano sono trasmessi all’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) che provvede a pubblicarli sul portale telematico di cui all'articolo 31, comma 2. L'Autorità garante della concorrenza e del mercato effettua un'attività di monitoraggio sugli atti di indirizzo e sull'efficacia delle misure correttive previste e predispone annualmente una relazione al Governo e alle Camere”.
Il nuovo comma 1-ter stabilisce che l’andamento si considera insoddisfacente ai sensi del comma 1-bis quando:
Il nuovo comma 1-quater stabilisce che in caso di grave inadempimento da parte del gestore nell’attuazione del piano di cui al comma 1-bis, si applica l’art. 27, comma 3.
Il comma 2 inserisce nel Titolo V “Regolazione del rapporto di pubblico servizio, vigilanza e tutela dell’utenza” del D. Lgs. n. 201 del 2022 l’articolo 31-bis “Sanzioni”.
Il comma 1 specifica che l’ANAC applica la sanzione amministrativa pecuniaria da un minimo di 5.000 a un massimo di 500.000 euro in caso di:
Il comma 2 stabilisce che in caso di incompletezza della relazione di cui all’art. 30, comma 2, tale da non consentirne una compiuta valutazione, l'ANAC comunica all'ente locale interessato il termine perentorio, non superiore a trenta giorni, per le integrazioni ritenute necessarie. Decorso il termine di cui al primo periodo, l'ANAC applica la sanzione amministrativa pecuniaria di cui al comma 1.
Per maggiori informazioni si rimanda al testo della legge consultabile al seguente link.
Con il Decreto Ministeriale n. 325 del 12 dicembre 2025, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha reso noto il calendario dei divieti di circolazione dei mezzi pesanti superiori alle 7,5 tonnellate, per l’anno 2026. Anche quest’anno tra le categorie di veicoli adibiti ai servizi pubblici, che sono esentati dal divieto anche se circolano scarichi vengono confermate quelle per la nettezza urbana, quelle adibite al trasporto di rifiuti urbani dal centro di raccolta a quello di smaltimento e/o recupero effettuato con veicoli delle amministrazioni comunali e quelle di pronto intervento per fognature e spurgo pozzi neri.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2025/472/SAEC-NOT/LE del 23.12.2025 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Con il Decreto Ministeriale n. 325 del 12 dicembre 2025, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha reso noto il calendario dei divieti di circolazione dei mezzi pesanti superiori alle 7,5 tonnellate, per l’anno 2026.
Il provvedimento, in attesa della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale per l’entrata in vigore, riporta all’art. 2 il calendario dei divieti (che fa rinvio al suo Allegato A) mentre nei successivi articoli 3, 4, 5 e 6 prevede particolari deroghe o agevolazioni, rispettivamente, per i veicoli provenienti o diretti da/verso l’estero, per i veicoli provenienti o diretti da/verso la Sardegna, per i veicoli provenienti o diretti da/verso la Sicilia e per i veicoli impegnati nel trasporto intermodale.
L’art. 7, comma 2 riporta, invece, le categorie di veicoli adibiti ai seguenti servizi pubblici, che sono esentati dal divieto anche se circolano scarichi. Anche quest’anno esso include:
Il comma 4, lettera c) dello stesso art. 7 conferma l’estensione a 80 km la distanza massima percorribile in esclusione dal divieto, per rientrare alla sede aziendale o alla residenza del conducente, purché non percorrano tratti autostradali.
Tra le novità del decreto in oggetto si segnala la modifica del comma 5 dell’articolo 6 il quale prevede che i trattori stradali, quando viaggiano isolati, possono circolare nei giorni di divieto anche nel caso in cui siano utilizzati per operazioni di trasporto intermodale, purché muniti di idonea documentazione attestante l’avvenuta riconsegna. In sostanza, è stato eliminato il limite delle 7,5 tonnellate e pertanto tutti i trattori isolati a prescindere dalla massa potranno circolare in deroga durante la limitazione nelle condizioni sopra previste.
Specifiche disposizioni per il trasporto di merci pericolose vengono, infine, riportate dall’art. 12 del decreto.
Si rimanda al testo del decreto, in allegato alla presente, per ulteriori dettagli e/o approfondimenti.
Si rinnova nel 2026 l'appuntamento per “IMPIANTI APERTI on The Road. Il viaggio per la sostenibilità”, la campagna di sensibilizzazione ASSOAMBIENTE che promuove la conoscenza delle infrastrutture industriali necessarie per una corretta e sostenibile gestione dei rifiuti.
IMPIANTI APERTI ON THE ROAD EDIZIONE 2026
L'edizione 2026 di "Impianti Aperti on the road" prevede un ruolo sempre più attivo dell'Associazione per le visite programmate negli impianti industriali.
Vogliamo dare l’opportunità ad un impianto di aprire le sue porte per consentire la partecipazione di enti locali, comitati territoriali e, in particolare, studenti interessati.
L'obiettivo di queste visite è promuovere una cultura consapevole nella gestione dei rifiuti e condividere conoscenze fondamentali sulle tecnologie utilizzate, i processi di monitoraggio, le autorizzazioni normative e il controllo delle emissioni. In questo contesto, ASSOAMBIENTE metterà a disposizione la propria competenza e l'esperienza per stimolare il dialogo e il confronto costruttivo.
Inoltre, le aziende coinvolte potranno richiedere di unire alla visita all’impianto anche la possibilità di usufruire di un corso formativo su argomenti di interesse specifico. Le tematiche potrebbero includere aspetti relativi alla sicurezza, alle tariffe ARERA, al bilancio di sostenibilità, alle certificazioni, alla gestione del rischio e alle strategie di comunicazione ambientale.
PATROCINI E COMUNICAZIONE
ASSOAMBIENTE, con il suo impegno costante nella diffusione di notizie e informazioni cruciali nel campo del waste management, ha già ottenuto il patrocinio del MASE (Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare) e di ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) SNPA (Sistema Nazionale per la Protezione dell'Ambiente).
