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136/2017/TO

Lo scorso 6 luglio presso la Camera dei Deputati è stata presentata la Relazione sull’attività svolta nel 2016 dall’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) che ha trattato anche il tema della riforma degli appalti nonché le criticità di un sistema paese caratterizzato ancora da elevata corruzione e dove gli effetti positivi del suo contrasto si potranno vedere secondo ANAC solo nel medio e lungo periodo, sempre che la strada intrapresa venga perseguita con ancora maggiore impegno da tutti gli attori istituzionali.

Oltre 4.300 segnalazioni ricevute su possibili irregolarità in appalti di lavori, servizi e forniture. Quasi 850 procedimenti avviati per bloccare attività in odore di corruzione e 149 incarichi pubblici per i quali è stato ipotizzato un conflitto di interessi, senza contare 32 commissariamenti, 460 pareri di precontenzioso sulle gare. Di rilievo le puntualizzazioni del Presidente ANAC, Raffaele Cantone, sul ruolo istituzionale dell’Autorità che ha sollecitato la P.A. a non lasciare l’ANAC da sola, perché “non si tratta di un organismo che può occuparsi di ogni forma di illegalità e pronunciarsi su tutte le questioni che ci vengono sottoposte”. Addirittura, ha ricordato Cantone, qualche amministrazione sta assecondando “l'idea che gli appalti si possano fare solo con il bollino dell’Anac”. L' Authority, però, “non è un consulente e non si può sostituire alle scelte discrezionali della PA”.

Nell'ambito dell'attività anticorruzione il Presidente Cantone ha ricordato che è indifferibile una riforma dei conflitti di interesse, con una rivisitazione complessiva della materia. La rimozione dei conflitti di interesse è infatti fondamentale per evitare possibili utilizzi indebiti di posizione e conseguenti fatti di maladministration.

Come per tutte le altre Autorità indipendenti, nate per sottrarre alcune funzioni all’indirizzo politico, il Presidente Cantone ha ricordato che l’ANAC garantisce la massima apertura e confronto in sede di regolazione e di contraddittorio in sede di vigilanza. La scelta del legislatore del 2014 di creare una sola Autorità che si occupi insieme di anticorruzione, appalti e trasparenza, ha creato, secondo ANAC, i presupposti per politiche di prevenzione molto più efficaci rispetto al passato, senza tuttavia pregiudicare le esigenze di efficienza e funzionalità delle amministrazioni e del mercato dei contratti pubblici.

Nel rimandare alla relazione in oggetto, disponibile al sito dell’ANAC al seguente link, per ogni opportuno approfondimento, restiamo a disposizione per ogni informazione e aggiornamento.

» 07.07.2017

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