Sarà garantita alla campagna di comunicazione una copertura estesa delle attività promosse attraverso i media nazionali e locali. Sia online che offline, sarà offerta un'ampia copertura delle Tappe in programma, raggiungendo un pubblico sempre più vasto interessato al settore della gestione dei rifiuti. Sui canali social ufficiali dell’Associazione saranno condivisi con la comunità online aggiornamenti, notizie e informazioni cruciali.
IMPIANTI APERTI - EDIZIONI PRECEDENTI
Edizione 2019: 9 impianti partecipanti in presenza.
Edizione 2020: Guarda la Playlist
Edizione 2021: Guarda la Playlist
Edizione 2022: Guarda la Playlist
Edizione 2023: Guarda la Playlist
Edizione 2024: Guarda la Playlist
Edizione 2025: Guarda la Playlist
IPOTESI DI REALIZZAZIONE
Obiettivo: promuovere la cultura della gestione dei rifiuti e condividere conoscenze su tecnologie, monitoraggi, autorizzazioni e controllo delle emissioni. ASSOAMBIENTE mette a disposizione il suo know-how per animare il confronto supportando le Aziende coinvolte nella realizzazione di:
a) Visita dell'impianto con la partecipazione di enti locali, comitati territoriali e/o studenti.
b) Seminario su tematiche di interesse per l’azienda aderente e/o territorio
c) Corso formativo su tematiche di interesse dell'Azienda coinvolta quali ad esempio: sicurezza, tariffe ARERA, bilancio di sostenibilità, certificazioni, risk management, comunicazione.
LOGO PROGETTO
Le Aziende che desiderano aprire gli impianti per la Giornata mondiale dell'Ambiente prevista per il 5 giugno 2026, potranno comunque richiedere all'Associazione il logo dell'iniziativa e partecipare alle attività di comunicazione dell'evento (inviare mail a: t.colin@fise.org).
MANIFESTAZIONE INTERESSE
Le aziende interessate ad aderire all'iniziativa possono inviare una mail a Teresa Colin (t.colin@fise.org) entro il 15 gennaio 2026 per concordare la data della Tappa da realizzare. Scaricabile in allegato il Modulo di Manifestazione di interesse.
REFERENTI PROGETTO:
Elisabetta Perrotta Direttore Assoambiente - e.perrotta@fise.org
Teresa Colin Comunicazione ed eventi - t.colin@fise.org
Marco Catino Ufficio Stampa - redazione@fise.org
Sabrina Poggi Social Media Manager - s.poggi@sabrinapoggi.
GSA
Il Tempo, Il Sole 24 Ore.com, L’Identità.it, Ricicla News, Canale Energia, AgenParl, GreenReport, Eco dalle Città, GSA, Staffetta Quotidiana
Pubblicato il GU terzo decreto correttivo IRPEF-IRES. Il D.Lgs. 18 dicembre 2025, n. 192 detta disposizioni integrative e correttive in materia di IRPEF e IRES, di fiscalità internazionale, di imposta sulle successioni e donazioni e di imposta di registro, nonché di modifica allo statuto dei diritti del contribuente e ai testi unici delle sanzioni tributarie amministrative e penali, dei tributi erariali minori, della giustizia tributaria, in materia di versamenti e riscossione e di imposta di registro e di altri tributi indiretti.
Il decreto è in vigore dal 20 dicembre 2025, salvo diverse decorrenze espressamente previste.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2025/471/SAEC-NOT/NA del 22.12.2025 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Si rende disponibile in allegato la Newsletter n. 247 del 22 dicembre 2025.
La Commissione europea ha pubblicato il Regolamento (UE) 2025/2573 recante la modifica del Regolamento 440/2008/CE per quanto riguarda i metodi di prova ai sensi del Regolamento REACH per adeguarli al progresso tecnico.
In particolare il Regolamento, che entrerà in vigore a partire dall'8 gennaio 2026, va ad aggiornare l'elenco dei metodi di prova utilizzabili al fine di testare le proprietà fisico-chimiche, tossicologiche ed ecotossicologiche delle sostanze chimiche.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2025/470/SAEC-EUR/CS del 22.12.2025 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Il D.lgs. 18 dicembre 2025 n. 192 (G.U. n. 294 del 19 dicembre 2025) è un pacchetto correttivo e integrativo all’ampia riforma fiscale avviata con la Legge delega n. 111/2023 che apporta modifiche e integrazioni in più ambiti tributari allo scopo di coordinare e rendere più coerente la normativa fiscale dopo i principali interventi su IRPEF e IRES.
I principali obiettivi della normativa sono: aggiornare e chiarire norme IRPEF e IRES; riorganizzare regole su successioni, donazioni e registro; coordinare la fiscalità internazionale; rafforzare lo Statuto del contribuente e modernizzare sanzioni, riscossione e disciplina dei tributi indiretti.
In particolare il decreto contiene novità in materia di:
Il decreto entra in vigore il 20 dicembre 2025; salvo diverse decorrenze specificate nel testo.
Per maggiori approfondimenti si rinvia al testo del decreto disponibile in allegato.
La Commissione europea ha pubblicato il Regolamento (UE) 2025/2573 recante la modifica del Regolamento 440/2008/CE per quanto riguarda i metodi di prova ai sensi del Regolamento REACH per adeguarli al progresso tecnico.
In particolare il Regolamento, che entrerà in vigore a partire dall'8 gennaio 2026, va ad aggiornare l'elenco dei metodi di prova utilizzabili al fine di testare le proprietà fisico-chimiche, tossicologiche ed ecotossicologiche delle sostanze chimiche. Le nuove disposizioni mirano a tenere conto del progresso tecnico e a ridurre il numero di animali utilizzati a fini sperimentali.
Con questo obiettivo vengono aggiornati i test per la determinazione degli effetti sulla salute umana e integrati quelli per la valutazione dell'ecotossicità, attraverso la modifica dell’allegato del regolamento 440/2008/CE sui metodi di prova delle sostanze chimiche.
Inoltre, per garantire l’allineamento al Regolamento 1272/2008/CE ("Clp") su classificazione, etichettatura e imballaggio delle sostanze e delle miscele, vengono integrati gli strumenti a disposizione per valutare l’esposizione alle sostanze chimiche sul posto di lavoro.
Per maggiori informazioni si rimanda al testo del regolamento UE in allegato.
La Commissione Europea ha pubblicato la bozza di una serie di domande e risposte (FAQ) per supportare le imprese sulle nuove regole semplificate della tassonomia dell'UE.
Si ricorda infatti che da gennaio 2026 entrerà in vigore il pacchetto semplificato di cui fa parte il Taxonomy Omnibus Delegated Act, ovvero il provvedimento che mira a ridurre gli oneri amministrativi per le aziende, mantenendo al contempo elevati standard di trasparenza per gli investitori nel settore della finanza sostenibile. Il documento fornisce le risposte alle domande frequenti sollevate dalle parti interessate per garantire uniformità nell'interpretazione delle norme per l’imminente inizio del periodo di transizione.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2025/469/SAEC-EUR/FA del 22.12.2025 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
La Commissione Europea ha pubblicato la bozza di una serie di domande e risposte (FAQ) per supportare le imprese sulle nuove regole semplificate della tassonomia dell'UE.
Si ricorda infatti che da gennaio 2026 entrerà in vigore il pacchetto semplificato di cui fa parte il Taxonomy Omnibus Delegated Act (v. circolare Assoambiente n. 262 dell’11 luglio 2025), ovvero il provvedimento che mira a ridurre gli oneri amministrativi per le aziende, mantenendo al contempo elevati standard di trasparenza per gli investitori nel settore della finanza sostenibile.
Il documento fornisce le risposte alle domande frequenti sollevate dalle parti interessate per garantire uniformità nell'interpretazione delle norme per l’imminente inizio del periodo di transizione.
La bozza pubblicata, chiarisce in particolare i criteri di materialità finanziaria, specificando alle imprese di non valutare le attività economiche che incidono per meno del 10% sui propri indicatori chiave di prestazione (KPI). Tra e altre cose viene spiegato che la materialità finanziaria nella Tassonomia deve essere coerente con i principi contabili IFRS 8 (International Financial Reporting Standards), quindi se un'attività economica è considerata un segmento operativo oggetto di informativa nel bilancio finanziario, essa deve essere considerata materiale anche per la Tassonomia e non può essere esclusa. Sono anche specificate le agevolazioni previste per gli istituti finanziari.
Inoltre viene chiarito che le società potranno scegliere, per l'anno finanziario 2025, tra l'applicazione delle regole semplificate di rendicontazione proposte dalla nuova normativa o la continuazione dell'utilizzo del precedente quadro. Va quindi inclusa nelle informazioni del loro report di sostenibilità, una dichiarazione che specifichi quale set di regole di reporting si è deciso di applicare.
Per qualsiasi ulteriore approfondimento, si rimanda alla bozza delle FAQ, disponibili in allegato.
Il Sole 24 Ore.com, L’Identità.it, Ricicla News, Canale Energia, AgenParl, GreenReport, Eco dalle Città, GSA, Staffetta Quotidiana
Ricicla News
Sono aperte le candidature per il Premio buone pratiche ICESP con scadenza il 23 gennaio 2026. Il Premio nasce con l’obiettivo di valorizzare, diffondere e rendere maggiormente visibili le Buone Pratiche più significative di economia circolare realizzate da organizzazioni pubbliche e private sul territorio nazionale, quali strumento di supporto alla transizione circolare del Paese, favorendo:
Il premio prevede i seguenti ambiti tematici:
Per ciascuno degli ambiti tematici sarà assegnato un premio alle Buone Pratiche candidate a giudizio insindacabile del Comitato Tecnico Scientifico. Ulteriori premi o riconoscimenti aggiuntivi potranno essere messi a disposizione da membri ICESP su uno o più ambiti di loro interesse.
Tutti i dettagli relativi a partecipazione, ammissibilità, valutazione e premiazione sono contenuti nel Regolamento del Premio Buone Pratiche ICESP e gli allegati da produrre sono disponibili online nella pagina dedicata Premio buone pratiche ICESP.
La cerimonia di premiazione si svolgerà durante l'ottava conferenza annuale ICESP "Le Buone Pratiche ICESP per la transizione circolare" del 12.03.2026 presso Palazzo Valentini – Roma.
ANPAR, l’Associazione Nazionale Produttori di Aggregati Riciclati che aderisce ad Assoambiente, si è rivolta all’ANAC per segnalare come Roma Capitale, nella gara di appalto per interventi urgenti e ordinari di manutenzione stradale (valore complessivo di 720 milioni di € su 15 lotti), abbia palesemente violato le recenti norme relative ai Criteri Ambientali Minimi (CAM) Infrastrutture.
In particolare, l’Associazione ha evidenziato all’Autorità come nell’appalto siano state totalmente disattese le norme tecniche oggi vigenti, sottolineando ad esempio che:
L’appalto, di importo particolarmente elevato, è in fase di aggiudicazione.
“L’economia circolare si attua pienamente quando e solo se le materie prime ottenute dalle raccolte differenziate e dal successivo riciclo vengono impiegate concretamente per sostituire materie prime vergini. Questa vicenda è esemplificativa di ciò che spesso avviene nel nostro Paese, con ottime performance di riciclo realizzate dalle imprese che poi vengono disattese nella pratica. Stupisce che a un anno dall’entrata in vigore delle norme sui criteri ambientali minimi non se ne preveda concreta applicazione in un appalto così rilevante e strategico per la capitale d’Italia e questo contenga anzi riferimenti a norne non più vigenti”, evidenzia Paolo Barberi – Presidente di ANPAR.
Al via l’edizione 2026 di “IMPIANTI APERTI on The Road. Il viaggio per la sostenibilità” di Assoambiente, la campagna di sensibilizzazione per promuovere la conoscenza delle infrastrutture industriali necessarie alla corretta e sostenibile gestione dei rifiuti.
Ogni mese, verrà data l’opportunità ad un impianto di aprire le sue porte per consentire la partecipazione di enti locali, comitati territoriali e, in particolare, studenti interessati. L'obiettivo di queste visite è promuovere una cultura consapevole sulla gestione dei rifiuti e condividere conoscenze fondamentali sulle tecnologie utilizzate a livello operativo e per i controlli. Le aziende interessate, oltre alla visita all’impianto, saranno supportate nell’organizzazione, nella stessa giornata, di un evento informativo su argomenti di interesse specifico.
Sarà garantita alla campagna di comunicazione una copertura estesa delle attività promosse attraverso i media nazionali e locali. Sia online che offline, sarà offerta un'ampia copertura delle Tappe in programma, raggiungendo un pubblico sempre più vasto interessato al settore della gestione dei rifiuti. Sui canali social ufficiali dell’Associazione saranno condivisi con la comunità online aggiornamenti, notizie e informazioni cruciali.
Assoambiente, con il suo impegno costante nella diffusione di notizie e informazioni cruciali nel campo del waste management, ha già ottenuto il patrocinio del MASE e di ISPRA-SNPA.
Le aziende interessate ad aderire all'iniziativa possono inviare una mail a Teresa Colin (t.colin@fise.org) entro il 15 gennaio 2026 per concordare la data della Tappa da realizzare. Scaricabile il Modulo di Manifestazione di interesse.
Le Aziende che desiderano aprire gli impianti per la Giornata mondiale dell'Ambiente prevista per il 5 giugno 2026, potranno comunque richiedere all'Associazione il logo dell'iniziativa e partecipare alle attività di comunicazione dell'evento (inviare mail a: t.colin@fise.org).
Al seguente link ulteriori informazioni in relazione non solo all’iniziativa 2025 ma anche alle edizioni precedenti.
Per informazioni rivolgersi alla D.ssa Colin, Responsabile Comunicazione ed eventi Assoambiente (t.colin@fise.org).
Nella Gazzetta Ufficiale n.293 del 18 dicembre 2025 è stato pubblicato un Avviso Pubblico ISI 2025 da parte dell’INAIL per il finanziamento di interventi in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
La finalità dell’avviso è di incentivare le imprese alla realizzazione di progetti per il miglioramento documentato delle condizioni di salute e di sicurezza dei lavoratori. Destinatari del finanziamento sono le imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di commercio industria artigianato e agricoltura (CCIAA) e gli enti del terzo settore di cui al decreto legislativo n. 117/2017. I progetti ammessi a finanziamento sono elencati nell’avviso. La domanda deve essere presentata in modalità telematica sul sito dell’INAIL.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2025/467/SAEC-GIU/CC del 19.12.2025 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Nella Gazzetta Ufficiale n.293 del 18 dicembre 2025 è stato pubblicato un Avviso Pubblico ISI 2025 da parte dell’INAIL per il finanziamento di interventi in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
La finalità dell’avviso è di “incentivare le imprese alla realizzazione di progetti per il miglioramento documentato delle condizioni di salute e di sicurezza dei lavoratori”, nonché “incoraggiare le micro e piccole imprese operanti nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli all'acquisto di nuovi macchinari ed attrezzature di lavoro caratterizzati da soluzioni innovative per ridurre in misura significativa le emissioni inquinanti, migliorare l'efficienza e la sostenibilità complessiva e diminuire i livelli di rumorosità o il rischio infortunistico o quello derivante dallo svolgimento di operazioni manuali”.
Destinatari del finanziamento sono le imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di commercio industria artigianato e agricoltura (CCIAA) e gli enti del terzo settore di cui al decreto legislativo n. 117/2017.
I progetti ammessi a finanziamento sono:
Le risorse finanziarie destinate dall'INAIL alle tipologie di progetti ammessi sono ripartite per regione/provincia autonoma e per assi di finanziamento.
L'ammontare complessivo del finanziamento, indipendentemente dalla presenza o meno dell'eventuale intervento aggiuntivo, dovrà essere comunque compreso tra un importo minimo di 5.000,00 euro e un importo massimo finanziabile di 130.000,00 euro. l finanziamento concedibile è a fondo perduto calcolato sull'importo delle spese ritenute ammissibili.
La domanda deve essere presentata esclusivamente in modalità telematica sul sito www.inail.it.
Per maggiori informazioni si rimanda al testo dell’avviso consultabile al seguente link.
Il Foglio
La Commissione Europea ha adottato il Piano d'azione RESourceEU, mirato ad accelerare e amplificare i propri sforzi volti a garantire l'approvvigionamento dell'UE di materie prime strategiche e critiche.
L'iniziativa, che trae fondamento dal Regolamento 2024/1252/UE sulle Materie Prime Critiche (CRMA), mira a fornire finanziamenti e strumenti concreti per proteggere l'industria dagli shock geopolitici e dagli sbalzi dei prezzi, promuovere progetti sulle materie prime critiche sia in Europa che nel resto del mondo e collaborare con paesi che condividono gli stessi principi per diversificare le catene di approvvigionamento.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2025/466/SAEC-EUR/FA del 17.12.2025 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
La Commissione Europea ha adottato il Piano d'azione RESourceEU, che mira ad accelerare e amplificare i propri sforzi volti a garantire l'approvvigionamento dell'UE di materie prime strategiche e critiche.
L'iniziativa, che trae fondamento dal Regolamento 2024/1252/UE sulle Materie Prime Critiche (CRMA), mira a fornire finanziamenti e strumenti concreti per proteggere l'industria dagli shock geopolitici e dagli sbalzi dei prezzi, promuovere progetti sulle materie prime critiche sia in Europa che nel resto del mondo e collaborare con paesi che condividono gli stessi principi per diversificare le catene di approvvigionamento.
In particolare, gli obiettivi del Piano sono:
Tra le diverse misure, si informa che la Commissione ha proposto anche modifiche mirate al Regolamento sulle Materie prime critiche, volte a:
Per quanto di interesse, segnaliamo che l'approccio adottato dalla Commissione nel Piano presentato sembra non tenere conto delle esigenze e degli interessi del settore dei rifiuti, come ad esempio l’introduzione di alcune restrizioni all'esportazione di rifiuti e includendo i rifiuti pre-consumo negli obiettivi relativi al contenuto di materiale riciclato. L’Associazione, tramite FEAD, monitorerà lo sviluppo e l’attuazione delle misure previste dal Piano d’Azione.
Per qualsiasi ulteriore approfondimento si rimanda al Piano e agli emendamenti sul CRMA disponibili qui.
La Commissione Europea ha pubblicato il pacchetto di decisioni sulle infrazioni di dicembre 2025. A tal proposito si informa che l’Europa ha deciso di inviare all’Italia una lettera di costituzione in mora e tre pareri motivati, per il mancato rispetto degli obblighi in materia di qualità dell'aria, energia rinnovabile, gestione dei rifiuti e tutela delle specie protette.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2025/465/SAEC-EUR/FA del 16.12.2025 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
La Commissione Europea ha pubblicato il pacchetto di decisioni sulle infrazioni di dicembre 2025, in cui vi sono segnalazioni per l’Italia per il mancato rispetto degli obblighi in materia di qualità dell'aria, energia rinnovabile, gestione dei rifiuti e tutela delle specie protette.
A tal proposito si informa che l’Europa ha deciso di inviare all’Italia una lettera di costituzione in mora, ovvero il primo atto formale della procedura d’infrazione con cui la Commissione invita lo Stato membro a conformarsi entro un termine (di solito 2 mesi), pena l’emissione di un parere motivato successivo, e tre pareri motivati, ovvero il secondo stadio, che può portare eventualmente al deferimento dinanzi alla Corte di giustizia dell’Unione Europea nel caso di mancata risposta da parte degli Stati, o se non vengono adottate le misure necessarie per eliminare le violazioni.
Di seguito i provvedimenti di interesse:
Per qualsiasi ulteriore approfondimento si rimanda al pacchetto infrazioni allegato alla presente.
La Regione Piemonte ha coinvolto alcuni stakeholder tra cui Assoambiente nella consultazione sul processo di aggiornamento e riordino della disciplina regionale relativa alle garanzie finanziarie, al fine di allinearla alle disposizioni normative vigenti, mediante l’adeguamento dei criteri e delle modalità di presentazione, nonché dei coefficienti unitari degli importi definiti dalle deliberazioni regionali ora in vigore.
Gli associati interessati possono inviare contributi entro venerdì 19 dicembre 2025.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2025/464/SAEC-NOT/LE del 16.12.2025 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Come noto ai sensi dei commi 2 lett. e) e 11 lett. g) dell'art. 208 del D.lgs. n. 152/2006 gli impianti di trattamento rifiuti, ivi compresi quelli che operano in procedura semplificata (artt. 214 e 216 del D.lgs. n. 152/2006), sono tenuti a prestare idonee garanzie finanziarie alla Regione per svolgere le proprie attività.
In Regione Piemonte, i criteri e le modalità di presentazione e utilizzo delle garanzie finanziarie per le operazioni di smaltimento e recupero dei rifiuti sono stati adottati con la D.G.R. n. 20-192 del 12 giugno 2000, successivamente modificata e integrata da ulteriori provvedimenti e, più recentemente, con la D.G.R. n. 18-6175 del 7 dicembre 2022, la quale ha fornito indicazioni specifiche in merito alle garanzie finanziarie relative alle campagne di attività degli impianti mobili.
Considerato che, a livello nazionale, sono stati introdotti negli anni diversi interventi normativi in materia, la Regione ritiene necessario procedere ad un aggiornamento e riordino della disciplina relativa alle garanzie finanziarie, al fine di allinearla alle disposizioni normative vigenti, mediante l’adeguamento dei criteri e delle modalità di presentazione, nonché dei coefficienti unitari degli importi definiti dalle deliberazioni regionali precedentemente citate. La revisione include, in particolare, l’introduzione delle garanzie finanziarie per gli impianti di recupero che operano con "autorizzazione semplificata".
La regione Piemonte, stante la portata del processo di revisione normativa, ha coinvolto alcuni stakeholder, tra cui Assoambiente, a cui ha trasmesso i documenti allegati chiedendo in tempi ristrettissimi eventuali proposte di modifica e integrazione.
Al fine di partecipare alla consultazione, giriamo i documenti ricevuti dalla Regione su cui, se ritenete opportuno, potete inviare contributi a c.leboffe@fise.org entro venerdì 19 dicembre 2025 al fine di poter dare riscontro alla regione nei tempi richiesti.
Visti i tempi estremamente ristetti, Vi chiediamo di inviare le eventuali proposte di modifica e/o integrazione direttamente sui file allegati, in modalità revisione, unitamente a sintetiche motivazioni in corrispondenza di ciascun intervento.
Il Consiglio di Stato, con sentenza n. 9676 del 09/12/2025 si è pronunciato su un ricorso proposto da una società, contro l’Autorità per il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani – ATO Toscana Sud e nei confronti di ARERA, volto ad ottenere la riforma di una sentenza del Tar Toscana e l’annullamento di una serie di atti. Il Consiglio di Stato ha respinto l’appello ed ha espresso alcuni principi:
- se il servizio di gestione dei rifiuti urbani ha una durata pluriennale, la valutazione dell’equilibrio economico-finanziario di ciascun PEF annuale deve avvenire con riferimento ad un arco di tempo pluriennale;
- nel caso in cui i corrispettivi tariffari del servizio integrato dei rifiuti siano differenziati su base comunale, l’ambito di riferimento per l’applicazione del MTR, compreso il calcolo dei limiti di crescita, coincide con l’ambito tariffario comunale;
- il MTR ARERA disciplina in modo distinto il processo di calcolo dei limiti di crescita rispetto al procedimento per l’eventuale istanza di superamento dei limiti in caso di accertamento di una situazione di squilibrio economico-finanziario da parte dell’Ente territorialmente competente.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2025/463/SAEC-GIU/CC del 16.12.2025 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Il Consiglio di Stato, con sentenza n. 9676 del 09/12/2025 si è pronunciato su un ricorso proposto da una società, contro l’Autorità per il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani – ATO Toscana Sud e nei confronti di ARERA, volto ad ottenere la riforma di una sentenza del Tar Toscana e l’annullamento di una serie di atti con i quali la appellata aveva determinato i Piani economici finanziari PEF per l’anno 2021 relativi ai Comuni insistenti sul territorio, dei c.d. driver di ripartizione a livello comunale delle entrate tariffarie e dei parametri per la determinazione del tetto alla crescita delle tariffe relative alla TARI. La società appellante ha impugnato, altresì, le delibere comunali di approvazione delle tariffe TARI per il 2021 e, in via subordinata, le deliberazioni ARERA con le quali sono stati definiti i criteri di riconoscimento dei costi efficienti del servizio integrato dei rifiuti per il periodo 2018-2021, le semplificazioni procedurali della relativa disciplina tariffaria nonché chiarimenti applicativi.
Il Consiglio di Stato ha respinto l’appello ed ha espresso alcuni principi:
Per maggiori informazioni si rinvia al seguente link
Consiglio e Parlamento Europeo hanno raggiunto l’accordo provvisorio sulla proposta di modifica della direttiva 2024/1760/Ue (cd. CSDDD - Corporate Sustainability Due Diligence Directive) che impone alle grandi imprese l'adozione di "misure di diligenza" ulteriori rispetto ai già vigenti obblighi ambientali, per prevenire ed eventualmente eliminare gli impatti negativi sull'ambiente (e sui diritti umani) prodotti dalle loro attività e dalle catene del valore a cui partecipano.
La proposta legislativa fa parte del Pacchetto Omnibus I e tra le novità prevede: limitare gli obblighi di due diligence alle sole imprese con 5.000 dipendenti e 1,5 miliardi di fatturato netto, limitare gli obblighi di dovuta diligenza alle sole aree della catena del valore dell'azienda in cui è più probabile che si verifichino impatti negativi, eliminare l'obbligo per le imprese di adottare i piani di transizione climatica, fissare al 3% del fatturato netto il limite massimo della sanzione applicabile all'azienda in caso di inadempimento degli obblighi e infine rinviare di un ulteriore anno (al 26 luglio 2028) il termine per il recepimento della direttiva da parte degli Stati.
Si rimane in attesa dell’approvazione definitiva del testo concordato da parte delle istituzioni europee.
Il Consiglio e il Parlamento Europeo hanno raggiunto un accordo provvisorio sulla proposta di direttiva di modifica della disciplina UE sui report di sostenibilità delle imprese che, a norma della direttiva UE 2022/2464 (cd. CSRD - Corporate Sustainability Reporting Directive) obbliga le aziende a fornire informazioni dettagliate sugli impatti ambientali delle attività (cd. rendicontazione di sostenibilità).
La proposta era stata pubblicata dalla Commissione lo scorso giugno e, per quanto di interesse, l’accordo prevede che le imprese obbligate al report sono quelle con più di 1.000 dipendenti e con un fatturato superiore a 450 milioni di euro. Rimangono quindi escluse le PMI quotate che dovrebbero partire con il report dal 2029 (sui dati 2028). Parlamento e Consiglio Ue sono inoltre concordi nell’esonerare dagli obblighi le holding finanziarie e nel prevedere un'esenzione transitoria per le imprese obbligate al report dal 2025.
Si rimane in attesa dell’approvazione definitiva del testo concordato da parte delle istituzioni europee.
La Commissione Europea ha pubblicato una proposta di modifica del Regolamento (UE) 2024/1252, noto come il Critical Raw Materials Act (CRMA). Questa revisione, che rientra nell'ambito del nuovo piano d'azione RESourceEU, intende rafforzare la resilienza delle catene di approvvigionamento delle materie prime critiche dell'Unione Europea.
Le modifiche, in particolare, concernono il fatto che non saranno più gli Stati, ma la stessa Commissione ad identificare le grandi imprese obbligate a preparare un'analisi del rischio della propria catena di fornitura di materie prime critiche e strategiche.
La Commissione comunicherà formalmente alle imprese interessate la loro inclusione nell'elenco e i loro obblighi, le stesse avranno quindi sei mesi dalla notifica per effettuare una valutazione dei rischi della filiera e se emergono vulnerabilità dovranno adoperarsi per ridurle.
Inoltre, la proposta espande il quadro della circolarità, includendo i rifiuti pre-consumo per aumentare il riciclo dei magneti permanenti, e introduce maggiore flessibilità nel numero di bandi annuali per i Progetti Strategici.
Seguirà ora l’esame da Parlamento Europeo e Consiglio (co-legislatori) attraverso letture successive.
Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha avviato una consultazione pubblica, aperta fino al 9 gennaio 2026, sullo schema di decreto recante i criteri EoW per i rifiuti di legno con l’obiettivo di raccogliere pareri e suggerimenti da parte dei soggetti interessati per l’elaborazione del testo definitivo.
Lo schema di decreto, che detta le condizioni alle quali determinate categorie di rifiuti del legno cessano di essere tali dopo una operazione di recupero, ricalca la struttura dei vari decreti EoW finora adottati individuando i rifiuti ammissibili, i controlli da svolgere su di essi, i processi di lavorazione, i requisiti di qualità del legno recuperato e i possibili utilizzi.
Come per gli altri decreti viene prevista anche la predisposizione di una dichiarazione di conformità per ogni lotto prodotto.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2025/462/SAEC-NOT/CS del 15.12.2025 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha avviato una consultazione pubblica, aperta fino al 9 gennaio 2026, sullo schema di decreto recante i criteri EoW per i rifiuti di legno con l’obiettivo di raccogliere pareri e suggerimenti da parte dei soggetti interessati per l’elaborazione del testo definitivo.
Lo schema di decreto, che detta le condizioni alle quali determinate categorie di rifiuti del legno cessano di essere tali dopo una operazione di recupero, ricalca la struttura dei vari decreti EoW finora adottati individuando i rifiuti ammissibili, i controlli da svolgere su di essi, i processi di lavorazione, i requisiti di qualità del legno recuperato e i possibili utilizzi. Come per gli altri decreti viene prevista anche la predisposizione di una dichiarazione di conformità per ogni lotto prodotto.
Secondo lo schema di decreto, il legno recuperato potrà essere utilizzato esclusivamente per i seguenti scopi specifici, finalizzati alla produzione di:
Lo schema di regolamento individua le tipologie di rifiuti ammissibili specificando che non sono ammessi alla produzione di legno recuperato i rifiuti in legno che per origine e provenienza possano contenere sostanze contaminanti quali: legno chimicamente trattato che possa contenere composti organici alogenati o metalli pesanti o sali di creosoto; legno proveniente da dismissione di traversine ferroviarie, di impianti elettrici o telefonici ecc; legno esposto all’uso di fitofarmaci e legno carbonizzato o bruciato. Non sono ammessi nemmeno rifiuti in legno trattati con olii minerali o sintetici ed essiccanti, acidi, additivi biocidi e altre sostanze che possano conferire pericolosità al rifiuto.
Lo schema di regolamento infine specifica che le imprese già autorizzate al recupero "End of waste" del legno, al momento di entrata in vigore del regolamento, potranno continuare ad operare in base ai titoli in loro possesso fino all'aggiornamento o rinnovo degli stessi.
Per poter partecipare alla consultazione è necessario accedere alla pagina dedicata, disponibile qui, seguendo la procedura illustrata nel Manuale utente (v. Allegato). Si chiede a quanti interessati, di inviare i propri contributi anche al Dott. Cesaretti (d.cesaretti@fise.org) al fine di poter definire anche un eventuale contributo associativo da trasmettere al Ministero.
Per maggiori informazioni si rimanda al testo dello schema di decreto allegato.
La Regione Lombardia ha pubblicato la Legge Regionale 9 dicembre 2025, n. 18 “Seconda legge di revisione normativa ordinamentale 2025” con cui vengono effettuati interventi legislativi a tutto campo in varie materie.
In particolare, con l’articolo 21, viene modificata la LR n. 26/2003 in materia di gestione dei rifiuti, andando a prevedere alcune regole ulteriori su EoW per i rifiuti da C&D, normati a livello nazionale dal Regolamento 127/2024. Nel dettaglio la Regione Lombardia va a prevedere l'impiego dei materiali recuperati per utilizzi finali ulteriori o diversi da quelli indicati nel provvedimento nazionale, purchè siano rispettate certe condizioni e qualora valutati impatti ambientali anche attraverso criteri ecotossici.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2025/461/SAEC-NOT/CS del 15.12.2025 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
La Regione Lombardia ha pubblicato la Legge Regionale 9 dicembre 2025, n. 18 “Seconda legge di revisione normativa ordinamentale 2025” che interviene con modifiche su diversi provvedimenti regionali.
In particolare, segnaliamo:
Viene poi chiarito che le autorizzazioni EoW, rilasciate ai sensi degli articoli 208, 209 e 211 del D.lgs. n. 152/2006, che prevedono l'uso di rifiuti inerti diversi da quelli indicati nel Regolamento nazionale 127/2024, ove già conseguite, restano valide e pienamente efficaci. E potranno essere rinnovate o rilasciate – nel rispetto del D.lgs. n. 152/2006 – anche mediante metodologie alternative riconosciute, qualora garantiscano standard equivalenti di qualità e sicurezza ambientale.
Sia per le condizioni richiamate che in materia di autorizzazioni in essere, Regione chiarisce che la dimostrazione sugli impatti su ambiente e salute possa essere condotta alternativamente “mediante prove o valutazioni condotte secondo metodiche riconosciute, anche ai sensi del Regolamento CE n. 440/2008” che, ricordiamo stabilisce i metodi di prova standardizzati per valutare le proprietà fisico-chimiche, tossicologiche ed ecotossicologiche delle sostanze chimiche, fondamentali per l'applicazione del Regolamento REACH.
Per maggiori informazioni si rimanda al testo della Legge regionale n. 18/2025 in allegato.
In vista dell'entrata in vigore del FIR digitale prevista dal 13 febbraio 2026, è stato pubblicato sul sito Rentri un elenco sintetico delle implementazioni correlate al FIR Digitale previste con i prossimi rilasci, sia per l'ambiente RENTRI Demo che per l'ambiente RENTRi Produzione.
I rilasci delle prossime implementazioni sono suddivisi in 3 step successivi a partire dal 17 dicembre 2025 e fino al 12 febbraio 2026 quando ci sarà l’attivazione completa in produzione delle funzionalità correlate all'apertura del FIR Digitale prevista per il giorno successivo.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2025/460/SAEC-NOT/LE del 15.12.2025 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
Informiamo che in vista dell'entrata in vigore del FIR digitale prevista dal 13 febbraio 2026, è stato pubblicato sul sito RENTRi un elenco sintetico delle implementazioni correlate al FIR Digitale previste con i prossimi rilasci, sia per l'ambiente RENTRi Demo che per l'ambiente RENTRi Produzione.
Le implementazioni di cui sopra sono disponibili, rispettivamente, ai seguenti link:
I rilasci delle prossime implementazioni sono suddivisi in 3 step successivi a partire dal 17 dicembre 2025 e fino al 12 febbraio 2026 quando ci sarà l’attivazione completa in produzione delle funzionalità correlate all'apertura del FIR Digitale prevista per il giorno successivo.
Pertanto si avvisa che il giorno 17 dicembre 2025 tra le 18:00 e le 19:00 è pianificata una Finestra Programmata di Manutenzione dovuta, appunto, al primo rilascio previsto delle implementazioni; in tale fascia oraria è probabile che si verifichino delle interruzioni e non sarà garantito il corretto funzionamento dei servizi web ed API, motivo per cui nella sezione “Avvisi” della piattaforma RENTRi si raccomanda di non utilizzare i servizi nella data e fascia oraria indicata.
Nel rimanere a disposizione per eventuali ulteriori informazioni, rimandiamo a successive comunicazioni per ogni aggiornamento o iniziativa associativa in materia.
Si rende disponibile in allegato la Newsletter n. 246 del 15 dicembre 2025.
Italia Oggi
Corriere della Sera.it, Build News, Cleaning Community, Circular Economy Let’s Talk, Federcepi Costruzioni, Waste Web, Plast Magazine
Rendiamo disponibile il Report “L'Italia che Ricicla” 2025.
L’industria italiana del riciclo dei rifiuti continua a distinguersi a livello europeo per performance elevate. Dietro ai numeri positivi emergono però fragilità profonde in alcune delle filiere più strategiche – plastica, tessile, edilizia e RAEE – ancora frenate dalla scarsa raccolta, dall’assenza di mercati maturi e da una domanda insufficiente di materiali riciclati. Il sistema resta frammentato e privo di una strategia industriale in grado di trasformare il riciclo in una vera leva competitiva per il Paese.
Rifiuti urbani e speciali: i numeri del riciclo italiano
In Italia si producono 193,8 mln di tonnellate di rifiuti, di cui 164,5 mln di tonn di rifiuti speciali (che comprendono anche gli 8,8 mln di tonn. provenienti dalla gestione degli urbani) e 29,3 mln di tonn. di urbani. I rifiuti speciali derivano soprattutto da attività di costruzione e demolizione (50,6%), dagli scarti del trattamento rifiuti (23,5%) e dall’attività manifatturiera (16,8%). Tra gli urbani, prevale l’organico (34,7%), seguito da carta e cartone (21,8%), plastica (12,8%) e vetro (8,3%). Le raccolte differenziate hanno raggiunto quota 66,6% (19,5 mln di tonn.). Ma che fine fanno i nostri rifiuti? Il 54% dei rifiuti urbani viene avviato a riciclo, il 20% a recupero energetico e il 16% finisce in discarica. Ancora migliori le performance nei rifiuti speciali per i quali la percentuale di riciclo si attesta al 73,1%.
Un primato senza strategia industriale. La fragilità delle filiere dell’edilizia, plastica, tessile e RAEE
Il Rapporto sottolinea come l’Italia mantenga performance elevate nel riciclo grazie a filiere storiche come carta, vetro e metalli che vantano tassi di riciclo decisamente elevati (oltre il 70%), ma fatichi a trasformare tale vantaggio in una strategia industriale capace di ridurre la dipendenza da materie prime ed energia importate e di contribuire al raggiungimento degli obiettivi climatici UE.
Le maggiori criticità emergono da comparti strategici per quantità e impatti ambientali, come plastica, tessile, edilizia e RAEE, per cui la raccolta resta insufficiente e i materiali riciclati faticano a trovare sbocchi di mercato. Nell’edilizia (rifiuti da costruzione e demolizione), pur in presenza di un tasso di recupero dell’81%, il mercato degli aggregati riciclati rimane debole per mancanza di domanda e a causa di norme disomogenee. Ne deriva un crescente accumulo di materiali riciclati inutilizzati.
L’attuale situazione di emergenza per la filiera della plastica nasce dalla concorrenza dei polimeri vergini a basso costo, da elevati costi energetici e dalla persistente incertezza normativa, fattori che stanno mettendo in grave crisi uno dei settori simbolo del riciclo italiano. Per le filiere del tessile e dei RAEE i bassi livelli di raccolta impediscono di recuperare materie prime seconde preziose, aggravando la dipendenza da risorse critiche. Anche nei settori in cui il riciclo funziona (carta e vetro), l’elevata intensità energetica degli impianti e il peso del sistema EU ETS riducono la competitività, evidenziando la necessità di supporti energetici e di un quadro fiscale più favorevole.
Un settore frammentato ma strategico
Il report evidenzia poi come il tessuto industriale del riciclo italiano sia composto in larga parte da micro e piccole imprese e continui complessivamente a soffrire di margini ridotti, volatilità dei prezzi e ostacoli allo sviluppo di mercati nazionali delle materie prime seconde realmente competitivi. Lo studio indica nella osmosi industriale (collaborazioni tra imprese, scambi di sottoprodotti, integrazione delle filiere) una delle leve chiave per rafforzare la produttività e l’efficienza del sistema.
Sono queste le principali evidenze emerse nel corso della presentazione, tenutasi oggi a Roma, del Rapporto annuale “L’Italia che Ricicla”, promosso dalla sezione UNICIRCULAR di ASSOAMBIENTE - l’Associazione delle imprese di igiene urbana, riciclo, recupero, economia circolare e smaltimento di rifiuti, nonché bonifiche.
Il Report ha ricevuto il Patrocinio del MASE - Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica e ISPRA ed è stato realizzato grazie al sostegno di: ANPAR | AGENZIA BARI MEDITERRANEO | BRESOLIN | CIC | COMPUTER SOLUTIONS | ECOMONDO | ERION | GESENU | GREEN HUB | INNOVANDO | INTERLOGICA | MC DONALD'S | OMNISYST | POLLINI | RENOILS | TECHEMET | UNIPOL SAI AGENZIA GASLINI.
Nel corso della puntata di Sportello Italia del 10/12/2025, Francesca Capannolo intervista Paolo Barberi, Presidente della Sezione Unicircular di ASSOAMBIENTE.
Clicca qui per sentire l'intervista
ISPRA ha presentato l’edizione 2025 del Rapporto Rifiuti Urbani che contiene i dati aggiornati al 2024 sulla produzione, raccolta differenziata, gestione e flussi di import/export dei rifiuti urbani e degli imballaggi, a livello nazionale, regionale e provinciale.
Il Rapporto include anche il monitoraggio dei costi dei servizi di igiene urbana, l’applicazione del sistema tariffario e una ricognizione dello stato di attuazione della pianificazione territoriale. Stando ai dati contenuti nel Rapporto, nel 2024, la produzione nazionale dei rifiuti urbani si attesta a poco più di 29,9 Mt, con un incremento del 2,3% rispetto al 2023.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2025/459/SAEC-COM/CS del 11.12.2025 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.